Italia

Pd, Bersani e la carica dei “rottamatori”

Renzi-BersaniFIRENZE. Sabato si entra nel vivo della convention alla stazione Leopolda di Firenze, “Prossima fermata Italia”, promossa dal sindaco di Firenze, Matteo Renzi, assieme al consigliere regionale lombardo, Pippo Civati.

Sono 3.500 gli iscritti, secondo gli organizzatori. Le richieste di intervento dal palco sono state oltre 700, ma “solo” in 120 circa potranno parlare per un tempo massimo di 5 minuti. L’iniziativa si concluderà domani alle 13: gli ultimi due a parlare saranno Renzi e Civati, anche loro per 5 minuti. Il sito della manifestazione, in 15 giorni (fino a ieri) è stato visitato da 23 mila utenti unici mentre sullo streaming tv si registrano 800-1.000 contatti simultanei. Su Facebook i contatti sono stati circa 2.700 (anche dall’estero) e sono arrivate un centinaio di donazioni su carta di credito.

CRITICHE SU ASSENZA BERSANI. “Noi davamo per scontato che il segretario Pier Luigi Bersani venisse. Non abbiamo detto una sola parola critica nei suoi confronti, mentre dall’altra parte non ci sono toni altrettanto simpatici. Però ci saranno altra occasioni per vedersi”. Lo ha detto Pippo Civati, commentando con i giornalisti l’assenza del segretario alla Convention dei Rottamatori. “Io l’ho incontrato – ha aggiunto Renzi – e se viene è il benvenuto: se domani mattina viene e ci fa una sorpresa siamo contenti, altrimenti è andata così e va bene”. Contro l’assenza del segretario del Pd si scaglia Sergio Staino dal palco: “Perchè non c’è Bersani? Il gruppo dirigente ha fatto un grave errore a non essere presente e a non spostare l’assemblea dei circoli. È un brutto segnale”. “Se non riusciamo a sentirci pesci nemmeno in un’area del nostro partito, come sentirci pesci nell’acqua generale del popolo” ha aggiunto, interrotto spesso dagli applausi della platea. Per Staino, da tempo, “il partito ha perso totalmente le antenne sulla situazione del popolo: ci si imbarca in avventure politiche senza sapere minimamente come saranno prese dal popolo. Non sappiamo cosa pensano”, non conosciamo le persone, “non c’è un radicamento sul territorio”. E sulla manifestazione contro il governo lanciato da Bersani, replica Renzi: “È del tutto naturale con un governo come questo che un partito d’opposizione faccia una manifestazione: ma se c’è la manifestazione ma non c’è la proposta politica si perde la strada di casa”.

STOCCATA A FINI.“Sono tre settimane che Fini dice: farò un grande discorso, poi farò vedere un video che cambierà la scena politica, poi ancora a Perugia farò un grande intervento. È esattamente quello che si dice a Beautiful, dove poi però mandano la pubblicità e non succede niente. Il senso di questa iniziativa è che noi mettiamo qualcosa di più di Beautiful, perchè noi meritiamo qualcosa in più”. Questa roba non si oscura con un annuncio. Questa roba si può contestare o apprezzare, ma è una roba diversa dal meccanismo tradizionale. Gli unici che possono oscurare questa iniziativa siamo noi, se la faremo perdere e la disperderemo”. Lo ha detto il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, parlando delle voci che vorrebbero vedere oscurati i rottamatori attraverso altre iniziative. “La vera sfida – ha proseguito Renzi – sarà da lunedì, tenere insieme questa esperienza senza farla diventare nè una corrente nè uno spiffero e senza però immaginare che si tratta solo di un ricordo”. “Il nuovo Pd c’è già, si tratta di dargli gambe. Noi siamo il Pd come gli altri. Pensiamo più ad una campagna che ad un movimento”, ha aggiunto Civati.

RENZI: “NUOVA CLASSE DIRIGENTE”.”Il Pd è una realtà che deve smettere di guardarsi l’ombelico e provare a lanciare il cuore oltre l’ostacolo. Se io fossi Bersani sarei molto felice di quello che sta avvenendo qui alla Leopolda”. Lo ha detto il sindaco Renzi. “Siamo stati per anni – ha aggiunto Renzi – a discutere delle nostre vicenducole interne: siamo credibili se riprendiamo la voglia di cambiare non solo le nostre discussioni ma anche il Paese. Penso che, per farlo, occorra una classe dirigente nuova perchè non si può mettere il vino nuovo in botti vecchie. Da Firenze sta arrivando un messaggio di positività e speranza: vorrei che tutti lo cogliessero per quello che è”. “Ieri sera è andata in modo meraviglioso – ha proseguito Renzi -: la cosa davvero diversa è il linguaggio. Ci sono tante persone che stanno portando qui molte idee e lo fanno non con il tono serioso e noioso della politica tradizionale, ma con il loro entusiasmo. Bisogna tenere insieme questi due aspetti: serietà delle proposte e passione”.

