Campania

Strage al Bar Sayonara del 1989: 13 arresti

carabinieri NAPOLI. I carabinieri del nucleoinvestigativo di Napoli hanno arrestato 13 persone affiliate ai clan camorristici dei ‘Sarno’ e degli ‘Aprea’, attivi nella zona orientale del capoluogo campano e in vaste aree della provincia, ritenuti autori e mandanti della “strage del bar Sayonara” di 21 anni fa.

Eral’11 novembre del 1989, nel quartiere di Ponticelli, quando morironosei persone, quattro delle quali risultate estranee alla camorra, e rimasero ferite altre tre, tra cui una bambina. All’epoca era in atto una faida tra i clan Sarno, gli Aprea clan e gli Andreotti per il controllo degli affari illeciti sul territorio.

Agli indagati è stata notificata un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla magistratura partenopea con l’accusa di strage pluriaggravata.

Obiettivo di quell’agguato erano alcuni pregiudicati legati al boss Andrea Andreotti, detto “’o cappotto”, allora 39enne e in contrasto con i più giovani fratelli Sarno, eredi in quella zona del potere di Raffaele Cutolo. Le vittime furono quattro clienti del bar seduti intorno a un tavolino (Gaetano De Cicco, 38 anni, dipendente del Comune di Napoli, Salvatore Benaglia di 53, Domenico Guarracino di 45 e Gaetano Di Nocera di 56, cassintegrato dello stabilimento siderurgico Italsider di Bagnoli) e due uomini ritenuti molto vicini ad Andreotti, Antonio Borrelli e Vincenzo Meo, quest’ultimo morto dopo un paio di giorni in ospedale.

Le ordinanze di custodia cautelare, emesse dal gip Antonella Terzi, su richiesta dei pm Vincenzo D’Onofrio e Francesco Valentini, sono state notificate, in particolare, ai fratelli Antonio, Ciro e Giuseppe Sarno, ritenuti i capi dell’omonimo clan camorristico assieme ai loro cugini Ciro, Vincenzo, Giuseppe e Pasquale, oggi collaboratori di giustizia. Proprio le loro dichiarazioni hanno reso possibile chiarire, più di 21 anni dopo, movente, dinamica e responsabili di una strage che scosse profondamente l’opinione pubblica e provocò l’allontanamento dell’allora capo della squadra mobile di Napoli, Francesco Cirillo, oggi vicecapo della polizia. La strage di Ponticelli, fa notare il gip, segnò la sconfitta del clan Andreotti, fino ad allora egemone nel quartiere, e l’ascesa delle cosche Sarno e Aprea, protagoniste, negli anni successivi, di numerosissimi fatti di sangue.

Nelle ore successive alla strage, i carabinieri tracciarono un quadro abbastanza preciso dello scenario in cui il delitto era maturato, identificando alcuni dei responsabili, in particolare Giovanni Aprea (tra i destinatari dell’ordinanza), Pasquale Palumbo e Umberto De Luca Bossa. Gli indizi raccolti, tuttavia, non furono sufficienti a dimostrarne la colpevolezza. Inoltre, rilevano i giudici, gli investigatori dell’epoca, molto attenti all’espansione del clan Aprea nel quartiere Barra, sottovalutarono quella dei Sarno nella vicina Ponticelli.

da Videocomunicazioni

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