Aversa

Manca Ciaramella e la maggioranza va in crisi di nervi

 AVERSA. Maggioranza di centrodestra sull’orlo di una crisi di nervi. Ad essere l’un contro l’altro “armati” non solo i consiglieri comunali e gli assessori del Popolo della Libertà, ma anche esponenti di altri partiti e dirigenti.

Basta guardare un attimo solo il panorama politico e immediatamente si intuisce lo scatafascio della maggioranza (aggravato dall’assenza forzata di una figura carismatica come quella del sindaco Mimmo Ciaramella che in questi nove anni ha faticato non poco per contenere nei limiti le voglie e le smanie di amici e simpatizzanti). Così si rischia di azzerare, in questo ultimo anno, quel poco di buono che si era riuscito ad ottenere per Aversa, pur utilizzando strumenti posti sul tappeto dalle amministrazioni precedenti.

Ma, andiamo per ordine nel tentativo di tracciare una mappa dei nervi scoperti in questa coalizione che rischia concretamente non giungere al termine naturale del mandato, previsto per la primavera del 2012. Al primo posto, senza dubbio, i dissapori sul mancato (chi ci crede ancora che possa essere attuato?) rimpasto in giunta che vede coinvolti quattro consiglieri comunali pidiellini (Carlo Amoroso, Domenico Campochiaro, Michele Galluccio e Mario Tozzi) e due assessori che sembrano essere sempre in predicato di andare via (Luciano Luciano e Vincenzo Lanzetta). In questo primo scenario, evitando la buona pace di un paio di essi, gli altri si sono scambiati accuse nemmeno tanto velate addirittura dalle colonne dei giornali. Le divisioni, poi, iniziano ad emergere anche tra esponenti di diverse forze politiche della maggioranza. Basta pensare all’ultimo caso del dissidio tra Michele Galluccio e Romilda Balivo dell’Udc. Il primo ha portato avanti, su disposizione del sindaco, la partecipazione ad un bando per la realizzazione di un’opera pubblica (una tensostruttura), la seconda se ne sarebbe “appropriata” pubblicizzandola sulla stampa. Ed anche qui non sono mancati affondi tra i due. Ultima, ma solo in ordine di tempo, anche l’esternazione del capogruppo consiliare del Gruppo Unico delle Autonomie, Paolo Santulli, che, avendo probabilmente intuito che questa maggioranza è più simile a un’armata Brancaleone che a una coalizione politica, ha espresso perplessità, quasi a voler prendere le distanze da quanto fatto.

Cosa dire? Siamo di fronte ad una situazione politica cittadina nella quale manca il classico leader carismatico capace di coagulare intorno a sé il consenso e ridurre tutti alla ragione, senza che continuino ad andare avanti senza un minimo di disegno, ma ascoltando solo i propri bisogni, dimenticando quelli della collettività.

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