BERSANI: “GRANDE MANIFESTAZIONE CONTRO GOVERNO”. Per dare la spallata finale al governo non serve la mozione di sfiducia da presentare alla Camera: senza il voto di Futuro e Libertà non avrebbe alcuna possibilità di successo. È questo il motivo che ha spinto il Pd a proporre una grande manifestazione per “staccare la spina” a un governo “che non c’è più “. Pier Luigi Bersani annuncia l’iniziativa con la quale i democratici sperano di mettere in difficoltà Berlusconi, se nel frattempo non si sarà consumata la rottura definitiva con i finiani. La manifestazione dovrebbe svolgersi alla fine della campagna “porta per porta” che il Pd sta svolgendo in questi giorni: una data possibile potrebbe essere negli ultimi giorni di novembre. Il leader democratico prende la parola all’assemblea nazionale dei circoli del Pd, nel giorno in cui a Firenze si svolgono i lavori dei giovani “rottamatori” del Pd.

CASO RUBY. “Se vuoi avere la patente per fare l’uomo pubblico devi essere una persona per bene. Non ci si può dimenticare che un minore è un minore, anche se non lo sembra, e non lo puoi sbattere sulla strada, non sono mica noccioline questa cose qua: sono idee devastanti”, dice Bersani rispetto al caso Ruby e alle vicende che stanno coinvolgendo il premier Silvio Berlusconi. Il fatto che siano coinvolti minori, incalza, “è drammatico e, al di là di tutto il chiacchiericcio, questo non è venuto fuori. Ma, dico, come immaginiamo l’adolescenza in questo Paese? È una vergogna. Non si possono fare e dire certe cose e governare un paese”. “Un minore è un minore anche se non ti sembra e non puoi sbatterlo su una strada”, si toglie gli occhiali e con veemenza dice: “Non son mica noccioline, perché quando uno ha 15 anni ha 15 anni. Se ne ha 17, ne ha 17. Non si può fare così e dirigere un paese”, aggiunge.

“NESSUN PARTITO PERSONALE”. “Abbiamo scelto di non fare un partito personale, perché non crediamo nella democrazia personale. Perché pensiamo che la democrazia non deve prendere una curvatura plebiscitaria. E quindi: sul simbolo di partito, io ‘Bersani’ non ce lo scrivo. È chiaro?”, Bersani rivendica subito al suo partito il primato del radicamento sul territorio: “Siamo l’unico, vero partito a radicamento nazionale. A noi la Lega e Berlusconi ci fanno un baffo. Inutile che vengano a dirci che siamo un partito arroccato in due o tre regioni. Facciamo duemila feste democratiche dell’Unità all’anno”, ricorda.

“80% DEI SEGRETARI HA MENO DI 40 ANNI”.“Non è ancora il partito che voglio io anche perché a me lo statuto non mi consente di usare le forbici per le potature”, Bersani ammette che il Pd deve rinnovarsi ma rivendica: “Vogliamo andare a vedere i dati? L’80 per cento dei segretari provinciali – aggiunge – ha meno di 40 anni. E allora dico: Avanti cos’. E poi rivolto ai “vecchi” del partito: “Voi delle altre generazioni date una mano, perchè sostenere il rinnovamento non vuol dire votare per quello più giovane e poi andare avanti. Vuol dire votare per quello più giovane e dargli una mano”.

MESSAGGIO AI ROTTAMATORI: “NON SI MANCHI DI RISPETTO”.“Noi siamo una squadra. Critica, dibattito anche all’aperto, ma con rispetto per la ditta e per i membri dell’associazione”, aggiunge Bersani. Il segretario chiede e pretende rispetto riferendosi ai rottamatori. “Affetto, atteggiamento amichevole, ma non consentirò che né da fuori né da dentro si manchi di rispetto perché noi tra poco, lo scommetto, saremo il primo partito del Paese e un partito così non si tira per la giacca. Vi chiedo amicizia, apertura, dialogo, confronto verso tutti quelli che vogliono fare qualcosa. Ma rispetto e orgoglio per il Pd perchè noi siamo il principale strumento di alternativa di questo Paese”.

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