Matese

Pdl: “Rimpasto legato unicamente per logiche di potere”

Biagio MoliternoPIEDIMONTE. Quale principale forza politica di opposizione all’attuale amministrazione cittadina, e così come tanti altri cittadini, il Pdl ha atteso con interesse il preannunciato “rimpasto” di giunta di metà mandato.

“Eravamo in attesa di scoprire quali architetture politiche avesse elaborato il sindaco Cappello per ‘dare un nuovo slancio’ (come da sue dichiarazioni), all’attività amministrativa. – dice il coordinatore del Pdl Biagio Moliterno (nella foto) – Avrebbe avuto un assessorato il rappresentante dell’Idv, unico partito dell’ammucchiata della lista elettorale del sindaco, sinora rimasto escluso dalla giunta? Avrebbe portato una ventata di entusiasmo e propositività l’ingresso in Giunta di una ‘nuova forza’ rappresentata da uno dei consiglieri comunali transitato dalla minoranza alla maggioranza per meglio lavorare al bene della Città? Purtroppo, dopo la definizione della nuova Giunta, anche il cittadino più distratto dalle ferie agostane ha potuto riscontrare come il tanto decantato rimpasto, lungi dall’avere alte motivazioni politiche od amministrative, si è rivelato solamente un regolamento di conti interno alla maggioranza”.

Di fatto, per il Pdl, “fatta salva la posizione dell’assessore Massi che pare abbia esigenze lavorative che gli impediscono di rimanere in giunta, il sindaco Cappello, ha esautorato, per motivazioni che noi possiamo solamente immaginare, l’assessore Riselli e l’assessore Ferrante, sostituendoli con altri due consiglieri di maggioranza di stretta osservanza Pd, lasciando sostanzialmente immutata la struttura della giunta e causando grosso malcontento nei due ‘silurati’. Quindi, erano forse gli assessori Riselli e Ferrante ad impedire alla amministrazione Cappello di spiegare le ali e volare alto? Noi francamente non crediamo, crediamo invece, ed in ciò siamo confortati dalla circostanza del mantenimento dei lavori pubblici in capo al sindaco e della mancata nomina dell’altro nuovo assessore, che seguendo le consuetudini di un vecchio modo di intendere la politica, fatto proprio in pieno dal sindaco, questo cambio di poltrone risponda unicamente a logiche di potere e non certamente allo scopo di rilanciare l’azione di una amministrazione che, risultata asfittica e priva di idee sin dall’inizio, ha evidenziato limiti che, temiamo, porterà avanti sino alla sua conclusione”.

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