Italia

Riforme, vertice tra Alfano-Bersani-Casini: “Ampia convergenza”

da sin. Alfano, Bersani e CasiniROMA. Lungo vertice venerdì mattina tra i leader di Pdl, Angelino Alfano, Pd, Pier Luigi Bersani, e Udc, Pier Ferdinando Casini, per fare il punto sulle riforme.

“Ieri il Senato ha già cominciato a lavorare sui regolamenti, ora con Bersani, Casini e con tutti quelli cha hanno voglia di procedere verso la riforma dello Stato, per realizzare le riforme entro la fine legislatura”, spiega Alfano. “Tifiamo Italia e sosteniamo Montì”, ha ribadito il segretario del Pdl, mostrando ottimismo: “Vediamo bagliori di luce in fondo al tunnel”. “Se ci sono dei furbetti verranno cacciati dal partito e non avranno modo di fare carriera né un destino al nostro interno”, ha aggiunto l’ex Guardasigilli riferendosi al caso delle tessere false del Pdl.

Alfano pensa che Monti non “farà una scelta di natura partitica” al termine del mandato che ha ricevuto per guidare il Paese in una fase di drammatica emergenza economico-finanziaria. “Monti è senatore a vita, quattro grandi forze politiche gli hanno dato la fiducia e non credo che lui, da patrimonio comune in questa fase di emergenza, intenda diventare patrimonio di una parte”.

Quanto agli altri ministri tecnici, chiamati a far parte del governo, “riteniamo possano fare le scelte che ritengano più opportune, misurandosi con il tema del consenso e del voto dei cittadini. Credo che i ministri tecnici, nominati in un momento di crisi, devono essenzialmente fare quello e non pensare alla propria carriera”.

“ABC”. Alfano, Bersani e Casini hanno dato il via libera ai contenuti raccolti dai tavoli sulle riforme e al calendario, le cui tappe sono state ipotizzate, nel corso del vertice, dai ‘coordinatori’ dei partiti che si stanno occupando di questa materia. “Abc” (abbreviazione con la quale viene ormai chiamato il terzetto formato dai tre segretari) hanno sostanzialmente approvato il quadro delle modifiche che si dovrebbero apportare alla Costituzione: riduzione del numero dei parlamentari, introduzione dei meccanismi per la sfiducia costruttiva, potere di nomina e di revoca dei ministri da parte del presidente del Consiglio e superamento del bicameralismo perfetto.

I TEMPI. I tempi dovranno essere necessariamente ravvicinati, visto che il processo di riforma costituzionale prevede una doppia lettura sia alla Camera che al Senato a distanza di tre mesi l’una dall’altra. Per cui il calendario abbozzato prevede la conclusione della fase istruttoria e la presentazione di un testo condiviso in Parlamento entro 2-3 settimane. Dopo la prima lettura verrà incardinata la legge elettorale e, successivamente, si arriverà alla seconda lettura in autunno per completare l’iter entro dicembre-gennaio.

RIDUZIONE PARLAMENTARI. “Procederemo con una priorità, che è quella della riforma delle istituzioni, che contempla la diminuzione del numero dei parlamentari. E’ chiaro che, dovendo e volendo diminuire i parlamentari, la legge elettorale la faremo subito dopo” annuncia Alfano, secondo cui la riforma elettorale va fatta subito dopo, “in modo tale da tener conto del numero dei parlamentari nuovi, stabiliti con le scelte del Parlamento”. Sulla stessa linea il leader dell’Udc Casini: “Abbiamo deciso di dare un segnale subito sulla riduzione dei parlamentari. Si apre una fase nuova, che ci consente di raggiungere nuovi traguardi: vogliamo passare cosi’ dalle parole ai fatti”.

BERSANI: “PASSO AVANTI”. “C’è un’intesa sulla riduzione del numero dei parlamentari e anche sulla riforma del bicameralismo perfetto, si tratta di far prendere bene il ritmo al Parlamento”, ha dichiarato Bersani, intervistato da Sky Tg24. “Come si sa – ha aggiunto il segretario del Pd – ci sono contatti in corso: tutti parlano con tutti, anche di riforma elettorale. Anche in questo caso si tratta di verificare se si condividono alcuni criteri di affidare la discussione parlamentare. Qui il discorso è un po’ più complicato, ma devo dire che anche qui qualche passo avanti sta avvenendo”.

FINI: “SEGNALI POSITIVI”. Si dichiara ottimista il presidente della Camera, Gianfranco Fini, che parla di “segnali positivi”. “Il confronto tra le forze politiche – sottolinea – i è avviato dopo una lunga fase di assoluta incomunicabilità; si stanno registrando delle importanti convergenze sia per la riduzione del numero dei parlamentari, sia per un diverso assetto del nostro sistema bicamerale; e necessariamente si dovrà dar corso anche ad un riforma della legge elettorale. Manca un anno e qualche settimana al termine della legislatura, i tempi ci sono se c’è la volontà politica di procedere nel senso che è stato indicato dai primi incontri”.

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