Aversa

Rione Bagno, Monica: “Programmazione urbanistica, non elemosine”

Marco MonicaAVERSA. Dopo aver assistito alla chiara e netta scelta fatta dagli abitanti del Rione Bagno di restare cittadini aversani è necessario non perdere altro tempo e dare delle risposte concrete ed efficaci …

… a questi nostri concittadini attraverso una precisa e non più procrastinabile riorganizzazione urbanistica e territoriale di tutta la nostra Città, dove le periferie siano parte integrante della comunità e non zone di serie b in cui essere presenti solo in campagna elettorale. Siamo certi che a meno di un anno dalle prossime elezioni comunali molti politicanti si muoveranno cercando visibilità, promettendo e concedendo qualche sporadico intervento assistenziale.

Ma il Rione Bagno e gli altri territori periferici non hanno bisogno di elemosine, vogliono e pretendono soltanto di essere uguali agli altri considerato che come gli altri pagano le tasse. Domandiamoci perché i cittadini del Rione Bagno si sentono più vicini a Cesa che ad Aversa: non c’è nemmeno un cartellone che segni la loro presenza su territorio aversano né degli spazi per pubbliche affissioni del Comune di Aversa, per non parlare della completa assenza degli impianti di illuminazione e di aree verdi attrezzate.

Eppure non ci troviamo di fronte ad un quartiere dormitorio fatto di casermoni ma di una zona ricca di verde, costituita da villette e case non più alte di tre piani che andrebbe valorizzate e soprattutto collegate con mezzi pubblici adeguati, di cui l’amministrazione tanto si è vantata senza, però, che i cittadini ne abbiano mai constatato la presenza sul territorio, con postazioni di fermata e con display per i minuti che mancano all’arrivo degli autobus.

Tutto quello che avviene in una civile ed organizzata città italiana ed, invece, gli abitanti del Rione Bagno sono costretti a spostarsi con le proprie auto se vogliono accompagnare i propri figli a scuola oppure devono iscriverli a Cesa, non ci sono scuolabus comunali con la previsione di agevolazioni per chi ha redditi minimi né tantomeno vi sono luoghi di aggregazione per gli anziani o campi scuola per i ragazzi.

Ed ecco che ritorna il senso di abbandono; dopo tutto il clamore dei referendum noi non vogliamo che cali il silenzio su questo nostro territorio e per questo incalzeremo l’amministrazione con queste nostre proposte concrete che rilancino questa come tutte le altre periferie. La Sinistra aversana prende l’impegno di essere presente nei quartieri, nelle piazze del Rione Bagno e di tutte le periferie aversane perché è da lì che si costruisce un progetto vincente di cambiamento radicale della Città.

Marco Monica, “La Sinistra”

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