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Serie A, 7^ giornata: Lazio resta in vetta, le milanesi inseguono

HernanesRiprende il campionato dopo lo stop per la Nazionale e i disordini di Genova, con la sospensione di Italia-Serbia.

La Lazio non delude e resta lì, in cima alla classifica di serie A. Nel posticipo della settima giornata la formazione di Reja supera anche il Bari (0-2 con gol di Hernanes e Floccari) e si conferma leader di questa prima parte della stagione. Con i tre punti conquistati al San Nicola, i biancocelesti si portano a quota 16 punti scavalcando di nuovo Milan e Inter, la coppia di milanesi che per ora insegue.

La settima giornata di serie A si è aperta sabato con l’anticipo del Milan. I rossoneri hanno affrontato e battuto il Chievo: 3 a 1, con doppietta di Pato e primo gol di Robinho. In serata la Roma, nel secondo anticipo, con la vittoria per 2 a 1 sul Genoa rialza almeno il morale.

L’Inter ha raggiunto i cugini rossoneri nell’anticipo delle 12.30 di domenica, battendo in trasferta 1-0 il Cagliari. IlNapoli fallisce l’aggancio in vetta dopo il gol di Gomez che ha deciso il pareggio a Catania. Ma è la Juventus la sorpresa della domenica, che con tre gol in 45 minuti e il sigillo finale di Del Piero (quota 178 gol in serie A, eguaglia il record Boniperti) affonda il Lecce. I bianconeri vincono 4-0 e con 11 punti proseguono la marcia d’avvicinamento alle zone alte della classifica. A valanga anche il Palermo, che ne rifila quattro al Bologna. Ma l’argentino Javier Pastore continua a stregare il pubblico per il suo calcio da futuro fuoriclasse.

CAGLIARI-INTER 0-1. Samuel Eto’o ha risposto nel modo più efficace ai cori razzisti del Sant’Elia, decidendo con un gol-capolavoro il successo dell’Inter per 1-0 sul campo del Cagliari. Nell’anticipo di mezzogiorno della settima giornata del campionato di serie A, interrotto per tre minuti nel primo tempo a causa di cori razzisti intonati dalle tribune dello stadio cagliaritano, il centravanti del Camerun ha deciso il match al 39’ con uno dei gol più belli di questo primo scorcio di stagione: stop di destro al limite dell’area, dribbling sul marcatore e conclusione potente e precisa di sinistro sul palo alla sinistra del portiere rossoblù. Nel primo tempo, prima del gol di Eto’o, il match è stato sospeso per decisione dell’arbitro Paolo Tagliavento: la gara è ripresa soltanto dopo un annuncio dello speaker dello stadio. Dopo il gol, i nerazzurri hanno gestito con relativa fatica. Il Cagliari ha avuto solo un paio d’occasioni, una delle quali con un doppio tiro di Nené e Matri, neutralizzati da Julio Cesar

classifica

Lazio 16

Milan 14

Inter 14

Napoli 12
Juventus 11
Palermo 11
Sampdoria 10
Chievo 10

Brescia 9

Catania 9
Genoa 8
Bari 8
Cesena 8
Roma 8
Lecce 8
Cagliari 7
Bologna 7
Udinese 7
Parma 6
Fiorentina5

MILAN-CHIEVO 3-1. Allegri conferma Ronaldinho trequartista alle spalle di Pato e Ibrahimovic. Pioli sceglie ancora Andreoli e Cesar centrali difensivi; in avanti Granoche preferito a Moscardelli. Milan molto aggressivo fin dalle prime battute, spinto fortemente dal pubblico di San Siro; il Chievo ha difficoltà ad uscire dalla propria metà campo. Al 18′ Milan in vantaggio con un’azione di gran calcio: assist morbido da sinistra di Ibrahimovic per Pato che dalla parte opposta fa rimbalzare il pallone e con un destro incrociato al volo infila Sorrentino all’angolino. Anche Ronaldinho si fa apprezzare. Il primo tentativo del Chievo al 24′ con un insidioso colpo di testa di Granoche. Poco dopo è Constant a impegnare Abbiati con una doppia conclusione. Proprio nel momento migliore del Chievo arriva al 30′ il raddoppio del Milan: punizione battuta a sorpresa da Ibrahimovic, la difesa del Chievo si lascia sfuggire Pato che riceve il pallone e insacca con una conclusione a mezz’altezza. Al 37′ torna a farsi pericoloso il Chievo con Bogliacino che conquista palla sulla trequarti e conclude di sinistro dal limite, Abbiati blocca a terra. Il 42′ potrebbe arrivare il tris ma Ibrahimovic spreca con un pallonetto un contropiede in velocità di Ronaldinho. Al 44′ altro assist di Ibrahimovic che lancia Pato verso la porta, conclusione del brasiliano e ottimo intervento in angolo di Sorrentino. Nella ripresa al 16′ Thiago Silva è costretto a lasciare il campo a Bonera per una distorsione alla caviglia, qualche preoccupazione in vista dell’impegno di Champions con il Real. La partita sembra chiusa e invece al 25′ si riapre: corner di Bogliacino da destra, colpo di testa di Pellissier, con deviazione di Ibrahimovic e palla che si infila nell’angolo lontano dove Abbiati non può arrivare. Al 48′ assist in profondità di Ronaldinho per Robinho che da destra supera Sorrentino e infila la palla del suo primo gol della stagione.

