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Calcio scommesse, 30 partite truccate. “Sensazione” dei pm per Serie A

Marco PiraniCREMONA.Il medico odontoiatra Marco Pirani, arrestato nell’ambito dell’inchiesta cremonese sulle partite truccate, è stato interrogato per ore dal procuratore capo Roberto Di Martino, negli uffici della Procura di Cremona.

Sarebbero una trentina le partite truccate in vari campionati, ha detto Pirani al procuratore. Diciotto di queste erano già note nell’inchiesta, le altre no. Tra le novità una vecchia partita di serie A (che non farebbe parte del gruppo oggetto di inchiesta a Cremona) e due di B. Pirani avrebbe spiegato che gli episodi di manipolazione delle partite gli erano riferiti da Massimo Erodiani e di essersi sentito talvolta isolato dal gruppo dei bolognesi e degli zingari in presenza di forti scommesse. Lo si è appreso a conclusione del suo interrogatorio, iniziato a mezzogiorno e concluso nel tardo pomeriggio.

COINVOLTE SOPRATTUTTO SERIE MINORI. Secondo gli inquirenti la gran parte delle combine riguardavano partite delle serie minori anche se c’è la sensazione che potessero essere manovrate alcune partite di serie A. Per combinare una partita della massima serie sarebbero però stati necessari almeno 400-500mila euro, con le relative difficoltà del caso. Gli inquirenti hanno definito “molto collaborativo” Pirani che più volte ha citato Massimo Erodiani come la fonte delle sue informazioni. Ma il procuratore Di Martino ha “la sensazione che ci siano grossi problemi in serie A, che ci siano incontri truccati. È una sensazione e una sensazione senza riscontri non è una prova. La sensazione è, però, che in serie A le combine non siano fra i giocatori ma fra le società”.

MILAN-BARI DEL 13.03.11. Nuove rivelazioni vengono fuori dalle intercettazioni telefoniche dell’ex capitano del Bari, Antonio Bellavista. Oltre alle partite sotto inchiesta c’è anche una frase dell’ex calciatore sulla partita Milan-Bari del 13 marzo 2011 terminata 1-1 con le reti di Rudolf e Cassano. La partita non è compresa tra quelle indagate e non è compare quindi nelle ordinanze, ma in una delle registrazione Bellavista si giustificherebbe con alcuni scommettitori sul motivo per cui il match tra i pugliesi e i rossoneri non sarebbe finita con un “over”. I giocatori del Bari avrebbero infatti “avuto paura di essere scoperti dalla società” e si sarebbero quindi tirati indietro dalla combine. Gli investigatori ritengono queste dichiarazioni millanterie, ma durante gli interrogatori ne chiederanno conto a Bellavista.

NAPOLI-PARMA E IL FIGLIO DEL BOSS A BORDO CAMPO.

Un nuovo fascicolo su Napoli-Parma dell’aprile 2010 potrebbe essere aperto dalla Procura di Napoli sulla base degli elementi raccolti negli ultimi giorni, e in particolare sulla fotografia in cui Antonio Lo Russo, esponente dell’omonimo clan camorristico del quartiere Miano, compare a bordo campo durante la gara. Nel giorno della partita Lo Russo era ancora in libertà, ma di lì a pochi giorni sarebbe diventato – e lo è tuttora – latitante per un’ordinanza di custodia per droga. E’ verosimile che la Procura disponga accertamenti sull’immagine, scattata da un fotografo dell’Ansa: la delega ai carabinieri del gruppo di Castello di Cisterna potrebbe arrivare nei prossimi giorni. Il precedente fascicolo, aperto dal pm Luigi Alberto Cannavale sulla base delle dichiarazioni del boss pentito Salvatore Lo Russo, zio di Antonio, era stato invece inviato nel luglio dello scorso anno alla Procura della Federcalcio, perchè non erano emersi elementi sufficienti a sostenere accuse penali. “Mi meraviglio che la società calcio Napoli permetta a certa gente di stare a bordo campo. Il calcio deve cambiare, ci sono troppi soldi che girano attorno a quel mondo. Ne parlerò domani con De Laurentiis”, ha commentato il sindaco Luigi De Magistris.

SI INDAGA SU GIOCATE ELETTRONICHE. Il procuratore aggiunto di Napoli, Rosario Cantelmo, ha interrogato a Roma, in qualità di teste, un esperto di giocate elettroniche nell’ambito dell’inchiesta sul clan camorristico dei D’Alessandro di Castellammare di Stabia, che lo scorso ottobre portò all’arresto dell’ex attaccante dell’Avellino e del Sorrento, Cristian Biancone. L’interrogatorio si è svolto nella capitale poichè lì il magistrato aveva altri impegni. L’obiettivo di Cantelmo, che segue le indagini assieme ai sostituti Pierpaolo Filippelli e Claudio Siragusa, è comprendere meglio i meccanismi con cui avvengono le giocate e il sistema dei flussi. I pm intendono incrociare i dati degli incontri sospetti con le informazioni ricavate attraverso le intercettazioni. L’ipotesi investigativa è che il clan D’Alessandro, anche corrompendo alcuni calciatori, sia riuscito a pilotare l’esito di incontri di calcio; l’attenzione degli investigatori è focalizzata su diversi incontri, anche di serie A.

