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Rifiuti, Berlusconi: “La soluzione in tre nuovi termovalorizzatori”

Berlusconi e BertolasoNAPOLI. Silvio Berlusconi, nella mattinata di giovedì, ha compiuto un sopralluogo presso il termovalorizzatore di Acerra, l’unicoesistentesul territorio campano e in cui poggiabuona parte del piano di smaltimento rifiuti per l’area napoletana.

Presenti, insieme al premier, il sottosegretario e capo della protezione civile Guido Bertolaso, il presidente della regione Campania Stefano Caldoro,i presidenti e i prefetti delle cinque province campane di Napoli, Caserta, Benevento, Avellino e Salerno. Un summit per per fare il punto sulla situazione e definire le nuove strategie a medio e lungo termine, cercando di conciliare le esigenze della gestione ordinaria e quelle della popolazione che vive nei a ridosso dei siti destinati ad accogliere il pattume, come Terzigno e i paesi limitrofi.

“Le 2500 tonnellate di rifiuti a Napoli saranno rimosse. – ha detto Berlusconi in conferenza stampa – Ad oggi siamo già scesi a 1200 e fra tre giorni utilizzando i siti di Chiaiano, i due stir presenti sul territorio e il termovalorizzatore di Acerra”. Proprio sul termovalorizzatore, il premier ha sottolineato: “L’impianto di Acerra funziona bene, siamo a 1500 tonnellate che vengono bruciate, finora ha prodotto 75 milioni di euro di elettricità, funziona all’84% ed entro al fine dell’anno sarà al 90% e potrà produrre 2200 tonnellate al giorno. Abbiamo incontrato il sindaco di Acerra e abbiamo stabilito di continuare tutte le misurazioni della produzione, per tranquillizzare i cittadini, ma siamo molto al di sotto dei limiti indicati dalla normativa europea, addirittura al 60% in meno, quindi non possiamo che essere soddisfatti di questo impianto”. Un ringraziamento da Berlusconi alle forze dell’ordine “che hanno risposto con saggezza e prudenza a tutte le provocazioni subite, non da parte della cittadinanza ma da parte di facinorosi organizzati”. Un ringraziamento anche ai quattro sindaci del vesuviano “che hanno gestito l’ordine pubblico e la preoccupazione dei loro cittadini”.

I MOTIVI DELLA NUOVA EMERGENZA. Poi ha spiegato i motivi della nuova emergenza. “Quando due anni fa ci siamo interessati di dare una soluzione stabile al problema rifiuti a Napoli e in Campania abbiamo emesso a punto un piano assolutamente funzionante, articolato in 10 impianti di cave, di un numero di Stir per la triturazione dei rifiuti e di quattro termovalorizzatori, ad Acerra, Napoli Est e a Salerno, e un quarto per smaltire le cinque milioni di ecoballe presenti in Campania (citandole ha fatto prima una gaffe chiamandole ‘euroballe’, ndr.)”. “Poi – ha detto Berlusconi – è successo che la società Asia, in un momento di crisi economica, ha ritenuto di non far passare i rifiuti nella cava Sari attraverso gli impianti Stir di triturazione per creare il cosiddetto ‘secco’, separandolo dall’umido, da cui esce il percolato e che crea gli odori. Quindi, sono stati sversati rifiuti senza previo trattamento ed ha prodotto questa inaccettabile situazione che ha preoccupato la popolazione”. Ora, grazie ai camion di argilla giunti a Terzigno, “i miasmi in pochi giorni spariranno”. Siamo intervenuti in una regione che raccoglieva tutto a Ferrandelle, nel casertano, unico impianto di interramento presente. Abbiamo creato 10 siti di interramento, di cui 5 già utilizzabili, uno per ogni provincia. Poi abbiamo ripreso la realizzazione del termovalorizzatore e dato vita agli Stir”.

SOLUZIONE NEI TRE NUOVI TERMOVALORIZZATORI. Una soluzione definitiva? “Si avrà con la costruzione degli altri tre termovalorizzatori”, ha detto Berlusconi, che ha spiegato: “C’è stato un cambio di responsabilità. Il precedente presidente della Regione (Bassolino, ndr.) non è riuscito a dare il via alle gare d’appalto. E’ subentrato un nuovo presidente, Stefano Caldoro, in carica da cinque mesi, che ha accelerato la situazione ed entro un mese ha assicurato che si indirà la gara d’appalto per il termovalorizzatore di Napoli Est. Per Salerno, sul cui territorio è stato individuata l’area per l’impianto, è aperto un tavolo tra il presidente della provincia Cirielli e il sindaco De Luca”. Sui tempi di realizzazione degli impianti ha ritenuto che occorrono “due anni” che però possono ridursi “ad un anno e mezzo”. Intanto, ha detto il premier, sarebbe d’aiuto la raccolta differenziata e, in proposito, “abbiamo invitato il presidente della Regione ad avviare una grande campagna di sensibilizzazione”.

CAVA VITIELLO SOSPESA. Su Terzigno ha confermato che la cava Sari accoglierà i rifiuti solo per i 18 comuni del vesuviano e che la Cava Vitiello è “sospesa a tempo indeterminato”.

