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Mike Bongiorno: 300mila euro per riavere la salma, ma l’accordo salta

Mike BongiornoMILANO. La richiesta di riscatto perla salma di Mike Bongiorno era stata fatta dai rapitori al figlio Niccolò, ma l’accordo è saltato all’ultimo momento. Trecentomil euro, questala somma pattuita.

A rivelarlo è il settimanale “Oggi”, in un articolo di Giangavino Sulas, il quale spiega che i rapitori avevano fatto arrivare le indicazioni alla famiglia del celebre conduttore televisivo, scomparso l’8 settembre 2009, attraverso una serie di “annunci in codice” pubblicati su un quotidiano svizzero. Le modalità di consegna sembravano quelle di un film: il denaro doveva essere gettato da un treno in corsa nella giornata di venerdì 18 febbraio da un incaricato della famiglia Bongiorno. Poi, qualche minuto prima del lancio, quest’ultimo è stato chiamato dai rapitori: “Non se ne fa niente”. Dunque, trattativa da rifare e, forse, riscatto aumentato del doppio.

La bara con all’interno la salma di Mike fu trafugata nellanotte tra il 24 e il 25 gennaio dal cimiterodella frazione Dagnente di Arona (Novara). Un “lavoro pulito” secondo la procura, che ritiene chei malviventi non siano affatto dei dilettanti come quelli che dieci anni fa portarono via la bara di Enrico Cuccia dal camposanto di Meina, sempre nel Novarese, chiedendo subito un lauto riscatto.Il loro intervento è stato accurato, rapido, senza lasciare impronte digitali, con un notevole vantaggio temporale sul momento della scoperta. Pochi gli indizi, finora, giunti in possesso degli investigatori. Si parla di un’auto bianca con cui i rapitori avrebbe trasportato la salma del celebre conduttore. Poi ci sarebbe la traccia lasciata da un cellulare che qualcuno della banda avrebbe portato con sè lasciandolo spento in tasca.Edei filmati delle telecamere pubbliche e private lungo tutte le vie di fuga dalla frazione di Arona e sulle autostrade.

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