Caserta

Cementir, Polverino si congratula con Petteruti

Angelo Polverino CASERTA. Il consigliere regionale del Pdl Angelo Polverino scrive al sindaco di Caserta Nicodemo Petteruti dopo il ‘No’ del capoluogo di Terra di Lavoro all’ampliamento della cava Cementir.

“Mi corre l’obbligo – scrive Polverino – di esprimere tutto il mio riguardo per la Sua presa di posizione contro la possibilità di ampliamento e prosecuzione dell’attività estrattiva della Cementir. Sono particolarmente felice, perché oggi non mi sento più solo in questa infinita battaglia di civiltà, che porto avanti da anni con i comitati, con l’incitamento della gente ed anche con il favore di una stampa che è ed è stata decisiva nello scuotere molte coscienze ed una pubblica opinione, che finalmente è scesa in piazza per rivendicare il diritto alla salute, alla vita, al domani. Lei ha focalizzato tutti i punti della questione e per la prima volta si va finalmente nella stessa direzione. Carissimo Sindaco, non Le nascondo la mia preoccupazione, perché tra pochissimi giorni si deciderà il futuro di Caserta e delle città limitrofe, che non può più passare per il mantenimento delle attività estrattive e il possibile incenerimento dei rifiuti, ma che deve obbligatoriamente guardare alla realizzazione del Policlinico, a questa grande opera che sul piano scientifico garantirà la ricerca, la formazione ed una qualificata assistenza, mentre sul piano sociale, in un momento drammatico come quello che stiamo vivendo, assicurerà nuovi posti di lavoro e creerà, in tutta la provincia, un sicuro sviluppo economico. Lei ha ragione quando dice che il Policlinico e i cementifici sono incompatibili, perché la problematica ha anche un risvolto, che inciderà pesantemente sul destino della nostra collettività. Se passa l’ampliamento, ci ritroveremo anche con l’inceneritore e con l’arteria viaria di collegamento al Policlinico invasa dai mezzi, che trasporteranno i rifiuti nella direzione Caserta – Maddaloni e viceversa. Ed allora sì che calerà sul Policlinico una pietra tombale. I nostri figli e la nostra amata comunità odieranno per sempre la politica, soprattutto quella politica che decide di non decidere. Le voglio infine ricordare la mia, e sono convinto anche la sua, vicinanza ai lavoratori della Cementir, che, se passa l’ampliamento, si ritroveranno sul lastrico, non subito, ma tra otto anni, mentre oggi potrebbero essere ricollocati nelle procedure di riqualificazione dell’area o nello stesso Policlinico. Per questo, auspico che la condivisa posizione porti altri amministratori ad esprimersi, in modo che si dia ancora più voce alle tante, troppo persone che si sono messi al servizio della causa, per la quale io ho avvertito la necessità di scriverLe”.

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