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Ruby, presto richiesta rito immediato per Berlusconi. Processo Mediaset il 28/02

Ruby ROMA.Tempi stretti per la richiesta dei pm di Milano che indagano sul caso Ruby di processo con rito immediato per Silvio Berlusconi, accusato di prostituzione minorile e concussione.

La richiesta potrebbe essere presentata al gip Cristina Di Censo entro la prossima settimana o al massimo nei giorni successivi. “Presto, prestissimo”, dicono fonti giudiziarie. E un eventuale conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato sulla competenza funzionale della Procura di Milano, che potrebbe essere sollevato dal Parlamento o dalla Presidenza del Consiglio, non sospende il procedimento penale.

In Procura si precisa che non ci sono al momento ulteriori indagati, né contestazioni di nuovi reati. Sulle possibili irregolarità che sarebbero emerse nella conduzione delle indagini difensive dei legali del premier, si fa notare che al momento non è ipotizzabile alcun reato. E sui verbali difensivi trovati nelle perquisizioni negli appartamenti delle ragazze di via Olgettina, ambienti giudiziari spiegano che gli stessi verbali sono stati depositati negli atti dell’indagine, dopo essere stati raccolti nelle perquisizioni.

Nicole Minetti, intanto, si farà interrogare dai magistrati titolari delle indagini sul caso Ruby il 1 febbraio prossimo. A confermarlo è il suo difensore Daria Pesce. “La mia assistita – ha detto – si presenterà e spera di evitare l’assedio dei giornalisti”.

Sull’altro fronte giudiziario che riguarda il premier, in questo caso l’inchiesta Mediaset, è stato fissato per il 28 febbraio prossimo il processo per il premier Silvio Berlusconi e per altre persone imputate. Nel frattempo da fonti della Procura di Milano si apprende che la richiesta di giudizio immediato nei confronti del premier Silvio Berlusconi, indagato per concussione e prostituzione minorile nell’ambito dell’inchiesta sulle feste ad Arcore, sarà mandata al gip “presto, prestissimo”. Di “ostacoli” tecnici, al momento, non ce ne sono. Anche un eventuale conflitto di attribuzioni tra poteri dello stato, si ricorda negli ambienti giudiziari, non sospenderebbe l’attività della magistratura. Intanto negli uffici del Tribunale di Milano di attende ancora di sapere se Nicole Minetti, la consigliera regionale lombarda del Pdl indagata, si presenterà martedì prossimo per rispondere alle domande degli investigatori. Al momento, però, negli uffici giudiziari non è arrivata alcuna indicazione.

“Io sono tranquillo e anche voi non dovete farvi demoralizzare. Dobbiamo andare avanti, pensando alle cose concrete, ai problemi quotidiani che hanno gli italiani”. È un Berlusconi che suona la carica quello che si rivolge ad alcuni ministri durante il Cdm tenutosi in mattinata. “Siamo in una democrazia – ha aggiunto il premier riferendosi al Ruby-gate – non in uno stato di Polizia, non dobbiamo farci travolgere e gli atti di questi pm sono stati già respinti dalla Giunta per le autorizzazioni alla Camera”.

“È la solita trasmissione faziosa”. Durante il Consiglio dei ministri il premier è tornato anche a puntare il dito su Annozero e il suo conduttore Michele Santoro che giovedì ha dedicato la puntata all’inchiesta milanese che vede coinvolto il Cavaliere. Il presidente del Consiglio, riferiscono fonti ministeriali, avrebbe chiesto l’intervento del ministro delle Comunicazioni Paolo Romani per evitare trasmissioni di questo genere. Santoro è “fazioso” – avrebbe detto il Cavaliere – e Annozero è “una vergogna”.

Le parole del Cavaliere scatenano la rabbia delle toghe. “Non c’è uno scontro istituzionale. C’è un’aggressione alla magistratura da parte di chi rifiuta il principio di uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge”, è il duro affondo del segretario dell’Anm Giuseppe Cascini. E nel suo intervento alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario, anche il vicepresidente del Csm, Michele Vietti ha fatto riferimento all'”attualità dirompente” che vede ancora una “contrapposizione” tra politica e giustizia. “Ai giudici si deve rispetto, un rispetto talora troppo trascurato – ha spiegato Vietti – È nel processo che si incarna lo stato di diritto e si assegnano torti e ragioni”.

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