Castel Volturno - Cancello ed Arnone

Dopo 35 anni inanellato il “Basettino” ai Variconi: primato regionale

 CASTEL VOLTURNO. Dopo le iniziative di recupero dell’area della riserva regionale dell’Oasi dei Variconi, sembra che la natura abbia voluto premiare gli sforzi dei volontari …

… permettendo agli ornitologi di inanellare, dopo 35 anni dall’ultimo avvistamento in provincia di Caserta, il Panurus biarmicus, uccello comunemente conosciuto con il nome di Basettino. L’impresa scientifica di tutto rispetto e dal rilevante interesse ornitologico, è stata compiuta dal naturalista, Alessio Usai. La notizia diramata da Germano Ferraro dell’associazione le Sentinelle, ha fatto già il giro del web. Nel contempo da quanto abbiamo appreso l’inanellamento avvenuto nella giornata del 24 ottobre sull’Oasi dei Variconi, rappresenta anche un primato regionale, in quanto tale specie non veniva più censita dal lontano 1975 in Campania. Solo nel 2008 qualche esemplare è stato segnalato mediante avvistamento nel salernitano. L’operazione di inanellamento sulla riserva alla foce del Volturno è maturata subito dopo il primo avvistamento di questo uccello avvenuto il giorno 17 ottobre.

Mediante le apposite autorizzazioni concesse dall’Ente Riserve foce del Volturno, rappresentato dalla dottoressa Amelia Caivano, si è potuto concretizzare addirittura il censimento e l’individuazione sull’area di Castel Volturno di questa specie. La giornata di censimento ha fruttato inoltre l’osservazione di ben 48 specie, indice dell’importanza delle Paludi dei Variconi come sito di sosta e foraggiamento per l’avifauna migratrice. Il Basettino, l’uccello inanellato, è una specie che per la Regione Campania è classificata con uno status fenologico di Migratrice irregolare e Svernante irregolare. Le documentazioni bibliografiche riportano individui osservati sporadicamente e con bassi numeri sino all’anno 2004 e principalmente legate all’area salernitana dell’Invaso artificiale di Serre Persano.

Alessio UsaiAl riguardo abbiamo posto qualche domanda al dottor Alessio Usai: Quando gli ornitologi parlano di censimento o inanellamento dopo 35 anni di questa specie cosa significa? Il Basettino non transitava più nella nostra Regione? “Non è detto che la specie non sia transitata per l’area in questo lungo arco temporale, ma è più probabile che nessuno la abbia osservata e documentata, a causa del carattere elusivo della specie e della brevità delle permanenze nei siti. Questa osservazione e il conseguente inanellamento rimarca come sia necessario condurre indagini ornitologiche attraverso le metodiche del birdwatching e dell’inanellamento, al fine di coprire l’ampio spettro delle specie che effettivamente fruiscono del territorio, con necessità ecologiche molto diverse fra loro”.

L’Oasi dei Variconi, quindi è un’oasi da primati, così come il litorale Domizio? “Il Litorale Domitio continua ad imporsi nel panorama ornitologico italiano come area fondamentale interposta sulla rotta migratoria autunnale degli uccelli che devono raggiungere i siti di svernamento in Italia meridionale ed in Africa e che scelgono la via tirrenica per raggiungerle. Il degrado, l’abbandono e l’assenza di programmi di ricerca volti alla tutela, conservazione e miglioramento del territorio, mettono a rischio un complesso meccanismo, quale la Migrazione degli uccelli, che ha radici in tempi immemori, forse molto prima della comparsa dell’uomo. Il Basettino in Italia è specie nidificante con una popolazione stimata in 4.000-10.000 coppie, principalmente legate alle zone umide costiere dell’Alto Adriatico e nelle Valli del Ravennate e Ferrarese, spingendosi sino al limite meridionale Umbro-Toscano, con una popolazione nidificante nelle aree umide del Foggiano (cfr. Spina & Volponi, 2008 – Atlante della Migrazione degli Uccelli in Italia). E’ una specie prettamente “residente”, ma che può compiere movimenti migratori spesso a carattere irruttivo, compiendo migrazioni anche di centinaia di chilometri, che li può portare dalle aree centrali e orientali dell’Europa, sino alle coste dell’Italia meridionale che conservano ancora ampie aree umide con vegetazione a canneto”.

You must be logged in to post a comment Login

I più letti

Condividi con un amico