Italia

Padania, Reguzzoni: “Il popolo è sopra Napolitano”

Marco ReguzzoniROMA.“Il popolo è sempre sovrano ed è l’unico posto sopra la figura del capo dello Stato”. Non usa mezzi termini il capogruppo della Lega alla Camera, Marco Reguzzoni, per replicare alle parole di Giorgio Napolitano sulla secessione.

«Agitare quella bandiera – ha detto martedì il capo dello Stato – significa porsi fuori dalla storia e dalla realtà». Dichiarazioni certo non ben digerite dall’esponente del Carroccio, che al telefono con Maurizio Belpietro su Canale 5 ha ricordato come Bossi a Venezia abbia fatto riferimento al voto del popolo in relazione alla secessione, e ha puntualizzato che la decisione del popolo è sempre «incontrovertibile». «Per principio e anche per doveroso rispetto – ha spiegato Reguzzoni – non commentiamo mai le dichiarazioni del capo dello Stato. Bossi però a Venezia ha fatto riferimento alla necessità che si possa esprimere il popolo, il popolo è sempre sovrano e quindi è l’unica figura che è sempre sopra il capo dello Stato. Il popolo ha sempre diritto di dire la sua».

«NESSUN RIFERIMENTO A NAPOLITANO» – In una successiva intervista concessa a Sky Tg 24 Reguzzoni ha provato a correggere il tiro: «Le mie parole, ha spiegato – non devono essere male interpretate. Non c’è alcun riferimento alla figura di Giorgio Napolitano che riteniamo anzi una figura assolutamente apprezzabile nella persona e nei modi in cui ha voluto condurre e sta conducendo il suo difficile incarico. Il capo dello Stato ha sempre mostrato doti di equilibrio e saggezza, ma sopra di lui c’è il popolo e le parole di Bossi erano rivolte al popolo, perchè esprimersi è un fatto di democrazia».

«VILIPENDIO» – L’opposizione, ad ogni modo, non risparmia critiche all’esponente leghista. «Le affermazioni dell’onorevole Reguzzoni sono di una gravità assoluta, tanto da configurarsi come vilipendio al capo dello Stato», ha detto il presidente del Gruppo Italia dei Valori al Senato, Felice Belisario. «Che il popolo sia sovrano – ha aggiunto – non ci sono dubbi, ma un referendum per la secessione non è neanche immaginabile».

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