Sant’Arpino

Spanò: “Chiederò al Pdl di passare in opposizione”

Rodolfo SpanòSANT’ARPINO. L’avvocato Rodolfo Spanò annuncia che il Pdl passerà all’opposizione della maggioranza guidata dal sindaco Eugenio Di Santo.

Riceviamo e pubblichiamo la seguente nota a firma di Spanò:

“Ma di quali organismi si parla? Dove sono gli organismi appositamente previsti? È sempre e solamente esistito e tutt’ora esiste un solo duo formato da Salvatore Brasiello e Eugenio di Santo che di volta in volta decidono cosa fare e come. Il tavolo politico è sempre stato solo formale, nonostante ci siano menti pensanti che godono della stima e del rispetto non solo del sottoscritto, e mai una decisione è stata presa in conseguenza ai suggerimenti del tavolo politico. Alle riunioni, sempre denigrate dallo stesso sindaco (diceva che non servivano a niente ma che dovevano essere fatte) il più delle volte si poteva solo ascoltare ciò che altri, a partire dal regista, avevano già deciso che si scrivesse.Poi ci sono i cattivi pensieri provenienti dai pappagalli di turno, dagli scribi e dai farisei, che si vantano di comandare e far fare al sindaco ciò che vogliono loro senza sapere che colui che si crede il furbo dei furbi non è mai domo.

La convocazione del tavolo di maggioranza è stata richiesta dal Pdl e da me sottoscritta nella qualità, ed il documento del 2/5/2010 conferma solo la grave inimicizia del sindaco, di Brasiello e forse di qualcun altro nei miei confronti i quali hanno la capacità di far credere a tutti gli altri che loro e solo loro sono portatori di verità assolute. Il tutto condito dalla insperata capacità di trasformazione in questione personale di tutto ciò che può essere riferito politicamente all’avvocato Spanò. Ciò denota come il sindaco ed i suoi pochi accoliti non hanno rispetto delle regole, non hanno rispetto di un partito e degli uomini che ne fanno parte, soffrono di protagonismo ad ogni costo e non tollerano le critiche da qualunque parte esse provengono.

Come nel caso del documento ‘incriminato’, che è stato ideato, approvato e scritto da tutti i componenti del Pdl e non solo dal sottoscritto. Evidentemente la mente contorta del regista in questione per portare a compimento il proprio disegno, con l’aiuto inconsapevole anche di chi non lo appoggia all’interno della stessa maggioranza, addebita tutto al sottoscritto perché ha l’ansia di farloapparire come colui che sbaglia, perché in realtà teme ed invidia le proprie capacità, la propria cultura ed il proprio modo di fare. Non può pensare che ad esempio ogni decisione presa fino ad oggi è stata sempre discussa e condivisa dal partito; anzi il più delle volte ho dato seguito a delle azioni decise dal partito nonostante io e qualcun altro la pensavamo diversamente perché siamo in democrazia e abbiamo ben impressi i concetti di libertà, di rispetto e di educazione civile delle regole.

Il disegno, però, parte da lontano e trova la sua fonte: nell’aver etichettato l’allora concorrente per la carica di sindaco ‘Tu nun sai leggere né sai scrivere’; nell’aver avuto il coraggio di esprimere ciò che tutti pensano in questo Paese; nel conseguente atteggiamento ostile del sindaco Di Santo e di Brasiello alla mia azione amministrativa; nelle ritorsioni subite in giunta (quelle rare volte che si riuniva e mai con la contemporanea presenza di tutti i componenti) dallo stesso Brasiello che arrivò a minacciarmi di non far passare la delibera sulla raccolta differenziata se non avessi firmato quella sull’affidamento del servizio sulle poste private (dove sono stato portato assente nonostante la mia presenza); senza sapere che il torto non lo ha mai fatto a me ma a 15mila cittadini del nostro paese; nella presenza di Brasiello e Di Santo alla riunione nello studio del dottor Vitale lo stesso giorno della notizia sulla mia designazione come candidato del Pdl alle scorse elezioni provinciali, dove, spalleggiati da Fioratti, Lettera, Castiglione e D’Errico, fecero di tutto affinchè Stefano Cicala mi convincesse a non accettare la candidatura alle provinciali; alla ideazione, creazione e stesura da parte di Brasiello e Di Santo del primo documento contro la mia candidatura firmato da Fioratti, Lettera e Plazza; nella minaccia subita dal Fioratti (così come lo stesso ha riferito) che aveva posto qualche problema alla firma del documento; nella presenza persuasiva di Brasiello e Di Santo nello studio del dott. Plazza che poco prima si era rifiutato di firmare il secondo documento contro il sottoscritto, pure ideato e scritto da Brasiello e Co., definito dal pediatra “pieno di schifezze e nefandezze senza fondamento”; nella firma del documento da parte del dottor Plazza durante la campagna elettorale sulla opportunità del rinvio della discussione sollevata dall’Udeur a seguito del grave atto politico nei miei confronti avvenuto con la revoca delle deleghe ed infine con la nomina di vicesindaco per Fioratti e di assessore per Lettera. Eppure in una riunione nel partito, il dottor Plazza disse, sbattendo il pugno più volte e con forza sul tavolo, che se la dovevano vedere con lui se Fioratti fosse stato nominato vicesindaco e Lettera assessore.