ROMA-GENOA 2-1.Nel secondo anticipo di serie A la Roma ritrova sè stessa e sconfigge il Genoa per due gol a uno. All’Olimpico i giallorossi si schierano senza De Rossi, Menez e Vucinic e con Totti e l’ex Borriello di punta, mentre i rossoblu puntano sull’altro ex Toni, come ariete dell’attacco. La Roma preme subito: al 14′ annullato un gol a Totti, per un dubbio fuorigioco. Tre minuti dopo palo di Borriello. Al 33′ la Roma passa, con Borriello su assist di Totti. Bene il capitano giallorosso, che appare ritrovato e dà la carica alla squadra. Nella ripresa il Genoa sostituisce Palacio con Rudolf, ma è la Roma a segnare ancora, dopo 6 minuti, con Matteo Brighi, che insacca su assist di Borriello. All’11’ traversa di Rudolf e subito dopo è Borriello a imitarlo sull’altro fronte. Al 33′ accorcia le distanze Rudolf per il Genoa. Negli ultimi minuti la Roma regge e porta a casa 3 punti preziosi, che le consentono di affiancare il Genoa in classifica con 8 punti.

CATANIA-NAPOLI 1-1. Allo stadio Massimino, Catania e Napoli chiudono sull’1-1. Risultato sostanzialmente giusto. Le firme nel match sono di Cavani (sesta rete e primato nella classifica cannonieri insieme al camerunense dell’Inter Eto’o) e di Gomez (al primo gol stagionale). Gara vivace sin dai primi minuti. All’11’ stop e tiro al volo di Mascara con De Sanctis bravo ad alzare sopra la traversa. Sul corner seguente altra chance per il Catania: colpo di testa di Silvestre e nuovo intervento del portiere dei campani. Al 14′ Andujar è costretto ad uscire tempestivamente dai pali ad anticipare l’incursione di Cavani, ben servito da Lavezzi. Al 23′ destro debole di Gomez bloccato senza difficoltà dall’attento De Sanctis. Al 34′ terzo intervento decisivo di De Sanctis a negare la rete ai siciliani su un colpo di testa ravvicinato. Al 39′ il Napoli sblocca il punteggio: cross di Lavezzi, intervento a vuoto di Capuano, e tocco vincente di Cavani. Nella ripresa, con identici schieramenti, Catania insidioso (2′) con l’incursione di Maxi Lopez sventata dalla difesa campana. Sul corner seguente silvestre di testa sfiora il palo. All’8′ primo cambio per Mazzarri con l’inserimento di Aronica al posto di Grava. All’11’ la risposta di Giampaolo con l’ingresso in campo di Ricchiuti al posto di Delvecchio. Al 14′ punizione dalla lunga distanza di Mascara e traiettoria insidiosa con Silvestre che arriva tardi alla deviazione. Al 19′ cross dalla destra e tiro al volo di Dossena alto sopra la traversa. Al 21′ angolo dalla sinistra e colpo di testa di Spolli con splendido intervento di De Sanctis. Al 25′ i siciliani riportano il punteggio in parità: assist di Ricchiuti e girata vincente al volo di sinistro di Gomez. Al 34′ cross dalla destra di Cavani per l’accorrente Campagnaro che a due passi dalla porta siciliana calcia sull’esterno della rete. Al 42′ destro dal limite dell’area da parte di Hamsik con palla bloccata a terra da Andujar. Al 46′ Cavani ben servito da Hamsik calcia incredibilmente alto sopra la traversa a pochi passi dalla porta siciliana. Poi il triplice fischio.

