Lusciano

Tarsu, Petrillo attacca l’amministrazione

Luciano PetrilloLUSCIANO. Durissima denuncia da parte dei consiglieri di opposizione del gruppo politico “Futuro con Fiducia” circa l’importo della Tarsu a carico dei cittadini luscianesi, tributo che viene gestito dalla Publiservizi.

Ciò che i consiglieri di opposizione denunciano è che il Comune di Lusciano, nell’ambito dell’agro aversano, non è riuscito a mantenere invariata la Tarsu ma addirittura l’ha aumentata di circa il 40% con inevitabile aggravio sui cittadini luscianesi che si sono trovati a pagare le rate da corrispondere per il 2011 che si sono accavallate con l’ultima rata del 2010. Così, nei soli mesi di ottobre fino a marzo prossimo, per molti pensionati soprattutto, ma anche per i commercianti, la Tarsu rischia di diventare una “stangata”. I portalettere infatti stanno già consegnando le raccomandate in paese degli importi da pagare.

“La Tarsu, oltretutto, – afferma il capogruppo di opposizione Luciano Petrillo doveva essere trasformata in Tia, cioè Tariffa d’Igiene Ambientale e permettere quindi ai cittadini di pagare l’effettivo importo sui rifiuti prodotti e non, diversamente come avviene oggi appunto con la Tarsu, che invece fa pagare in base alla grandezza della propria abitazione. Ciò che ha generato maggior malcontento nella cittadinanza è la predisposizione dei pagamenti, disposti dalla ditta Pubbliservizi super pagata con altre 500mila euro all’anno per il suo alto grado di professionalità e precisione, evidentemente in base alle indicazioni fornite dal caposettore comunale ai tributi del nostro Comune che ha appunto determinato un vero e proprio conguaglio, fra il mese di ottobre e marzo. All’ultima rata dell’anno precedente, infatti, in scadenza a fine ottobre , va praticamente ad accavallarsi la prima del nuovo anno, da pagare entro 30 giorni dalla notifica, cioè entro i primi giorni di novembre, più una terza posta in scadenza entro il secondo mese successivo a quello di notifica, cioè entro marzo. E come se tutto ciò non bastasse ai risparmi più volte prospettati dagli amministratori in seguito all’attivazione della raccolta differenziata domiciliare, va aggiunta, proprio sulla prima rata che già si “accavalla” con altre due, il costo della notifica, che sarebbe imputato per una somma superiore a quella effettivamente sostenuta per il recapito a mezzo plico postale raccomandato. Ma intanto, chi percepisce poche centinaia di euro al mese di pensione o anche i commercianti stessi, sanno che tra la fine di ottobre e l’inizio di marzo dovranno mettere mano ed in maniera sostanziosa al portafogli. Per una migliore comprensione di quanto sta succedendo a Lusciano”.

“Ormai sembra essere diventata una costante – continua Petrillo – appena c’è da recapitare ai cittadini una bolletta di tributi, l’Amministrazione va in tilt e ingenera solo disagi e confusioni negli utenti anche se il tutto è stato demandato ad una ditta esterna, profumatamente elargita”.

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