Aversa

Chiusura monastero: l’altra verità. Annunciato sit-in in piazza

 AVERSA. Tecnicamente il monastero delle cappuccinelle sabato non chiuderà i battenti. Perché continui ad esistere, come comunità di religiose, basterà che siano sue ospiti soltanto tre suore.

Così, interessando solo cinque delle dieci suore oggi presenti, il trasferimento programmato per sabato ne lascerà nella struttura abbastanza perché continui ad esistere il monastero Maria Santissima Assunta clarisse cappuccinelle di via Castello, fondato nel 1599 e dichiarata di clausura nel 1680. E’ questa la verità sul futuro del monastero raccontata, chiedendo la copertura dell’anonimato per ragioni facilmente comprensibili, da chi conosce i fatti. Insomma dopo la verità raccontata dalla suora nell’sos lanciato mercoledì, oggi vi proponiamo quella dell’altra campana.

“Il trasferimento delle consorelle – esordisce la fonte – è stato deciso direttamente dalla Santa Sede a seguito delle risultanze di una verifica sull’andamento del monastero effettuata da due visitatori apostolici inviati da Roma”. “La verifica – continua – è durata tre anni e ha valutato la mancanza di un insieme di piccole cose che ha fatto saltare lo spirito comunitario che deve animare questo tipo di collettività”. “Il trasferimento delle cinque suore è finalizzato – sottolinea – a far si che questo spirito possa essere ritrovato da ciascuna delle suore. Che, attenzione, continueranno ad essere di clausura perché sono state tutte destinate ad essere ospiti in monasteri diversi, tutti di clausura”. “Quanto al futuro del convento posso affermare – aggiunge – che non c’è stata alcuna ispezione tecnica dei locali e che è falsa ogni ipotesi tesa a coinvolgere la Diocesi di Aversa e il Vescovo nella decisione di trasferire le suore. Perché da un lato le cappuccinelle, come le religiose di ogni altra congregazione, dipendono giuridicamente direttamente dalla Santa Sede, mentre il monastero, come struttura, è di proprietà esclusiva della congregazione a cui fanno riferimento le consorelle, in questo caso è proprietà dei francescani”. “Ne segue –conclude – che il Vescovo di Aversa non ha alcuna autorità nella vicenda. Il suo ruolo è solo quello di osservatore”.

Intanto, è notizia dell’ultima ora che sabato 15 maggio le suore non partiranno per mancanza di un documento necessario all’atto burocratico e che scenderanno in piazza familiari, amici, conoscenti e fedeli per far sentire il loro no alla partenza di quelle che chiamano “monache sante”.

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