Esteri

Ahmadinejad difende Carla Bruni: “Crimine chiamarla prostituta”

Mahmoud AhmadinejadCarla BruniTEHERAN. Il presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejad, smentisce che Sakineh Mohammadi-Ashtiani sia stata condannata a morte per lapidazione.

“Qualcuno in Germania ha diffuso notizie false al riguardo e questo ha portato a proteste contro l’Iran”, ha dichiarato in una intervista alla rete televisiva americana Abc, a margine del suo viaggio a New York per l’assemblea delle Nazioni Unite. Anche se la donna fosse colpevole, avrebbe comunque diritto a quattro diversi gradi di appello, ha precisato.

Nelle settimane scorse le dichiarazioni di alcuni esponenti del suo governo erano però state di altro tenore ed erano incentrate sul fatto che la comunità internazionale non si dovrebbe occupare di una vicenda di giustizia interna e che al limite le preoccupazioni dovrebbero riguardare le famiglie delle vittime. La donna, infatti, oltre che di aldulterio è accusata di avere ordito l’uccisione del marito e la pena di morte, secondo le autorità iraniane, sarebbe stata legata a questo capo di imputazione e dunque non si tratterebbe di un caso politico, come invece la mobilitazione internazionale l’ha trasformato.

Ahmadinejad si è anche schierato dalla parte di Carla Bruni, la moglie del presidente francese Nicolas Sarkozy, che un giornale filogovernativo iraniano aveva definito una “prostituta” che “merita di morire” e lo aveva fatto proprio per la presa di posizione della premiére dame sulla condanna a morte per lapidazione di Sakineh. Il presidente iraniano ha definito quegli attacchi un “crimine” e ha spiegato che certi insulti sono anche “contrari all areligione”. Se c’è davvero una giustizia, ha aggiunto, i loro autori dovranno essere perseguiti. “Un mezzo di informazione può insultare la moglie di un presidente europeo – si è chiesto Ahmadinejad senza citare espressamente il quotidiano Kayhan, che aveva puntato il dito contro Carla Bruni -? Da quale tipo di Islam ciò è permesso?”.

Nel corso della stessa intervista, Ahmadinejad ha detto di volere dagli Usa la liberazione di otto cittadini iraniani “detenuti illegalmente”. “Non è fuori luogo – ha detto – chiedere al governo americano di compiere un gesto umanitario e di rilasciare gli iraniani arrestati e detenuti illegalmente negli Stati Uniti”. La richiesta fa seguito al rilascio da parte dell’Iran dell’escursionista americana Sarah Shourd, arrestata sotto l’accusa di spionaggio in compagnia di altri due americani il 31 luglio del 2009.

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