Caserta

Custode della Reggia picchiato da venditore ambulante

 CASERTA. L’aggressione del custode della Reggia di Caserta avvenuta ad opera di un venditore ambulante abusivo, è l’ultimo di molti eventi del genere che avvalorano la preoccupazione e le azioni dei sindacati in merito alla questione sicurezza all’interno del monumento.

Cisl Fp e Uil Pa, hanno ribadito più volte, così anche nel corso dell’ultima riunione prefettizia la necessità di attivare forme di prevenzione per quanto riguarda la sicurezza del personale ma anche quella dei turisti all’interno del complesso vanvitelliano.

“Dopo l’ennesimo episodio di aggressione – commenta Rino Brignola, segretario generale Cisl Fp – dobbiamo riconoscere e convenire tutti che le posizioni espresse con forza, ormai da tempo dai rappresentanti dellla Cisl e della Uil, e sostenute nell’incontro prefettizio, sono infine quelle giuste: la questione sicurezza non è e non può essere una faccenda che riguarda esclusivamente il personale della Reggia. Vogliamo ricordare e lo faremo sempre, che l’emergenza prioritaria è quella della prevenzione. E’ certo cosa buona che i custodi facciano la propria parte ma ancor più è operare e metterli in condizioni di lavorare con serenità. Il fatto che siano anche personale di pubblica sicurezza non li mette infatti al riparo dalle vicende che abbiamo visto; non possiedono un’arma, non hanno mai fatto un corso di sicurezza e tutela, cosa potrebbero fare in casi estremi? C’è bisogno invece che ognuno faccia la sua parte, i custodi all’interno delle stanze e del parco, e tutti gli altri organi presenti all’interno della struttura e le istituzioni si attivino per fare anch’essi la propria parte. Come tutti sanno infatti, la Reggia contiene al suo interno altre strutture, l’Ept, la Scuola della Pubblica amministrazione, L’Aereonautica, in ognuno di questi enti, ogni giorno accedono persone che nulla hanno a che vedere con la visita turistica al complesso monumentale. Dunque è palese che non si può controllare l’accesso all’esterno, se non creando un ingresso riservato e separato per ognuno dei suddetti organismi. Cisl e Uil chiedono pertanto che vengano accelerate tutte procedure per l’attivazione dei tornelli e per la creazione della biglietteria separata, cosa che consentirà una migliore fruizione dell’intero impianto, sia monumentale che amministrativo”.

POLVERINO (PDL) SCRIVE A PREFETTO E QUESTORE. Con una nota al Questore ed al Prefetto di Caserta, il consigliere regionale del Pdl Angelo Polverino interviene sull’episodio. “E’ inconcepibile quello che succede. Questo è il risultato di anni di abbandono della Reggia. Lo stato di degrado lo denuncio da anni e nessuno è mai intervenuto. La soprintendenza in passato non si è mai preoccupata di porre rimedio. Ci sono state – continua il consigliere del Pdl – tante denunce, purtroppo cadute nel vuoto. Il disinteresse è stato sempre totale. Ma vogliamo dirci la verità fino in fondo? La storia della Reggia è legata ad incapaci amministratori, che hanno pensato a ben altro. A fare politica o troppo indaffarati a delinquere e a corrompere. Oggi chi ci va di mezzo sono i poveri custodi, che hanno sempre la peggio nell’affrontare i venditori, diventati padroni incontrastati della Reggia. E’ pur vero che loro devono vivere – continua Polverino – ma nessuno li autorizza a farsi ragione con la violenza. E’ arrivato il momento di disciplinare anche la loro attività. Insomma, una volta e per tutte o recuperiamo l’immagine della Reggia o perdiamo anche quel poco di turismo che ci è rimasto. Nella nota al Questore ed al Prefetto – conclude Polverino – ho evidenziato come è diventato praticamente impossibile per i turisti visitare la Reggia. Sono assaliti da ogni parte dai venditori abusivi, che cercano in tutti i modi di piazzare la loro mercanzia. Se la soprintendenza ha abdicato ad una propria funzione essenziale, allora è bene che intervengano sia il Prefetto che il Questore della città, per garantire l’ordine e la sicurezza pubblica. Bisogna pattugliare e istituire un drappello fisso davanti alla Reggia, onde evitare ulteriori situazioni di pericoli sia per l’incolumità dei dipendenti che dei turisti”.

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