Sant’Arpino

Feste nuziali al Palazzo Ducale, Iavarone: “Degrado amministrativo”

Roberto IavaroneSANT’ARPINO. L’ex assessore ai lavori pubblici, Roberto Iavarone, commenta la delibera con cui l’amministrazione Di Santo ha autorizzato lo svolgimento di feste nuziali e ricevimenti nel Palazzo Ducale.

“Ora che il banchetto è stato consumato, così come pure le polemiche corredate da relative denuncie (ne era stata preannunciata una dal Pd), vorrei poter esprimere la mia personale opinione su quanto è accaduto a Sant’Arpino sabato 18 settembre.

Ed entrando subito nel merito della polemica che ne è scaturita voglio subito dire che è accaduto un fatto gravissimo dal punto di vista culturale ed amministrativo (non aggiungo sul piano politico in quanto sembrerebbe voler resuscitare oramai un morto anche nella mia cittadina).

E’ grave, infatti, dal punto di vista amministrativo, in verità dovremmo dire democratico, che una amministrazione con un atto di giunta ritiene di poter bypassare una delibera di consiglio comunale la quale regolamenta proprio la fruizione degli spazi pubblici, compreso il Palazzo Ducale.

Anche i bambini sanno infatti che una modifica ad un atto di consiglio è possibile solo attraverso un altro atto di consiglio, sicuramente non attraverso una delibera di giunta. E ciò in quanto la massima espressione democratica di un governo cittadino si concretizza proprio nel Consiglio. Che non solo è l’unico organo competente in materia di indirizzo e programmazione dell’attività di governo e svolge un ruolo di controllo politico amministrativo ma è anche organo di rappresentanza diretta e generale del corpo elettorale.

Ogni consigliere comunale quindi è rappresentante dei cittadini, nella più larga accezione del termine. Quindi sottrarsi o sostituirsi al Consiglio, al di là delle implicazioni ‘legali’ che ne possono derivare, rappresenta sicuramente un atto che mortifica la democrazia e gli stessi cittadini elettori. Se poi si aggiunge che colui il quale và a sposarsi nel Palazzo Ducale è un assessore della stessa giunta allora dobbiamo parlare non più di mortificazione ma di vero e proprio ‘spregio’ alla democrazia, al vivere civile ed alla cittadinanza.

Ma se a ciò aggiungiamo il fatto che oggetto dello spregio democratico di è uno dei pochi monumenti che la città di Sant’Arpino dispone e che sarebbe ruolo primario dell’amministrazione (in verità penso anche della Pro Loco) tutelare, che lo stesso Palazzo Ducale è ancora in fase di restauro, che è attualmente (nella parte già restaurata) sede della Casa Comunale, che al piano terra sul cortile insistono alcuni uffici ed una sala convegni (unico spazio adibito a tale funzione a disposizione della cittadinanza), che per lo stesso cortile era stato già presentato un progetto per la realizzazione di un teatro all’aperto, allora occorre prendere atto che siamo di fronte ad una totale improvvisazione politica-programmatica.

Infatti, tralasciando tutti gli aspetti già considerati, ammesso che si cambi destinazione d’uso al Palazzo, ovvero si apportino le necessarie modifiche al Regolamento, e dunque si consentano ulteriori matrimoni mi chiedo: Che ne sarà della sala convegni? E’ vero che la stessa addirittura è stata destinata in parte al catering nella famosa cerimonia? La Casa Comunale, il comando vigili e gli altri uffici con accesso diretto sul cortile dove verranno dislocati? Sicuramente non si può pensare che un pronto intervento dei Vigili urbani, o la necessità di altri uffici possa rischiare l’intralcio di un matrimonio in corso? Il progetto di teatro all’aperto è completamente tramontato? La parte pericolante dell’ala nord del Palazzo, ovvero il secondo piano, verrà abbattuta? Verrà recuperata? Con quali soldi, quelli dei cittadini? La nuova piazza, ancora in cantiere a quanto sembra, sarà destinata a parcheggio? Siamo dunque di fronte ad una serie di decisioni che se non caratterizzano un programma di governo, diciamo che ci siamo molto vicini.

E allora mi chiedo se tutto questo effettivamente era nei programmi dell’amministrazione, se tutto questo era stato comunicato ai cittadini al momento del voto. Non lo era! E se non lo era ed è tutto frutto della improvvisazione di questa amministrazione, due le soluzioni possibili o ritornare alle elezioni (ma non credo ne abbiano molta voglia) o fare marcia indietro chiedendo scusa alla cittadinanza fornendo alla stessa le dimissioni del novello sposo, novello assessore”.

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