Italia

Inchiesta P3, i finiani: “Valuteremo mozioni contro Cosentino”

da sin. Cosentino e BocchinoROMA. Aumentano le tensioni nel Pdl dopo l’iscrizione nel registro degli indagati del senatore del Pdl Marcello Dell’Utri e del sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino, nell’ambito dell’inchiesta sull’eolico e sulla “nuova P2”, meglio ribattezzata “P3”.

I finiani ribadiscono infatti la richiesta di dimissioni del sottosegretario, già sotto inchiesta per presunti legami con la camorra dei casalesi, e se queste non dovessero arrivare “valuteranno” le eventuali mozioni di sfiducia presentate dalle opposizioni, benché essi non vogliano votare in dissenso dal gruppo del Pdl.

Ad annunciarlo è stato Italo Bocchino, parlando con i cronisti alla Camera: Noi siamo convinti che questa inchiesta – ha spiegatoil vicecapogruppo del Pdl a Montecitorio – al di là dei profili penalmente rilevanti che appaiono essere deboli rispetto a un’accusa così complessa, pongono a Berlusconi un problema di opportunità circa la presenza di Verdini al vertice del partito, così come c’è un problema di opportunità sulla presenza di Cosentino al governo e alla guida del Pdl in Campania”. Bocchino rimanda così al mittente le accuse di chi, dentro al partito, punta l’indice contro i finiani per la posizione assunta sulla vicenda degli appalti sull’eolico e su una presunta loggia segreta, e replica: “Se c’è qualcuno su cui bisogna discutere sono quei dirigenti che stanno creando un problema all’immagine del partito per i loro comportamenti, e non chi chiede invece pulizia morale all’interno del Popolo della Libertà”.

A rincarare la dose è il deputato bolognese del Pdl, Enzo Raisi, da sempre molto vicino a Gianfranco Fini, che parla proprio di battaglia di legalità: “Quando i cossidetti ‘finiani’ si misero di traverso per la candidatura di Cosentino in Campania, fummo accusati come al solito di sabotare. Oggi invece ci danno ragione. Chi ha buona memoria può verificare che le battaglie di legalità all’interno del Pdl fanno solo bene al partito. Io sono un garantista e lo sarò sempre, ma quando gli episodi si accavallano e quando c’è anche un mandato di arresto, la cosa diventa anche un po’ pericolosa. E credo che Cosentino dovrebbe risolvere questa situazione”.

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