Lusciano

Fattore chiede all’opposizione “il rispetto delle regole”

Luciano Fattore LUSCIANO. “Il rispetto delle regole”: è questo che il sindaco Luciano Fattore e la sua maggioranza hanno chiesto con forza ai rappresentanti delle opposizioni, tramite un manifesto pubblico.

Si riporta integralmente il testo:
Il sindaco ed i componenti della maggioranza tutta, in riferimento al manifesto, affisso a firma di taluni consiglieri di minoranza, fanno rilevare quanto segue:

Sebbene esista la piena disponibilità a discutere le problematiche cittadine in consiglio comunale, è assolutamente necessario che ciò avvenga “nel totale rispetto del regolamento che ne disciplina lo svolgimento”.
Pertanto, eventuali richieste di convocazione di consiglio comunale, per qualsiasi motivo, vanno inoltrate rispettando la norma in maniera tassativa. E a tal proposito si ricordano le modalità di convocazione del consiglio comunale: l’articolo 20 comma 2 del regolamento consiliare (che i consiglieri comunali ben dovrebbero conoscere) testualmente recita: “Può essere riunito in sessione straordinaria, anche a richiesta di almeno un quinto dei consiglieri assegnati al comune o del sindaco”.
Ci meravigliamo, pertanto, che il capogruppo del Pdl ne ignori i contenuti, in quanto, in data 22 marzo 2011, con protocollo numero 3661, ne fa esplicita richiesta a sua unica firma.

Tuttavia, nonostante l’evidente imprecisione normativa e “la superbia di quest’Amministrazione”, per dare risalto ad un evento così drammatico, si è ritenuto di inserire ugualmente all’ordine del giorno del consiglio comunale tale argomento, sotto forma di interrogazione, non potendo concordare altro con il firmatario del documento, sistematicamente assente alle riunioni dei capigruppo.

L’abbandono del consiglio comunale, seppur legittimo, non può diventare un’abitudine o uno strumento pretestuoso per sottrarsi al disciplinato confronto politico, adducendo come motivazione un presunto diritto a poter disquisire per ore e ore su qualsivoglia argomento, in quanto c’è l’articolo 47, ai commi 1-2, del regolamento consiliare che testualmente disciplina le modalità di risposta alle interrogazioni in consiglio comunale:

1) Le risposte alle interrogazioni vengono da un sindaco o da un assessore all’inizio della seduta, allo scopo fissato. Esse non possono avere durata superiore a quindici minuti e possono dar luogo a replica da parte dell’interrogante, che può anche dichiarare di essere o non essere soddisfatto;

2) La replica non può avere durata superiore a cinque minuti.

Ciò nonostante, queste indicazioni sono state sistematicamente disattese, talvolta ripetendo all’infinito lo stesso medesimo concetto, pur di colorare di accenti melodrammatici le discussioni: le interrogazioni non possono essere adottate per spaziare a piacimento su tutto ciò che può essere adoperato per trasformare il dibattito in un comizio elettorale. La consuetudine non può modificarsi in abitudine e diventare un vizio. Nello stigmatizzare i toni ironici, e in qualche caso offensivi, presenti nel succitato manifesto, ribadiamo il nostro rifiuto ad un confronto al di fuori delle regole e della politica.

Infine, si rammenta ai “maligni” che fare beneficenza è una prerogativa strettamente personale e il buon gusto la vorrebbe discreta. Tuttavia, se proprio interessa rendere pubbliche le proprie donazioni, manifesti chi lo ritiene opportuno, quali e quanti stipendi o somme proprie abbia devoluto a favore della popolazione giapponese, invece di chiedere ad altri di farlo al posto suo.

Intanto, rassicuriamo i cittadini di Lusciano sulla ferma volontà di questa amministrazione a lavorare in modo instancabile per la soluzione dei problemi comuni, con o senza l’aiuto delle opposizioni.

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