COMMERCIALISTA SIGNORI: “COMBINE INTER-LECCE”. “Erano arrivate delle voci su una combine Inter-Lecce che poi non si sono rivelate vere”. Manlio Bruni, il commercialista di Beppe Signori ha confermato al gip Guido Salvini l’impianto accusatorio dell’inchiesta, anche se, sottolinea lui stesso al termine dell’interrogatorio, “non c’era nessuna centrale di scommesse nel nostro studio”. ll commercialista, che è agli arresti domiciliari, in tre ore ha spiegato la sua versione al gip “confermando l’impianto accusatorio – ha detto il suo legale, Fausto Bruzzese – e fornendo particolari per chiarire la nostra posizione”. “Non ho mai avuto rapporti con il calcio giocato – ha sottolineato Bruni – ci sono state date della dritte sbagliate su Inter-Lecce e noi abbiamo giocato. Ma non c’era nessun illecito su quella partita tanto è che abbiamo perso”. Al gip Bruni avrebbe fatto il nome di Massimo Erodiani e Antonio Bellavista come i due che avrebbero fornito la dritta sulla partita, poi rivelatasi sbagliata. In merito alle altre due partite che vengono contestate al commercialista, Atalanta-Piacenza e Benevento-Pisa, Bruni ha detto che su quegli incontri “noi non abbiamo giocato. Quanto a Beppe Signori, è un mio amico e sono il suo commercialista – ha aggiunto – ma non abbiamo fatto scommesse insieme. Quello che voi chiamate clan dei bolognesi ha giocato una sola partita e ha perso”.

AGRIPRONEWS: “NESSUNA ANOMALIA NEI FLUSSI”. Ma Agipronews fa sapere che non c’è stata alcuna anomalia nei flussi di gioco giunti ai concessionari autorizzati dai Monopoli di Stato per le tre partite di Serie A indicate da Pirani. L’analisi delle giocate raccolte nelle agenzie e nei siti legali, infatti, conferma che il gioco fu regolare e senza scossoni. Per quanto riguarda Genoa-Lecce, la partita finì 4-2 ma i flussi delle giocate – confermano i bookmaker italiani – furono regolari. In una situazione in cui il Lecce era a rischio retrocessione e il Genoa senza particolari motivazioni di classifica, il 51 per cento delle puntate si concentrò sul ‘2’ (pagato 4,20), il 41 sulla vittoria della squadra di casa (2,10) e appena il 7 sul pareggio, ritenuto evidentemente improbabile malgrado una quota non elevatissima (2,35). Fiorentina-Roma è il match (terminato 2-2) in cui Totti, con una doppietta, tocca quota 201 goal. Fiorentina favorita in lavagna (2,45 la quota) e 62% delle giocate sul successo viola, 24% sul colpaccio giallorosso (3 contro 1) e solo il 13% sul pareggio, pagato 3,20 in agenzia, vale a dire il risultato con il quale si concluse la partita. Su Lecce-Cagliari le giocate erano divise tra vittoria del Lecce (1,50, poi scesa rapidamente prima della partita), scelta dal 39% degli scommettitori, e quella del Cagliari: la quota per il ‘2’ rossoblù era talmente alta (8 contro 1 in apertura) da attirare addirittura il 51% delle scommesse. Niente di fatto: la partita finì con un rocambolesco 3-3, su cui aveva giocato solo il 10% dei giocatori.

ZEMAN: “NON MI SORPRENDE”. Le scommesse? “Non sono una cosa nuova, lo sport è diventato sempre più un business ed è chiaro che, dove girano molti soldi, certa gente cerca di infilarsi in modo non sempre corretto. In Italia la cultura sportiva sta diminuendo sempre di più e non si sa come difendersi”: così Zdenek Zeman, ex allenatore del Foggia, sul nuovo scandalo che sta travolgendo il calcio. Uno scandalo nel quale è stato messo in mezzo anche un suo figlioccio, Beppe Signori: “Mi dispiace, anche se bisogna chiarire la sua posizione. Sapevo che gli piaceva giocare…”. Il calcio continua a perdere credibilità e con lui l’intero sistema calcistico nostrano anche perché, nelle parole di Zeman, “la Federazione non trova aiuti da parte di chi partecipa. Il calcio è malato, ma si fa poco per curarlo”.

TOMMASI: “IMMAGINI ARRESTI SONO DA ESEMPIO”. Damiano Tommasi, presidente dell’Associazione italiana calciatori, è intervenuto a “24 Mattino” su Radio 24 per parlare della inchiesta di Cremona sul calcio scommesse. “Le immagini degli arresti e dei fermi dei calciatori danno una grossa mano nel mettere in guardia e sensibilizzare i nostri associati. Noi dobbiamo lavorare sulla sensibilizzazione dei calciatori – ha aggiunto Tommasi – ma già queste immagini sono certamente d’impatto e fanno preoccupare”. Alla domanda se mai, da calciatore, abbia assistito a partite in cui si giocava per un risultato già predeterminato, Tommasi ha risposto a Radio 24: “Qui c’è un problema diverso: col volume d’affari che muovono le scommesse, non si parla più di partite che hanno solo un valore sportivo e valgono dunque per la classifica. Ci sta che due squadre si trovano a giocare una partita in cui il pareggio va bene a tutti e dunque è difficile poi competere per la vittoria. Qui però l’eventuale pareggio non è solo per la classifica ma per qualcos’altro”. E al vicedirettore della Gazzetta dello Sport, Franco Arturi, che in trasmissione ha paragonato le scommesse al vino, da non vietato solo perchè c’è chi ne abusa, Tommasi ha risposto: “Sono d’accordo, ma è anche vero che il vino non va bevuto da chi guida. Allora mi domando se si possa scommettere su un evento su cui la volontà dell’uomo può incidere sul risultato. Se sì, mi chiedo quanto si debba lavorare sull’etica dei comportamenti di chi va in campo per arrivare a formare una coscienza che riesca a respingere qualsiasi attacco”.

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