Italia

Battuta sui gay: Belpietro critica Berlusconi, Sgarbi lo difende

Silvio BerlusconiROMA. Anchela stampa vicina al premier critica leultimeuscite infelici, soprattutto quella sui gay.Dopo i casi Ruby e Nadia,ora il premier, nel tentativo di fare campagna elettorale contro il suo probabile prossime avversario Nichi Vendola, la butta anche sulle discriminazioni sessuali, finendo soltanto per darsi la zappa sui piedi.

Insomma, Silvio Berlusconi deve iniziare a darsi una regolata, altrimenti anche chi gli è vicino finirà per emarginarlo. Questo lo lascia comprendere il direttore di Libero Maurizio Belpietro in un suo editoriale: “E’ dura aiutarlo se non inizia ad aiutarsi da sè. “Sostenerlo non significa dargli sempre ragione: Libero ha segnalato dei problemi che lui ha ignorato per troppo tempo. Ora trovi il coraggio di tirarsi su”, scrive Belpietro. Sempre dalle colonne di Libero, Mario Giordano affronta in particolare la battuta sui gay: “Silvio non può censurare le inclinazioni sessuali degli altri. Tenga la politica fuori dalle lenzuola”.

IL FOGLIO. Il Foglio di Giuliano Ferrara non giustifica il premier, ma lo perdona: “Nessuno intende difendere o giustificare la boutade. Ma è chiaro che Silvio Berlusconi non l’ha detta in senso omofobico ma solo insenso egocentrico”, si legge.

FELTRI. Il direttore editoriale de Il Giornale, Vittorio Feltri, si lascia invece andare a unconsiglio ironico: “Per essere apprezzato da Bersani, da Vendola, da Della Vedova, da Fini e perfino da Di Pietro, Silvio deve fare una scelta radicale: diventare frocio”, sostiene Feltri.

PADANIA. La Padania se la prende attacca i magistrati: “Procure scatenate”, ma aggiunge in inquietante interrogativo: “Il governo è a rischio?”. Si legge ancora sul quotidiano della Lega: “Un’ipotesi di reato potrebbe essere la pietra tombale sull’esecutuvo”.

LA STAMPA FINIANA.Il Secolo d’Italia, quotidiano vicino a Gianfranco Fini, bolla la battuta del premier come “l’ultima berlusconata”, frase che apreil giornale. “Il premier – scrive il quotidiano dei finiani – è riuscito in un colpo solo a imbarazzare gli amici, molti dei quali costretti a una difesa molto ardua, e scatenare gli avversari”. Ma non solo, il Secolo dedica l’intera ultima pagina al rapporto tra la Chiesa e Berlusconi: “Si sorreggono a vicenda le debolezze del premier e quelle di una Chiesa che ha scelto il collateralismo. La laicità naturale del Cav ha lasciato spazio ad un confessionalismo opportunistico, come il suo liberismo è sfumato in un vittimismo ansiogeno”.

SGARBI. A difendere invece in toto Berlusconi è Vittorio Sgarbi in un’intervista rilasciata a Libero: “Il premier – dice il critico d’arte – mi ha chiamato e gli ho espresso la sua solidarietà. Mi ha detto: ‘E’ quello che ci hanno insegnato i nostri genitori’. Nel mondo musulmano, ebraico e cristiano l’omosessualità non è una virtù. Dire che è meglio guardare le belle ragazze che essere gay non è una frase offensiva. I gay direbbero senza problemi: meglio andare con gli uomini o con le donne”. Sgarbi ritiene che non sia una discriminazione:”No, è una posizione. Ha fatto bene. Lo condivido in pieno. Una frase provocatoria ma legittima. E’ come dire: preferisco pescare piuttosto che andare a caccia”. E aggiunge: “Berlusconi ha deciso di perdere l’elettorato omo. Un certo elettorato omo. I gay spiritosi e intelligenti non smetteranno di votarlo per questa uscita. E comunque sia, inizia la campagna elettorale contro Vendola. Silvio è sul pezzo”.

CAMERAMAN GAY DI MEDIASET VUOLE SCUSE. Andrea Bovina è gay e lavora a Mediaset da anni come cameraman. Il giornalista con cui si muove per il programma “Storie di confine” su Rete4, l’inviato ed autore Mimmo Lombezzi, ha scritto con il suo consenso una lettera aperta al premier, sollecitando le scuse del presidente del Consiglio per la battuta “meglio appassionato di belle donne che gay” che Berlusconi ha pronunciato al Salone del motociclio. La lettera, pubblicata dall’edizione online del Fatto Quotidiano, racconta l’impegno di Bovina che “sempre, in qualsiasi situazione, dall’Afghanistan allo Sri Lanka, dal Vietnam al Congo, ha lavorato senza risparmiarsi, viaggiando in economy e facendo un lavoro eccellente per il programma e per Lei”. Lombezzi ricorda quando “ad Haiti, mentre filmava una sparatoria, è stato minacciato, pistola sul naso, da un vigilante, in Nicaragua ha schivato, per un pelo, un cazzotto in faccia da un ubriaco, in Etiopia ha rischiato di spaccarsi la testa in un burrone”. “Credo che, per quello che ha detto oggi, Lei dovrebbe chiedergli scusa”, conclude Lombezzi.

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