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Elezioni, il centrosinistra lavora all’alleanza

 CASAGIOVE. Sabato scorso, nella sede del Pd, si è tenuta l’Assemblea dei promotori della coalizione che sta preparando la candidatura alla guida della città per le prossime elezioni comunali di primavera.

Rappresentanze qualificate ed entusiaste dei tre raggruppamenti che stanno costruendo l’alleanza si sono confrontate sulle idee portanti del progetto che si comincia a definire. I lavori sono stati aperti da, Luciano Gabriele ed Enzo Impieri, una breve introduzione informativa sull’attività della già operante commissione organizzazione che ha illustrato la struttura dei singoli gruppi di lavoro destinati a definire, attraverso incontri con i cittadini, le associazioni e le categorie professionali e imprenditoriali, il programma di mandato, nonchè approfondimenti su temi fondamentali quali il lavoro, le politiche dirette ai giovani e alle donne, la solidarietà sociale, l’assetto del territorio, la democrazia e la legalità, la comunicazione. Il coordinatore del Pd, Giuseppe Di Mezza, ha dato ai convenuto il saluto e gli auguri di buon lavoro.

La parte politica dell’Assemblea ha preso inizio con un intervento di Peppe Vozza che ha illustrato le ragioni dello stare insieme, “l’esigenza di dare alla città un governo che abbia capacità di ascolto e sappia porre in campo l’impegno necessario per invertire una tendenza che, comprimendo la partecipazione, ha spinto la città verso la crisi e la perdità di identità”.

Citando Lorenzo Milani, Vozza ha richiamato tutti a “non rinunciare al sogno di vedere la città ritornare, come è nelle sue tradizioni, una comunità solidale, forte di valori, con grandi potenzialità e in grado di alzare il livello civile del confronto destinato esclusivamente a sostenere gli interessi generali e non particolari”. Nell’intervento seguente, svolto da Elpidio Russo, sono stati illustrati punti fondamentali sui quali costruire il programma ed è stata sottolienata la necessità di “tornare ad una politica locale scevra da trasformismi e rispettosa del voto espresso dai cittadini”. Gery Casella, capogruppo Pd in Consiglio Comunale, ha parlato delle “difficoltà che determinano la separazione della politica dalla gente e della necessità di ritornare ad un permanente confronto, riportando il Consiglio Comunale a luogo vero di rappresentanza dei bisogni della città, lasciandosi alle spalle i trasformismi e le manovre di potere”.

Sulle difficoltà della finanza locale si è incentrato l’intervento di Antonio Bisceglie, mentre su temi di attualità che riguardano la sicurezza dei cittadini hanno parlato Anastasio Piroddi e Peppino Boccella. Maria Emilia Cunti ha invece puntato ai temi della solidarietà e all’esigenza di “caratterizzare il programma con forti messaggi e concreti progetti che investano il lavoro e i problemi dei più deboli”.

Egidio Sibillo ha invece posto, nel suo intervento, i temi dell’etica che paiono lontani dalla politica e ha chiesto a tutti di “dare esempio di coerenza e di testimoniare con i comportamenti concreti le proprie idee e la propria disponibilità verso gli altri”. L’Assemblea ha, approvato, prima dell’intervento finale, affidato a Carlo Comes, un ordine del giorno di sostegno alle maestranze della Firema. Nell’intervento finale, che Comes ha definito non conclusivo ma d’inizio il lavoro da compiere, sono state tratteggiate le difficoltà del momento: “la crisi che impoverisce i deboli, la scarsa credibilità del governo nazionale, la difficoltà a invertire la rotta”.

In parallelo è stata svolta una critica serrata “al trasformismo che ha caratterizzato la vita politica casagiovese negli ultimi anni, alla compressione della democrazia, alla incapacità di porre alternativa ad una decadenza evidente”. Comes ha inoltre parlato della “incapacità della politica di dialogare con i giovani, dell’emarginazione delle donne, dell’esigenza di uscire dalle logiche puramente ragioneristiche dell’amministrazione e porre mano alle mille cose che si possono fare senza costi coinvolgendo le Associazioni di volontariato e il reticolo di solidarietà costruito in campo religioso e laico. Basta col catapecchismo culturale e politico, tornare al lavoro con entusiasmo e spirito di servizio. E’ tempo di dare non di chiedere. E’ tempo di affermare la legalità e la solidarietà, di riconsiderare il lavoro un valore assoluto, di rispettare il territorio facendone un uso parsimonioso e rispettoso delle esigenza della natura e dell’ambiente, di porre nelle realizzazioni il piacere estetico, ormai cacciato dalla speculazione e dalle ragioni della crisi”. Da qui, conclude Comes, “le ragioni unificanti di cittadini onesti e altruisti il cui obiettivo rimane il servizio, non il potere. Da qui e ora parte un futuro già cominciato”.

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