PALERMO-BOLOGNA 4-1.Il Palermo ha travolto 4-1 il Bologna, confermandosi la squadra rivelazione di questo primo scorcio di stagione. Al 12′ colpo di testa di Bovo e pallone sulla traversa. Al 17′ Palermo in vantaggio con un gran gol di Pastore; l’argentino riceve palla da Nocerino e con un bolide d’esterno infila il pallone sotto l’incrocio alla destra di Viviano. Al 23′ gran destro al volo di Bovo e palla alta sopra la traversa. Al 24′ il Palermo raddoppia con l’altro gioiello, Josip Ilicic: lo sloveno conquista un pallone a centrocampo, si sposta il pallone sul sinistro e lascia partire un tiro centrale ma potentissimo che batte l’incerto Viviano. Anche Pinilla vuol partecipare alla festa ma il cileno manda alto un destro in diagonale. Al 41′ azione stellare del Palermo con un tacco di Bacinovic a centrocampo per Cassani, scambio con Ilicic e palla di ritorno per il difensore che poi non trova lo spazio per andare al tiro. L’unica occasione del Bologna al 43′ ma Sirigu si fa trovare pronto e respinge una conclusione in area di Gimenez servito da Ramirez. Inizia la ripresa e al 2′ il Palermo fa tris: cross dalla sinistra di Balzaretti e perfetto stacco di testa di Pinilla che fulmina ancora Viviano. Al 21′ il Bologna accorcia le distanze: lancio di Mudingayi sulla sinistra per Di Vaio che avanza da posizione defilata, entra in area e con un diagonale supera Sirigu. Al 38′ quarto gol del Palermo: Nocerino lancia Bacinovic che controlla e con un gran tiro di collo pieno fa secco Viviano. Poco dopo il portiere del Bologna evita il quinto gol su una conclusione di Kasami. I siciliani salgono a 11 punti con la Juve, mentre il Bologna resta a 7.

JUVENTUS-LECCE 4-0.Tre punti, 4 gol, standing ovation per Felipe Melo, cori per Gigi Delneri, serie positiva che si allunga a 4 partite. E ancora il primo gol in bianconero per Aquilani, il solito devastante Krasic, il 178° sigillo in campionato di Del Piero che raggiunge Boniperti. È un pomeriggio di festa per una Juventus sempre più convincente che travolge il Lecce con un netto 4-0. Questa volta il party si svolge all’Olimpico, due giorni dopo quello di Vinovo in cui il presidente Agnelli ha coinvolto tutti: dai dipendenti ai giocatori, passando per i dirigenti. È il nuovo corso Juve, una squadra ancora in fase di ricostruzione, ma che sta venendo fuori dall’incubo dello scorso anno. E anche le iniziative societarie, il ritorno della famiglia Agnelli, la vicinanza della proprietà contribuiscono alla crescita di una Juve sempre più solida e concreta. Poca cosa il Lecce: ben messa in campo la squadra salentina, ma i giallorossi si sciolgono come neve al sole dopo il gol di Aquilani (bel destro dai 20 metri) che spezza l’equilibrio al 13′. Il colpo del ko arriva al 34′, quando il popolo bianconero scopre un Felipe Melo rigorista che trasforma il penalty concesso per un dubbio fallo su Krasic. Il serbo non fa nulla per restare in piedi sul contatto con Rispoli, poi al 44′ offre a Quagliarella una palla soltanto da spingere in rete per il 3-0. Davvero inarrestabile l’esterno ex Cska Mosca che dopo il martedì da incubo vissuto a Genova per la follia dei suoi connazionali, fa impazzire gli esterni del Lecce che non lo fermano né con le buone né con le cattive.

CESENA-PARMA 1-1.Pareggio per 1-1 nel “derby” romagnolo-emiliano tra Cesena e Parma. Al gol di Erjon Bogdani al 17’, terza marcatura stagionale, risponde un colpo di testa di Christian Zaccardo al 28’. Il pareggio permette al Parma di andare a 6 punti e staccare la Fiorentina, ora all’ultimo posto con 5 punti. Il Cesena conquista il primo pareggio interno della stagione e va a quota 8. Nel prossimo turno: Chievo-Cesena e Parma-Roma.

