Sant’Arpino

Compagnone: “La versione di Del Prete sbugiardata dagli atti”

Salvatore CompagnoneSANT’ARPINO. E’ noto a tutti che le bugie hanno le gambe corte, ma quelle raccontate dal consigliere comunale Del Prete sulla famigerata “lite in Municipio” sono affette da “paraplegia spastica”, una malattia ben più grave di quella prospettata dal Rodari.

Il mio sospetto è che il Del Prete nel suo cammino letterario abbia incontrato (oltre a Gianni Rodari) anche Giovanni Verga, e si sia voluto cimentare nell’arte della Santa mistificazione.E’ intervenuto con un comunicato apparso su “Pupia” la mattina del 23 ottobre per (a suo dire) “restituire la verità dei fatti”, una verità che, purtroppo per Lui, viene inesorabilmente sbugiardata dagli atti. Per comprenderla tutta, basta consultare (piuttosto che un manuale di letteratura italiana) tre semplici documenti giuridico-amministrativi, e cioé: l’art. 58 del Regolamento del Consiglio Comunale (presente anche sul sito istituzionale del Comune di S.Arpino) che al comma 2 testualmente recita: “Le funzioni di segreteria sono svolte dal personale amministrativo comunale delle unità operative interessate”.

Ma il consigliere Del Prete, per amore della Sua verità, si “limita” a leggere solo l’ultimo comma di questo articolo, che evidentemente nulla c’entra con il nostro discorso!; la lettera prot. 8996 del 14.10.2011 di convocazione della “famigerata” seduta di commissione notificata dal messo comunale a tutti i suoi destinatari, me compreso; la sentenza nr. 793/2010 della Corte dei Conti – Sezione Giurisdizionale della Regione Lazio (nel corpo della quale c’è la “madre” di tutte le verità). Ecco, da questa sana lettura il consigliere Del Prete non solo ricaverebbe la giusta medicina per la cura di quella malattia di cui parla il Suo Gianni, ma si convincerebbe anche che la mia avversione nei Suoi confronti è presente solo nelle Sue elucubrazioni mentali, nella Sua ormai vivace fantasia. E non mi costa niente ammetterlo pubblicamente.

Del Prete, io non ho nulla contro di lei. Mi piacerebbe però sentirLe dire, sempre pubblicamente, la stessa cosa di me, e possibilmente vederla poi confermata anche dai successivi comportamenti quotidiani. Se invece è Sua intenzione continuare a credere a tutti i costi nell’esistenza di una “personale avversione” (che, ripeto, non mi appartiene), Le suggerisco di tornare indietro nel tempo, molto più indietro di quanto “capziosamente” voglia far pensare Lei. Ricordo, infatti, che per oltre 2 anni (2007-2009) Ella mi ha deliberatamente e notoriamente tolto il saluto ed io rispettosamente l’ho assecondata.

Durante lo stesso periodo Ella ha altresì accuratamente (com’era logico che fosse) evitato di farmi una sola telefonata (dal Suo al mio cellulare): pensi che un tempo squillavano spesso durante l’arco di una sola giornata. Poi d’improvviso Le è tornata la parola, con essa il saluto (al quale rispondevo con educazione) e a seguire è ricominciato anche a squillare il mio cellulare: era Lei che mi chiamava con il Suo. Questa “favola” però è durata poche settimane, esattamente dalla fine di gennaio 2010 fino al giorno 15 febbraio 2010, durante il quale dal Suo cellulare sono partite credo 3-4 telefonate verso il mio numero, ad alcune delle quali non ho neanche potuto rispondere perché impegnato in una “Commissione di Gara” (precisamente nella seduta che chiudeva i lavori per assegnare la gestione comunale delle pratiche cosiddette del “Patronato”).

L’ultima chiamata l’ho fatta io a Lei (intorno alle 21.30-22.00 di quello stesso giorno) per doveroso e civico riscontro alle Sue insistenti chiamate. Poi più nulla, signor Del Prete. Ho nuovamente ri-perso il Suo saluto (assecondandoLa anche questa volta) e il Suo cellulare si è nuovamente spento, tanto che da quella sera (come era già accaduto nei precedenti 2 anni e passa) non ho più ricevuto una sola Sua chiamata. Quello che è accaduto nei mesi successivi è scritto nella storia recente del Comune di S.Arpino (e in tutti gli atti da Lei posti in essere oltre che nei Suoi ostili atteggiamenti, culminati nella tristemente nota “lite” del 17 ottobre scorso).

Anche questi ulteriori “fatti”, signor Del Prete, sono ampiamente documentati, verificabili in qualunque sede. Ed è per questo che non ho più alcuna intenzione di ritornarci sopra. Voglio solo invitarLa, vista la Sua passione per gli aforismi, a leggere quello attribuito al poeta tedesco Bertolt Brecht, che così recita: “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”.

Avvocato Salvatore Compagnone, vicesegretario Comune S.Arpino

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