Cesa

Mele (Udc): “Il sindaco risponde con chiacchiere da comari”

Anna MeleCESA. E’ botta e risposta tra il segretario cittadino dell’Udc, Anna Mele,e il sindaco De Angelis sulla questione del cimitero. Stavolta l’esponente dello scudocrociato accusa il primo cittadino di essere sceso nel personalismo.

“Ancora una volta mi vedo costretta mio malgrado a rispondere al sindaco per fare delle precisazioni, tralasciando qualsivoglia commento o battuta circa le affermazioni fatte dallo stesso relativamente a questioni prettamente giuridiche e di cui lui, per quanto ferrato nella mera gestione della cosa pubblica, non ha gli strumenti per discuterne. Infatti, a tal proposito, suggerisco al sindaco, in futuro, di consigliarsi con esperti prima di rilasciare dichiarazioni inesatte e suscettibili di smentita. Non bisogna mai mischiare il sacro col profano. In questo caso i consiglieri servono più a lui che a me. Bando alle ciance, vorrei sottolineare che questo mio intervento sarebbe stato evitato se il sindaco, invece di attaccare la sottoscritta non sul piano politico ma professionale e personale, si fosse limitato a rispondere alle legittime richieste di chiarimento di cui la stessa si è fatta portavoce, coagulando i disagi e le perplessità che circolano per il paese circa le questioni sollevate. Che poi a tali richieste di chiarimento si voglia rispondere correggendo il tiro e deviando la discussione su ciò che al popolo di Cesa non interessa, trattandosi di questioni giuridiche, riguardo alle quali e, consentitemelo, vorrei avere dei validi e competenti interlocutori, la dice lunga sulle grandi difficoltà che attanagliano l’amministrazione. Inoltre, io ho accolto l’invito del sindaco ad accedere al sito internet per visionare la documentazione relativa ai loculi con la speranza di trovare tutte le risposte, ma nulla ho rinvenuto. Questa è l’ennesima dimostrazione che l’amministrazione De Angelis, messa alle strette, non ha altri mezzi per tenersi a galla se non tentare, senza riuscirvi, di tappare la bocca dei propri interlocutori non con la dialettica politica e con i fatti concreti ma con ‘chiacchiere da comari’, oppure, ancora peggio, addentrandosi in maniera maldestra in materie che possono essere manovrate solo ed esclusivamente da esperti, che sanno ben esprimere i concetti e che sanno distinguere le fasi evolutive di un processo tuttora pendente davanti al Tar”.

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