Italia

Rapporto pedofilia e omosessualità: “Bertone si riferiva agli abusi”

 PARIGI. Parlare di un presunto rapporto tra pedofilia, celibato e omosessualità è costato caro al cardinale Tarcisio Bertone.

Le sue affermazioni hanno suscitato non poche plemiche scatenando una reazione durissima soprattutto da parte della comunità gay italiana. Oggi però gungono delle precisazioni in merito da parte del portavoce della Santa Sede padre Federico Lombardi che ha affermato: “Il segretario di Stato vaticano, nella sua conferenza stampa in Cile, si riferiva alla problematica degli abusi all’interno della Chiesa e non nella popolazione mondiale. Le autorità ecclesiastiche – ha aggiunto Lombardi – non ritengono di loro competenza fare affermazioni generali di carattere specificamente psicologico o medico, per le quali rimandano naturalmente agli studi degli specialisti e alle ricerche in corso sulla materia”.

Reazione stizzita anche da parte della Francia che, attravrso una nota del Ministero degli Esteri, attacca il segretario di Stato Vaticano: “La Francia ricorda il suo risoluto impegno nella lotta contro le discriminazioni e i pregiudizi legati all’orientamento sessuale e l’identità di genere. La prossima giornata internazionale contro l’omofobia, il 17 maggio, permetterà di ricordare la necessità di battersi contro i pregiudizi e le violazioni dei diritti dell’uomo legati all’orientamento sessuale”.

Pedofilia e omosessualità sono temi che nell’ultimo periodo stanno sconvolgendo il Vaticano e a sostegno del Pontefice la Consulta nazionale delle aggregazioni laicali, composta da sessantasette associazioni e movimenti ecclesiali italiani, ha annunciato che scenderà in piazza a Roma alla recita del Regina Coeli, domenica 16 maggio 2010, in Piazza San Pietro: “Vogliamo in questo modo – spiega una nota – stringerci visibilmente intorno a Benedetto XVI come figli col padre, desiderosi di sostenerlo nel suo impegnativo ministero, esprimendogli affetto e gratitudine per la sua passione per Cristo e per l’umanità intera. Il 16 maggio a Roma intendiamo consegnare nelle mani di Maria la nostra fedeltà al Santo Padre per il bene della Chiesa, nella quale facciamo esperienza della misericordia, unica risposta adeguata al bisogno di giustizia, che emerge dal cuore di ciascuno in questi momenti”.

Intanto la Corte Costituzionale ha rigettato i ricorsi sui matrimoni gay presentati dal tribunale di Venezia e dalla Corte di Appello di Trento che asserivano l’illegittimità di una serie di articoli del codice civile che impediscono le nozze tra persone dello stesso sesso: “La Corte Costituzionale – ha reso noto il Palazzo della Consulta – ha rigettato i ricorsi sui matrimoni gay dichiarando inammissibili le questioni sollevate dai Tribunale di Venezia e dalla Corte di Appello di Trento in relazione all’ipotizzata violazione degli articoli 2 (diritti inviolabili dell’uomo) e 117 primo comma (ordinamento comunitario e obblighi internazionali) della Costituzione. I ricorsi sono stati invece dichiarati infondati in relazione agli articoli 3 (principio di uguaglianza) e 29 (diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio). Le motivazioni – conclude la nota – della decisione si conosceranno nei prossimi giorni e saranno scritte dal giudice costituzionale Alessandro Criscuolo”.

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