BRESCIA-UDINESE 0-1.L’Udinese ottiene il massimo risultato con il minimo sforzo. La squadra di Guidolin subisce per 90 minuti il gioco del Brescia ma grazie alla rete di Corradi, arrivata in una delle rare occasioni friulane, esce dal Rigamonti con i tre punti in tasca. Guidolin sorride anche per la classifica, con l’ultimo posto lasciato alla Fiorentina. Per il Brescia è la prima sconfitta casalinga del campionato. Di Natale predica nel deserto e Denis è fuori dal gioco. Sanchez, dopo un avvio promettente, ha spento la sua luce finendo nella gabbia dei difensori di casa. A metà ripresa la pressione del Brescia si fa costante. L’ennesimo colpo di testa di Caracciolo finisce fuori, mentre Guidolin ridisegna il suo reparto offensivo (fuori Denis e Di Natale, dentro Corradi e Asamoah) ma i risultati restano scarsi. Al 35′ la rete che gela il Rigamonti: spiovente in area dalla sinistra e Corradi trova lo spazio per beffare la difesa bresciana e Sereni. Le rondinelle non ci stanno e si gettano in avanti: sul finale Possanzini devia sottomisura ma non inquadra la porta. Finisce con la festa dell’Udinese e l’amarezza del Brescia.

SAMPDORIA-FIORENTINA 2-1.La Sampdoria ha battuto in rimonta 2-1 la Fiorentina, facendo emergere ancora una volta i difetti strutturali e caratteriali della squadra toscana. Eppure erano stati i viola a prendere in mano le operazioni e già al 2′ rischiano di passare con Marchionni, stoppato a botta sicura da Gastaldello. Il piccolo centrocampista di Monterotondo è una spina nel fianco della difesa di casa, tanto che al 6′ spetta a lui rompere il ghiaccio: Vargas gli pennella un pallone d’oro, anticipare di testa Ziegler è un gioco da ragazzi. Trovato il vantaggio, è ancora un’inzuccata di Marchionni a far paura, anche se è merito principalmente di Frey se i viola vanno all’intervallo sullo 0-1. Il portiere francese si esalta al 23′, dicendo no ad una girata aerea di Pazzini su cross di Semioli, e si merita applausi a scena aperta al 35′, quando spezza il triangolo Pazzini-Cassano neutralizzando il lob del barese. La Samp si ridisegna nella ripresa ma è sempre Frey a salire alla ribalta, anticipando al 6′ Cassano e intervenendo al 7′ su Koman. Tissone è maldestro al 12′ nonostante l’invito super di Cassano, che al 20′, su corner, sfiora il pari con un colpo di testa che muore fuori d’un soffio. Nervoso Pazzini: al 15′ si lamenta con Brighi per una trattenuta in area di Natali, al quale poi mette le mani in faccia dopo l’ennesima sportellata (al 23′ si mangia un gol beffando di mestiere proprio l’ex atalantino). I doriani però premono ed ormai hanno il dominio assoluto del campo, tant’è che riescono a ribaltare del tutto la situazione in nemmeno due minuti. È il 35′ quando Ziegler calcia una punizione alla Maradona battendo Frey e facendo esplodere il Marassi. Pareggio centrato ma non basta agli uomini di Di Carlo. Fantantonio è scatenato e, al 37′, se ne va tutto solo, ubriacando la difesa toscana e siglando il 2-1 In classifica i blucerchiati salgono a 10 punti con il Chievo mente i viola restano ultimi da soli a quota 5.

BARI-LAZIO 0-2.La Lazio vince dunque e respinge l’assalto delle milanesi. Resta in testa la squadra biancoceleste che si impone 2-0 al San Nicola nel posticipo della 7a giornata di serie A. Di Hernanes e Floccari le reti che condannano il Bari alla sconfitta interna. Nessuna sorpresa nelle formazioni iniziali. Ventura ritrova Kutuzov e schiera il 4-4-2, Reja si affida al 4-2-3-1 con Floccari unica punta, Zarate, Hernanes e Mauri trequartisti. Ritmi bassi e brutto primo tempo. Ci prova la Lazio con un sinistro di Hernanes e un colpo di testa ravvicinato di Dias che finisce a lato di un soffio. Deludente il Bari che si fa vedere solo con un sinistro di Salvatore Masiello nel finale di tempo. Nella ripresa la Lazio cambia marcia: al 7′ sul lancio di Mauri la difesa barese si addormenta ed Hernanes di destro batte Gillet. Al 16′ arriva il raddoppio: Mauri sbaglia il tiro, sulla traiettoria si inserisce Floccari che in qualche modo devia alle spalle di Gillet: 2-0 Lazio. Ventura fa entrare Castillo e l’argentino dà la scossa alla sua squadra, ma è troppo tardi per i pugliesi neanche fortunati quando proprio Castillo, al 35′, colpisce il palo. Un’altra occasione per l’attaccante sudamericano, ci prova anche Almiron, ma il risultato non cambia. Vince la Lazio, al sesto risultato utile consecutivo, ma soprattutto ancora sola in testa alla classifica.

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