Sant’Arpino

“Fenicia”, grandI emozionI al Palazzo Ducale

 SANT’ARPINO. Riscontro di pubblico e palpabile tensione emotiva presso la biblioteca comunale del Palazzo Ducale “Sanchez de Luna” di Sant’Arpino per la presentazione, domenica 17 ottobre, di “Fenicia sogno di una stella a Nord Ovest” …

… la raccolta di liriche del professor Giuseppe Limone, ordinario di Filosofia del Diritto e Filosofia della Politica pressa la facoltà di Giurisprudenza della Seconda Università di Napoli.

L’opera di Limone, intellettuale atellano tra le massime espressioni italiane della filosofia contemporanea, è stata presentata nell’alveo della rassegna letteraria dal titolo: “Sulle Orme del Cantor d’Enea”, organizzata e promossa dalla Pro loco di Sant’Arpino. Una presentazione che ha visto il contributo di Dino Arbolino e Francesco D’Errico come interpreti di alcuni brani dell’autore. Ha preceduto ed introdotto la lettura di alcune parti dell’opera l’intervento della coordinatrice della rassegna Maria Cinquegrana, la quale ha evidenziato come l’opera di Giuseppe Limone guidi alla riflessione attraverso un insieme di simbologie, riferimenti classici, e citazioni letterarie nascoste.

Soprattutto è stato rimarcato come un primo filo conduttore della raccolta di poesie vada trovato nella sua stessa intitolazione a Fenicia intesa come terra fertile prolifica e produttiva, simbolo di progresso e sviluppo, come uccello mitologico, che risorge dalle sue ceneri, purificato e, infine, come nome che in quanto pregno di significati e metafore, il Poeta ha dato, anzi rectius, ha donato, alla sua secondogenita.

 Tre approcci al testo possibili che si riannodano attraverso il comun denominatore della catarsi che attende ogni uomo dopo un percorso fatto nel contempo di sofferenza e di condivisione. La lettura di tutte le 20 liriche della raccolta rappresenta in chiave poetica un susseguirsi di ispirazioni da cui l’autore trae linfa vitale per molte delle sue più interessanti elaborazioni speculative, lasciando che di esse il lettore trovi poi traccia nel suo personale approccio ai versi. Un’ occasione, quindi, per tutti i presenti e per tutti coloro che leggeranno l’opera per guardarsi dentro e riscoprire il loro essere parte di un tutt’uno, il loro essere comunità.

A soffermarsi in particolare sulla strutture dell’opera e sui richiami stilistici di alcune parti di essa, moderati dal professor Giuseppe dell’Aversana, sono stati nella loro qualità di relatori il professor Umberto Cinquegrana, il dottor Pasquale Cominale, e il professor Salvatore D’Angelo. Le riflessioni dell’autore a chiusura dell’evento hanno poi offerto il degno coronamento ad una mattinata di sentita partecipazione. Limone ha sottolineato come la poesia sia il luogo dove si può commettere “il peccato” di emozionarsi sapendo di essere perdonati e come la sua opera e in generale il suo impegno traggano forza dal suo legame con questa terra e dal legame che c’è tra filosofia e poesia oltre che dalla riscoperta dell’inconscio come inconscio intelligente che nasce dall’accostamento di vari livelli di emozione che nella loro espressione vanno poi governati.

“Il senso della giornta di oggi – ha affermato Limone – va inteso nel segno di una battaglia di civiltà. Una battaglia per la poesia, una battaglia per la filosofia, una battaglia per la fantasia, una battaglia per la pietas e, quindi, per le persone. Soprattutto quelle che non hanno avuto modo di esprimere la loro interiorità in un tempo dominato dalla tecnoscienza. Ma la tecnoscienza fa il suo mestiere. Guai, però, se si dovesse presumere che la stessa possa essere esaustiva e guai se la politica dimentica questo! L’assenza di fantasia e di poesia nel mondo renderebbe gli uomini prossimi a dei manichini calcolatori incapaci di soddisfare però i loro bisogni primari più profondi, quelli dove c’è traccia della loro umanità”. “Guai se succederà questo!”, dice Limone. Già…guai…

“Fenicia”, presentazione del libro – VIDEO

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