Italia

“Fini non e’ tentato a dimettersi”. Ex premier St.Lucia: “Accertamenti illegali”

Gianfranco FiniROMA. In una nota ufficiale, il portavoce di Gianfranco Fini smentisce l’ipotesi del quotidiano “La Stampa” secondo cui il presidente della Camera avrebbe intenzione di lasciare la carica, nonostante ritenga di non essere coinvolto personalmente nella vicenda Montecarlo, …

… per “marcare la differenza” da Silvio Berlusconi e “tenere uniti i suoi”. Il quotidiano torinese attribuisce all’ex leader di An alcuni virgolettati, tra questi uno in cui si chiede: “E se mi dimettessi? Non ho colpe ma non sarebbe la prova di uno stile diverso da quello di Berlusconi?”.

Nell’articolo si parla di un “rovello interiore” che potrebbe diventare “una decisione, un clamoroso e spiazzante annuncio”. Ma il portavoce di Fini smentisce: “La ricostruzione e i relativi virgolettati attribuiti al presidente della Camera sono frutto unicamente della fantasia del suo autore”.

LA PROCURA NON CONVOCA TULLIANI. “Nessuna intenzione di convocare Giancarlo Tulliani”. E’ quanto ribadiscono gli inquirenti della procura di Roma che stanno indagando sulla vendita dell’appartamento di Montecarlo appartenuto ad Alleanza Nazionale. I pubblici ministeri capitolini ribadiscono che l’inchiesta punta ad accertare il prezzo della vendita dell’immobile di boulevard Princesse Charlotte e che “nulla è cambiato” dopo le affermazioni fatte venerdì scorso dal ministro della giustizia di Santa Lucia e il videomessaggiodi Fini. Ad oggi non sono ancora giunti in procura i documenti richiesti, con un supplemento di rogatoria, alle autorità monegasche ma gli inquirenti sottolineano come le verifiche andranno avanti sino a quando non sarà definito il valore immobiliare dell’appartamento. I documenti oggetto istanza potrebbero essere utili a chiarire il prezzo di vendita da parte di An e quello di acquisto della società off-shore Printemps Ltd.

EX PREMIER ST.LUCIA: “DATI ILLEGALI”. Intanto, l’ex premier dell’isola di Santa Lucia, Kenny Anthony,intervistato da Repubblica, ritiene che le indagini sulla Printemps per la casa di Montecarlo abbiano seguito “una procedura illegale”. Insieme al capo dell’opposizione Peter Alexander, l’ex premier chiede che il ministro della giustizia dell’isola caraibica, Rudolph Francis,faccia chiarezza pubblicando i documenti. “Non so cosa abbia spinto il ministro della Giustizia a svolgere indagini su una società registrata nel nostro territorio, – afferma Anthony – so però che la proceduraè stata inconsueta e illegale”. “Si sarebbe piuttosto dovuto aprire un fascicolo, stendere una relazione e attenderela rogatoria, cioè la richiesta formaleda parte delle autorità giudiziarie italiane o di un altro Paese estero”, continua l’ex primo ministro.La procedura seguita,invece, può far supporre che l’indagine “sia stata sollecitata”. Dalle colonne de La Stampa, Alexander, mostrandosi preoccupato perl’economia del Paese, che alla segretezza bancaria deve molta parte, aggiunge che questa vicenda “non fa bene ai nostri investimenti e agli investitori”.

CONSOLO: “STUDIO LEGALE DI FRANCIS ALLO STESSO INDIRIZZO DELLE DUE OFF SHORE”. Proprio sul ministro Francis, il parlamentare finiano Consolo ha svelato un retroscena, ossia che lo stesso “è un avvocato che allo stesso indirizzo della società Timara e Printemps ha il suo studio legale. Studio legale che vive con le società offshore”. Sempre il deputato di Fli ritiene che la letteradel ministro di St. Lucia (in cui appare il nome del cognato di Fini,Giancarlo Tulliani, come proprietario della società off shore che ha acquistato l’appartamento monegasco, ndr) “dimostra che le due società Timara e Printemps non sono società registrate a St. Lucia dove hanno la Corporate Agent Ltd. come società registrata che agisce per loro. Queste cose le ho sapute leggendo la lettera del ministro di St. Lucia. Quindi non è stato possibile materialmente indagare da parte delle autorità di St. Lucia sulla situazione della proprietà della casa per il semplice motivo che le due società non sono registrate a St. Lucia. Io so che questo può scontentare qualcuno ma così è”. “Il ministro Francis – ha concluso Consolo – con la lettera che può essere vera, quindi non è un falso materiale ma ideologicamente è un falso, ha detto le cose come non sono”.

PDL: “STA AI FINIANI PORRE FINE ALLE POLEMICHE”.Da parte sua, il Pdl, attraverso il portavoce Daniele Capezzone, sostiene che “saranno i prossimi giorni a incaricarsi di dimostrare se, dopo le buone intenzioni, seguiranno anche i fatti. Ora, sta ai finiani la scelta: e non ci si potrà limitare ad approvare gli atti del Governo, come i finiani hanno assicurato di voler fare. Quel che conta è anche porre fine alle fibrillazioni, alle polemiche continue, al controcanto ossessivo, allo stillicidio di dichiarazioni negative, divisive, sempre ostili nei confronti del Governo, della maggioranza, del Pdl. Sarà questo il test più attendibile”.

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