Evidentemente devo dare credito a quanto si dice in giro (Fioratti docet) che il sindaco ha un documento in cassaforte che è pronto a tirare fuori contro il dottor Plazza se non fa come gli dice di fare. Se così stanno le cose come non potevano i tre moschettieri non ubbidire e non avere da ridire per le azioni sia in qualità di amministratore sia in quella di coordinatore del Pdl. In aggiunta, bisogna ribadire che i consiglieri comunali in questione con la pubblicazione del documento del 29/4/2010 (Fioratti vicesindaco, Raffaele Lettera entra in giunta) hanno esplicitamente confermato di aver fatto campagna elettorale in favore del sindaco candidato dell’Udc e, dunque, contro il Pdl con la conseguente loro collocazione fuori dal partito che sarà sancita fra pochi giorni dagli organismi deputati a seguito della proposta di espulsione presa all’unanimità l’8/4/2010. Quanto alle presunte ed infondate critiche sulla mia azione di amministratore, invito chi ha scritto il documento di Ad e chi avesse interesse a farmi conoscere i presunti errori commessi, a dirmi se sono a conoscenza delle azioni degli altri assessori, ovvero se sono stati mai da questi informati per iscritto sulla loro azione amministrativa come ha fatto sempre l’avvocato Spanò, e ciò a conferma che non vi era, come non vi è mai stata l’intenzione da parte di Di Santo e Brasiello di far funzionare seriamente gli organismi appositamente previsti.

L’unico errore commesso da parte mia è stato quello di non aver denunciato: 1) che l’asfalto in via Martiri atellani durante la campagna elettorale è stato steso senza che neanche l’assessore ai lavori pubblici lo sapesse; 2) che tutti i lavori, non solo di asfalto, interessassero tutta la via Martiri Atellani e non solo quella del lato Orta di Atella; 3) che i lavori sull’Ecocentro per la creazione di un canile fossero fatti con l’assenso e previa discussione condivisa con tutti; 4) che chi ha incassato il corrispettivo di appalto dei lavori sull’Ecocentro è persona diversa dai titolari delle due ditte aggiudicatrici; 5) che vi era una voce in giro sulla notorietà dei vincitori dei concorsi interni per le posizioni D1 prima dell’espletamento del concorso; 6) che vi era la stessa voce per quanto riguarda i vincitori del concorso nella multiservizi già prima dell’espletamento; 7) che il nominativo del revisore dei conti fosse noto già molto tempo prima del concorso; 8) che l’affidamento alla Multiservizi della gestione delle ville comunali avvenisse per permettere agli amici degli amici di essere assunti dalla nostra società in house; 9) che i lavori di imbianchino e di fabbro presso le ville e gli immobili comunali fossero fatti solo dalle ditte indicate dal sindaco e/o dall’assessore di turno; 10) che solo alcune ditte hanno fatto e fanno i lavori di manutenzione straordinaria, anche attraverso la Multiservizi, presso il comune; 11) che l’indicazione delle persone negli enti strumentali a cui partecipa il comune non fosse condiviso con tutti i membri della maggioranza; 12) che tutto quanto promesso in campagna elettorale in tema di incarichi ed altro non fosse mantenuto; 13) che la raccolta differenziata (documenti alla mano) non è partita un anno prima per colpa del sindaco e di Brasiello; 14) che il patto che sta alla base di Alleanza Democratica per S.Arpino è stato più volte violato con: A) la nomina degli assessori esterni, non previsti, nè condivisi, ma solo imposti; B) la candidatura per le provinciali, già concordata prima della tornata elettorale del 2008 e per iscritto tra Ernesto Capasso, Salvatore Brasiello ed Eugenio Di Santo alle spalle inconsapevoli di tutti. Mancava solo il partito per cui concorrere; C) il passaggio da parte del sindaco e di altri per l’Udc; D) allorquando l’allora segretario Bortone chiese e non ottenne la revoca delle deleghe a Maurizio Di Serio.

Se sono stati fatti degli errori vi chiedo di concedermi, da umile consigliere comunale, un confronto pubblico non solo sulla mia azione amministrativa ma anche su qualche altra azione a partire da quella del Sindaco e già che ci siamo parleremo dei concorsi sia interni che esterni, degli avanzamenti di carriera, delle modalità di assegnazione delle posizioni tra i dipendenti e di tante altre cose come quella di raccontare a tutti su come funziona l’amministrazione retta solo formalmente da Di Santo a partire dalle riunioni della giunta comunale. E se volete, poi, parleremo anche del servizio civile. Dimenticavo, ma tutto questo è stato discusso in piena democrazia in seno alla maggioranza e al tavolo politico. Il vostro documento del 2/5/2010, mi fa capire il pensiero del Sindaco e sicuramente di Brasiello; che il tavolo della maggioranza chiesto prima dall’Udeur e poi dal Pdl, che mi onoro ancora oggi di rappresentare, non verrà, così come per il passato, mai convocato perché avete paura.

Alla luce di tutto quanto innanzi, lette le vostre esternazioni, visto il vostro atteggiamento assolutamente non condivisibile, chiederò al Pdl nella prossima riunione di passare all’opposizione di questo sindaco per la sua arroganza, tracotanza ed atteggiamento poco incline alla democrazia avuto non solo nei miei confronti da quando si è insediato, il tutto condito dal fatto che le promesse elettorali non verranno mai mantenute con il conseguente tradimento da parte del sindaco verso la popolazione. Ma le vostre decisioni come vengono prese? Allo stesso modo?”.

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