SOLIDARIETA’ AI LAVORATORI. Berlusconi ha anche ringraziato i lavoratori dell’Asia, che hanno passato momenti difficili, soprattutto gli autisti dei camion, ed ha manifestato solidarietà al dipendente dello Stir di Giugliano morto domenica scorsa in un incidente sul lavoro.

CAVA “SARI” SOLO PER AREA VESUVIANA. Nel vertice di mercoledì tra i sindaci vesuviani e il presidente della provincia di NapoliLuigi Cesaro è stato concordato lo slittamento di 48 ore della riapertura della discarica “Sari” di Terzigno. Il sito accoglierà solo i rifiuti dei 18 comuni dell’area vesuviana e questo dovrebbe scongiurare nuove azioni di protesta violenta, anche perché l’alternativa sarebbe il mantenimento dell’immondizia sulle strade con gravi ripercussioni sulla salute pubblica. Gli stessi sindaci si sono resi disponibili a fare da mediatori e a scortare, se necessario, i camion che porteranno nel sito il pattume raccolto nei loro comuni. L’obiettivo è far funzionare la discarica in attesa della realizzazione di altri termovalorizzatori sul territorio regionale ed evitare l’apertura della seconda discarica di Terzigno, nella “Cava Vitiello”. Proprio nei giorni precedenti allo stop disposto ai conferimenti in cava Sari il passaggio degli autocompattatori era stato fonte di altissima tensione, accompagnato da veri e propri assalti da parte delle frange più violente ma estremamente minoritario della massa di manifestanti pacifici. Un modo per sfogare la rabbia contro i gravi disagi provocati dal sito, con odori nauseabondi e il rischio di inquinamento delle falde. Una situazione alla quale sta ora cercando di porre rimedio la Protezione civile con la copertura dei rifiuti con terreno vegetale e pozzolana.

MOBILITAZIONE A GIUGLIANO E CHIAIANO. E’ mobilitazione a Giugliano, nel napoletano,contro la decisione di utilizzare una delle piazzole del sito di stoccaggio di Taverna del Re per depositare i rifiuti da rimuovere dalle strade della provincia di Napoli. I manifestanti fanno sapere che questa volta non cederanno dinanzi ad una decisione ritenuta assurda anche perché c’era il preciso impegno che il sito, che già accoglie oltre 6 milioni di ecoballe di rifiuti, non avrebbe più riaperto. Le maggiori critiche sono rivolte al presidente della Provincia, Luigi Cesaro, firmatario dell’ordinanza con Bertolaso. Il sindaco di Giugliano Giovanni Pianese starebbe preparando una diffida per impedire l’accesso in zona agli autocompattatori. La piazzola individuata è la numero 12 e potrebbe contenere oltre 10mila tonnellate di rifiuti “tal quale”, ovvero non differenziati. Ed è proprio il metodo di stoccaggio di rifiuti che suscita maggiori perplessità. Fino a questo momento è stata depositata immondizia imbustata.A Chiaiano, quartiere a nord di Napoli, si è conclusa la scorsa notte la manifestazionepromossa da un centinaio di cittadini che chiedono la chiusura della locale discarica e la bonifica del sito. I manifestanti si sono ritrovati intorno alle 21 alla Rotonda Titanic. Tutto si è svolto pacificamente, senza incidenti né momenti di particolare tensione con le forze dell’ordine presenti.

LA CAMORRA DIETRO LE VIOLENZE. La camorra avrebbe organizzato e condotto gli assalti contro polizia e carabinieri, schierati in forze davanti alla discarica di Terzigno. A queste conclusioni sono arrivati i pm della Direzione distrettuale antimafia della Procura di Napoli, dopo avere letto una informativa consegnata due giorni fa dalla polizia giudiziaria. Gli interessi che i clan nutrirebbero nell’affaire discarica, non sono stati ancora chiariti, sarà l’indagine appena agli inizi a rivelarlo. Alla Rotonda di via Panoramica non c’erano solo le ‘mamme vesuviane’ e le donne con il Rosario stretto nella mano destra, i ragazzi e gli adulti dei Comitati, gente pacifica che mai avrebbe assaltato le forze dell’ordine ma, anche frange di antagonisti, pronti a soffiare sul fuoco della protesta. Anche queste presenze sono state ‘registrate’ dagli investigatori e consegnate attraverso una informativa in Procura.

TRE CAMORRISTI INDAGATI. Sarebbero tre i camorristi indagati dalla Dda partenopea per le proteste violente a Terzigno. Almeno quattro clan dell’area vesuviana avrebbero infiltrato loro adepti nei giorni dei disordini tra le migliaia di cittadini antidiscarica che contestavano civilmente l’apertura di un secondo sito nella zona. Le accuse: devastazione aggravata dal metodo mafioso, interruzione di pubblico servizio per aver bloccato gli autocompattatori e detenzione illegale di armi. La camorra avrebbe addirittura ridimensionato lo spaccio in zona per concentrare le proprie forze nell’operazione rifiuti. Non è ancora chiaro a quale fetta dell’affare rifiuti la camorra stesse mirando. Tra le cosche anche quella del potente storico boss del Vesuviano Mario Fabbrocino.

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