Succivo

‘Lista del parroco’, Papa: “A ciascuno le proprie incombenze&quot

Franco Papa SUCCIVO. “Non si può servire Dio e Mammona”. Lo ha ribadito pubblicamente il sindaco Franco Papa aggiungendo: “Apprezzo le qualità e il lavoro condotto dal nostro parroco, ma ciascuno torni alle proprie incombenze”.

Il primo cittadino difende a denti stretti la politica e le istituzioni locali, ma è guerra aperta tra lui e il parroco della cittadina di Succivo don Crescenzo Abbate, promotore di una lista di cattolici da presentare alle prossime elezioni amministrative per il rinnovo del sindaco e del Consiglio comunale, in programma per aprile maggio del prossimo anno.

Al momento la battaglia è a colpi di dialettica, ma non mancano gli screzi. I due si stanno pizzicando a distanza: uno, il prete, dal pulpito della chiesa della Trasfigurazione durante l’omelia; l’altro, il sindaco, ha scelto come palcoscenico oratorio l’aula consiliare. “Questo paese – ha spiegato Papa durante l’incontro con i cittadini – in questo momento storico non ha bisogno di ulteriori divisioni. Ed il parroco, che dovrebbe garantire i valori dell’unità e della concordia, non si rende conto che sta portando avanti una iniziativa che può solo dividere la comunità. La nostra cittadina – ha aggiunto – è assediata da una spirale di violenza, dove tutti sparano sentenze, dove ci sono tante opinioni ma non ci sono idee. Personalmente ho incontrato Don Crescenzo per confidargli questi miei timori. Gli ho spiegato che non mi spaventano quei signori in piazza che dileggiano la mia persona; come non mi spaventano gli atti compiuti o non compiuti da questa amministrazione; ma a preoccuparmi è la decadenza morale che può portare a scontri cruenti e gli ho ribadito che sono pronto a tirarmi indietro se questo gesto può servire a superare le divisioni e a favorire una coesione sociale”.

Un messaggio che, a dire del sindaco, non è stato recepito dal sacerdote. “Tuttavia – ha sottolineato Papa – don Crescenzo anziché aprirsi alla comprensione delle ragioni degli altri, mi ha parlato di rinnovamento della classe politica, mi ha fatto nomi di papabili sindaci e di quelli che dovrebbero mettersi da parte, in pratica tutti i nomi circolanti. Un parlare ex cattedra, che è consentito solo al Papa, ma che mi ha lasciato esterrefatto. Ad un certo punto, tutto sembra essersi rivoltato, con Marte a fare il giardiniere e Apollo che edifica le mura. Ma questa classe dirigente non può essere mortificata, la comunità civile non ha bisogno di candidati a sindaci o di liste con il bollino blu – ha chiosato Papa – il parroco rispetti la nostra storia anche nei suoi limiti e desista dal suo progetto scellerato”.

dal Corriere di Caserta

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