Campania

Pedofilia, due arresti a Salerno e Caserta

 SALERNO. Un salernitano di 41 anni è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di violenza sessuale aggravata ai danni della nipotina di appena quattro anni.

I militari del reparto operativo del comando provinciale hanno eseguito all’alba di venerdì l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del tribunale di Salerno su richiesta del Procuratore della Repubblica Franco Roberti.

Da quanto si è appreso, i fatti sarebbero stati commessi nei mesi di marzo e aprile scorsi, quando la bambina, già seguita dai servizi sociali del comune di Salerno per le precarie condizioni del suo nucleo familiare, ha confidato alle sue assistenti un “segreto brutto” relativo a dei “giochi brutti” che subiva dallo zio, il fratello della madre.

La piccola ha raccontato i fatti aiutandosi con dei disegni e con dei bambolotti. Nel corso delle indagini è emerso che l’uomo, in un’occasione, assieme a un’altra persona, avrebbe coinvolto negli abusi anche una cuginetta della piccola, pure lei in tenera età.

Un altro arresto arriva dall’alto casertano casertano. Un ex autista di scuolabus di un asilo di Piedimonte Matese (Caserta), Giuseppe Rapa, di 60 anni, di Alife,condannato in via definitiva dalla Cassazione a otto anni e mezzo di reclusione per il reato di pedofilia, è stato arrestato oggi dai carabinieri, in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere.

L’uomo era stato già condannato in primo ed in secondo grado, ma era in libertà in quanto, prima ancora che venisse emessa la prima sentenza, era stato scarcerato per decorrenza dei termini. Tre anni fa Rapa fu coinvolto in vari episodi di pedofilia nei confronti di bambini che lui stesso accompagnava all’asilo come autista di scuolabus: molestie e violenze sessuali sarebbero avvenute a bordo del mezzo durante gli spostamenti tra la scuola e le abitazioni dei bambini. In particolare Rapa è ritenuto responsabile di avere abusato più volte di una bambina di cinque anni, ma – è spiegato in una nota dei carabinieri – altri episodi sono stati accertati durante le attività investigative. Coordinate dalla Procura delle Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, le indagini furono condotte dai militari del Nucleo Operativo della Compagnia di Piedimonte Matese.

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