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Berlusconi ritira norma “salva-Fininvest” e accusa l’opposizione

Silvio BerlusconiROMA.Il governo ritira la norma ad personam spuntata nella manovra che avrebbe potuto consentire alla Fininvest del premier Silvio Berlusconi di non pagare i 750 milioni di euro che deve alla Cir di Carlo De Benedetti, in base a quanto stabilito dalla sentenza di primo grado del Tribunale di Milano sulla vicenda lodo Mondadori.

“Nell’ambito della cosiddetta manovra – si legge in una sua dichiarazione diffusa da Palazzo Chigi – è stata approvata una norma per evitare attraverso il rilascio di una fideiussione bancaria il pagamento di enormi somme a seguito di sentenze non ancora definitive, senza alcuna garanzia sulla restituzione in caso di modifica della sentenza nel grado successivo. Si tratta di una norma non solo giusta ma doverosa specie in un momento di crisi dove una sentenza sbagliata può creare gravissimi problemi alle imprese e ai cittadini”.

“Le opposizioni – prosegue – hanno promosso una nuova crociata contro questa norma pensando che, tra migliaia di potenziali destinatari, si potrebbe applicare anche a una società del mio gruppo. Si è prospettato infatti che tale norma avrebbe trovato applicazione nella vertenza Cir-Fininvest dando così per scontato che la Corte di Appello di Milano effettivamente condannerà la Fininvest al pagamento di una somma addirittura superiore al valore di borsa delle quote di Mondadori possedute dalla Fininvest”.

“Conoscendo la vicenda – dice ancora Berlusconi – ritengo di poter escludere che ciò possa accadere e anzi sono certo che la Corte d’Appello di Milano non potrà che annullare una sentenza di primo grado assolutamente infondata e profondamente ingiusta. Il contrario costituirebbe un’assurda e incredibile negazione di principi giuridici fondamentali. Per sgombrare il campo da ogni polemica ho dato disposizione che questa norma giusta e doverosa sia ritirata. Spero non accada che i lavoratori di qualche impresa, in crisi perchè colpita da una sentenza provvisoria esecutiva, si debbano ricordare di questa vergognosa montatura”.

“Il mio giudizio non è molto dissimile da quanto espresso circa la totale inopportunità di inserire nella manovra la norma che oggi si dice essere stata ritirata”, ha detto in Aula il presidente della Camera. “Ci ha provato. Ma noi apriamo bene gli occhi. Sappiamo con chi abbiamo a che fare – ha commentato Pier Luigi Bersani – Su tutti i carri che caricano di problemi gli italiani ci deve sempre essere qualcosa solo per lui, ma quando viene smascherato fa marcia indietro. Ma noi verificheremo”. “Quando sarà il momento conoscerete le nostre determinazioni riguardo alla manovra economica”, ha detto oggi il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano rispondendo a una domanda dei giornalisti. Ieri fonti del Quirinale avevano affermato che era “cominciato l’esame attento e scrupoloso di tutti i contenuti di una manovra complessa come questa che richiede i tempi necessari” e che sarebbe stata “oggetto di valutazione” anche la norma salva Fininvest.

Intanto, la prevista conferenza stampa di oggi sulla manovra, a cui avrebbero dovuto partecipare i ministri Giulio Tremonti, Maurizio Sacconi, Paolo Romani, Renato Brunetta e Roberto Calderoli, è stata annullata. Lo hanno fatto sapere in mattinata dal ministero dell’Economia. Anche i vertici della Lega hanno scoperto con stupore, subito seguito da malumore, la presenza della norma definita salva-Fininvest nel testo della manovra. A quanto ha appreso l’agenzia Ansa da fonte autorevole, i ministri leghisti giovedì scorso non avevano ricevuto nel testo che era stato loro consegnato la norma in questione. E hanno appreso solo a cose fatte che la norma era stata inserita. Da qui il “profondo malumore” dei ministri del Carroccio Bossi, Maroni e Calderoli.

Se fosse diventata legge, la norma avrebbe investito in pieno la sentenza che la Corte d’appello di Milano si accinge a emettere, forse in settimana, sulla causa tra Fininvest e Cir, che in primo grado ha visto condannare la holding di Berlusconi al risarcimento di 750 milioni a favore dell’azienda dell’editore di Repubblica. Se la Corte dovesse confermare la sentenza o ridurre la condanna a una cifra non inferiore ai 20 milioni, la nuova legge verrebbe in soccorso del gruppo del Cavaliere sospendendo l’esecuzione della decisione dei giudici fino al definitivo pronunciamento della Cassazione.

L’attuale normativa stabilisce che “il ricorso per Cassazione non sospende l’esecutività della sentenza” di secondo grado, lasciando tuttavia al giudice la facoltà di disporre “che l’esecuzione sia sospesa o che sia presentata congrua cauzione”. Con la modifica viene meno il potere discrezionale del giudice per le condanne superiori a 20 milioni di euro, imponendogli di disporre la sospensione dell’esecuzione della sentenza d’appello se la parte ricorrente “presta idonea cauzione”.

Ma il Pdl aveva difeso la norma. “Non si capisce che c’entra l’evocazione del cosiddetto partito degli onesti con la proposta di rinviare a dopo il deliberato finale della Cassazione la conseguenza di sentenze civili per cifre superiori a 20 milioni di euro (10 se è in primo grado)”: lo afferma Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera. “Si tratta di evitare che eventuali rovesciamenti di giudizio prima che esso sia definitivo comportino per le parti conseguenze destabilizzanti. Si può essere d’accordo o meno sul merito della proposta ma i toni da crociata che caratterizzano molti interventi ci sembrano appartenere al solito armamentario polemico”, conclude.

Confermato, invece, lo stop alla rivalutazione delle pensioni a partire da quelle sopra 1.428 euro lordi al mese, il blocco degli stipendi degli statali e il turnover nella pubblica amministrazione. Nella sanità nuovi ticket dal 2014, e pare confermato il ticket da 10 euro su specialistica e diagnostica dal 2012. Ancora incerto invece il taglio agli incentivi per le energie rinnovabili.

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