Italia

Mediatrade, Berlusconi in aula: “24 tentativi sovversivi”

Silvio BerlusconiMILANO. Silvio Berlusconi si è presentato lunedì mattina al tribunaledi Milano per l’udienza preliminare, a porte chiuse, del processo Mediatrade, su presunte irregolarità nella compravendita dei diritti tv del gruppo Mediaset.

Assistito dai legali Niccolò Ghedini e Piero Longo, il presidente del Consiglio deve rispondere delle accusedi appropriazione indebita e frode fiscale. Davanti al Gup Maria Vicidomini è previsto che parlino le difese dell’imprenditore Frank Agrama. Dovrebbero seguire la difesa di Gabriella Ballabio e del banchiere di Arner Bank Paolo Del Bue.

LE ACCUSE. Secondo i pm Berlusconi sarebbe stato il socio occulto dell’imprenditore Frank Agrama, anche durante il suo mandato da presidente del Consiglio, allo scopo di sottrarre denaro a Fininvest e poi a Mediaset per nasconderlo all’estero ai danni di azionisti, fisco americano e italiano. Per Berlusconi si tratta invece di “accuse false e ridicole”. Il caso Mediatrade, ultimo “stralcio” del procedimento principale sulla compravendita dei diritti tv Mediaset, era stato sospeso nel giugno scorso in attesa del pronunciamento della Consulta sul legittimo impedimento. La Corte Costituzionale ha parzialmente bocciato la legge e il processo è così ripreso.

“PM SOVVERSIVI”.Quanto al processo, è tornato ad attaccare i magistrati che per 24 volte avrebbero tentato di accusarlo di vari reati: “Tentativi ‘sovversivi'”, secondo il premier. “Sarebbe bastato – ha detto – che uno di questi colpi fosse andato a segno per eliminare dalla vita politica chi nella vita politica c’è perchè il popolo lo ha scelto con elezioni democratiche”.

BIN LADEN.Prima di entrare nell’aula nove al settimo piano del palazzo di giustizia, Berlusconi ha commentato l’uccisione di Osama Bin Laden da parte delle forze speciali Usa in Pakistan: “Un grande risultato nella lotta contro il male”, ha detto. “Non bisogna abbassare la guardia, c’è il rischio di reazioni. Tutte le democrazie dovranno collaborare come hanno fatto. Sono dieci anni che il mondo aspetta. Una uccisione è sempre una uccisione ma pensando al 2001 tutti guardavano con speranza a questo evento”. Rispetto alle possibili ritorsioni dopo l’uccisione di Bin Laden, Berlusconi ha invitato a «Non mettere questa cosa sullo stesso piano”.

GHEDDAFI.

Berlusconi si è detto tranquillo rispetto alle minacce di Gheddafi, che ha parlato di “guerra aperta contro l’Italia”. “Credo – ha commentato il premier – sia stata una reazione, di fronte alla delusione che ha dell’Italia a cui è legata dal trattato di amicizia. Quindi non darei a questa dichiarazione importanza”.

“MOZIONE LEGA CONDIVISIBILE”.Sul fronte della politica italiana, invece, Berlusconi ha detto che “non ci saranno difficoltà per il governo, la Lega è una componente essenziale della coalizione. Ha presentato una mozione che trovo una presa di posizione anche ragionevole”. “Potremmo o approvarla integralmente oppure modificarla in parte ma il senso della mozione è senz’altro da condividere”. “La maggioranza non è mai stata in dubbio” ha concluso il premier.

RIMOSSO GAZEBO SOSTENITORI PREMIER. Dopo la protesta dei vertici giudiziari, è stato rimosso un gazebo di sostenitori davanti al tribunale. L’11 aprile scorso, in occasione di un’udienza di un altro processo in cui è imputato – quello per i presunti fondi neri Mediaset si era svolta una vera e propria manifestazione a favore del leader del Pdl, con circa 200 persone che portavano striscioni e palloncini. Lo stesso Berlusconi, una volta uscito dal tribunale, ha tenuto un irrituale comizio attaccando nuovamente i giudici e definendo il processo una perdita di tempo. Per la vicenda Mediatrade i pm Fabio de Pasquale e Sergio Spadaro hanno chiesto il rinvio a giudizio di Berlusconi e degli altri 11 imputati, tra cui il figlio del premier, Piersilvio, vicepresidente di Mediaset, e il presidente Fedele Confalonieri.

ALLONTANATI CONTESTATORI. Alcuni contestatori sono stati fatti allontanare dalle forze dell’ordine dopo che impugnando alcuni cartelli con slogan di contestazione nei confronti del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, si erano posizionati fuori dall’entrata di via Freguglia. “Il caimano non si puo’ processare”, “la leggeè uguale per tutti” e “polizia di governo e non polizia di Stato”, sono state alcune delle frasi gridate dai contestatori.

I 4 PROCESSI MILANESI.

Mediatrade. Il procedimento per il caso Mediatrade è all’udienza preliminare. Berlusconi, oggi in aula, è accusato di frode fiscale fino al 2009 e di appropriazione indebita per 34 milioni di dollari fino al 2006 per presunte irregolarità nella compravendita dei diritti tv. Tra gli altri undici imputati vi sono anche il figlio del premier, Pier Silvio, e il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, accusati di frode fiscale. Nell’udienza del 4 aprile scorso i pm Fabio de Pasquale a Alessandro Spadaro hano ribadito la richiesta di rinvio a giudizio. Berlusconi si era presentato in aula il 28 marzo scorso.

Ruby. Il processo per il Ruby-Gate è iniziato il 6 aprile scorso. Berlusconi è accusato di concussione, per le pressioni che avrebbe esercitato con una telefonata alla Questura per far rilasciare Ruby, e di prostituzione minorile, in relazione agli atti sessuali che avrebbe compiuto con la minorenne marocchina in cambio di denaro e regali. La lista di accusa e difesa supera i 200 testimoni e vi compaiono nomi illustri della politica e dello spettacolo (la difesa ha anche citato George Clooney ed Elisabetta Canalis).

Mediaset. L’11 aprile scorso è ripreso il processo sulle presunte irregolarità nella compravendita dei diritti televisivi da parte di Mediaset. Il premier è imputato per frode fiscale, assieme ad altre persone, tra cui Fedele Confalonieri. La prescrizione del reato per Berlusconi si colloca tra fine del 2013 e inizio del 2014. I giudici nelle scorse udienza hanno invitato le difese a “sfoltire” le liste dei testi. Non sono state ancora esperite alcune rogatorie testimoniali all’estero chieste dal pm.

Mills. Il processo Mills è quello su cui maggiormente pende la spada di Damocle della prescrizione (soprattutto se dovesse essere approvata la cosiddetta prescrizione breve, inserita nel testo del ddl sul processo breve, all’esame della commissione Giustizia del Senato). Il premier è accusato di corruzione in atti giudiziari dell’avvocato inglese David Mills e la prescrizione scatta nel febbraio 2012. Mills, che avrebbe ricevuto 600 mila dollari da Berlusconi per testimonianze reticenti nei processi sulle tangenti alla Gdf e All Iberian, è stato condannato in primo e secondo grado; la Cassazione, infine, ha dichiarato la prescrizione. Il 9 maggio si riprenderà con il controesame di un consulente e altri testi del pm. Per quella data il premier ha annunciato la sua presenza. Altre udienze sono già fissate fino a fine luglio.

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