Italia

“Ridurre la durata dei processi”, monito di Napolitano

Giorgio NapolitanoROMA. Il presidente Napolitano tocca un nervo scoperto della politica italiana, quello della giustizia, e invita la classe politica a uno “scatto” d’efficienza e a “scelte coraggiose” che riducano “i costi di gestione” della giustizia …

… e che “semplifichino le procedure con il contributo di tutti gli operatori e di ogni altra realtà interessata, compresa quella imprenditoriale”. E ciò per dare “piena attuazione ai principi del giusto processo” e ridurre la durata dei procedimenti: lo scrive il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione del “Primo Forum Internazionale per lo sviluppo della giustizia elettronica” organizzato dall’Abi. “La eccessiva durata dei processi mina la fiducia dei cittadini nel “servizio giustizia” e compromette anche la capacità competitiva del nostro paese sul piano economico”, ha poi aggiunto Napolitano nel suo messaggio.

Immediate le reazioni del mondo politico alle parole del capo dello Stato. “Le parole del presidente Napolitano fotografano una realtà che da troppo tempo è sotto gli occhi di tutti: una giustizia lenta che si trascina negli anni, di processo in processo, corre il rischio di diventare una non-giustizia”, sottolinea Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera. “I cittadini – spiega Cicchitto – hanno diritto di far valere le proprie ragioni in tempi ragionevoli e certi. Chi accusa il governo di occuparsi della giustizia ad personam lo fa in mala fede. La giustizia è uno dei cinque punti programmatici che tutti quanti ci siamo impegnati a sviscerare e riguarda innanzitutto i cittadini. Il ministro Alfano si è già attivato a riguardo”.

“Il ministro Alfano ascolti il monito del presidente della Repubblica e la smetta di propinare interventi legislativi ad personam: serve una riforma per tutti i cittadini”. Così la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti,che aggiunge:”Per ridare efficienza e snellezza alla macchina giudiziaria e recuperare celerità operativa occorre un investimento straordinario in uomini, mezzi e risorse e un progetto condiviso con tutti gli operatori della giustizia per una razionale riorganizzazione territoriale degli uffici giudiziari. La maggioranza se davvero è interessata a garantire la ragionevole durata del processo a tutti i cittadini dovrebbe mettere definitivamente da parte la proposta Gasparri sul processo breve, che rappresenta un vero e proprio attentato ai diritti fondamentali della nostra costituzione ribaditi dalla corte europea dei diritti dell’uomo”. “Realizzare una buona amministrazione della giustizia vuol dire, infatti, garantire lo svolgimento dei processi, accertare le responsabilita’ e non introdurre nuove prescrizioni – peraltro cucite su misura sui processi del premier – che non servono ad accelerare i processi, ma solo ad azzerare le legittime aspettative di giustizia dei cittadini”, conclude Ferranti.

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