Sant’Arpino

Candidatura Spanò, ecco la “verità” di Raffaele Lettera

Raffaele Lettera SANT’ARPINO. Il consigliere del Pdl Raffaele Lettera dà la propria versione della “storia” riguardante la criticata candidatura del vicesindaco Rodolfo Spanò alle elezioni provinciali nel collegio Orta-Sant’Arpino.

“Letta la dichiarazione dell’avvocato Spanò, – esordisce Lettera in una lunga nota – sono rimasto meravigliato dalle tante incongruenze e dalla poca chiarezza espositiva circa l’iter che ha portato la ‘forzata’ candidatura alle prossime elezioni provinciali dello stesso. Meglio precisare che l’incontro-riunione di Curti tenutosi il 3 febbraio scorso non è stato il solo avvenuto nella medesima sede e con i delegati del Pdl di Orta di Atella, ma è stato l’unico a cui il sottoscritto ha partecipato, mentre l’avvocato Spanò ha tenuto più incontri e tutti aventi ad oggetto la scelta del candidato alle prossime elezioni provinciali nel nostro collegio. Quando il sottoscritto ha partecipato (ribadisco: solo all’incontro tenutosi il 3 febbraio), rimaneva stupito del fatto che le due delegazioni dei partiti del Pdl avevano posizioni molto lontane, meglio dire totalmente contrapposte sulla figura del candidato alle provinciali, anzi la delegazione di Orta di Atella dichiarava di non poter garantire un valido aiuto elettorale se il candidato fosse un cittadino santarpinese poiché nella stessa Orta di Atella si attendeva con ansia di cominciare la campagna elettorale per un concittadino. Quanto affermato era del tutto sconosciuto allo scrivente ed al dottor Gennaro Vitale, designato candidato dalla delegazione Pdl di Sant’Arpino, contrariamente a quanto asserito dallo stesso Spanò, il quale aveva più volte confermato di aver stretto un accordo sulla certa candidatura del dottor Vitale in cambio di un appoggio fattivo per le prossime elezioni amministrative comunali ad Orta di Atella, all’epoca ancora attese per il mese di novembre, e non solo. L’incontro terminò senza alcun accordo sulla persona da designare quale candidato, si rischiò una rottura, anche dovuta al fatto che Domenico Damiano, presidente del Pdl ortese, contrapponeva al discorso tenuto da Spanò, che nel precedente incontro, sentiti i nomi scelti dai delegati di Orta di Atella, aveva dichiarato che l’unico che poteva avere il consenso anche dalla delegazione santarpinese fosse il nome proprio del Damiano. Siccome la situazione era arrivata allo stallo, nell’imbarazzo dei partecipanti all’incontro, si decideva di delegare la scelta del candidato alle provinciali agli organi regionali e non di proporre il nome di Spanò. Quindi l’idea del candidato nella persona del dottor Gennaro Vitale non apparteneva alle due delegazioni, ma solo a quella santarpinese. Di conseguenza, avendo lo stesso dottor Vitale accolto con amarezza l’andazzo dell’incontro, dichiarava al tavolo di non essere pronto alla candidatura, per le troppe divergenze di opinione fra i partiti della Pdl di Orta di Atella e Sant’Arpino, e per il fatto non trascurabile che la sezione di Sant’Arpino era divisa in più fazioni, difficili da riunire e, successivamente, individuava i responsabili di questa incresciosa situazione, ripercorrendo la storia passata delle vicende del circolo di An santarpinese. Per tali motivi il dottor Vitale rinunciava definitivamente alla possibile candidatura e dichiarava la sua disponibilità ad appoggiare il candidato ortese”.

Quindi, come sostiene Lettera, fino a martedì 9 febbraio il candidato non era il dottor Vitale, al contrario di quanto affermato dall’avvocato Spanò. “Prima di passare agli accadimenti del martedì – continua a raccontare Lettera – serve, per fare chiarezza, riferire i fatti accaduti domenica 7 febbraio. L’avvocato Spanò, solo lui, senza avvisare il sttoscritto, teneva un incontro con la delegazione di Orta di Atella e con la coordinatrice Adriana Dell’Amico, dove prendeva accordi circa la candidatura provinciale, alla quale Orta di Atella rinunciava in base alla sola motivazione di non avere i numeri sufficienti a garantire un risultato positivo, un discorso totalmente differente a quanto affermato da mesi dallo stesso Pdl ortese. Per chiarezza mentale, i componenti della Pdl di Orta hanno dal primo momento chiesto a gran voce che il candidato per le provinciali fosse scelto tra quelli proposti dalla propria delegazione, avendo gli stessi investito tempo e denaro ed avendo sostegno e voti a sufficienza per appoggiare qualsiasi candidato sia per le elezioni provinciali che per le elezioni amministrative comunali. Confermavano di avere, poi, dalla loro parte tutti quei cittadini ortesi ed erano in grande numero, che oltre ad apprezzare la loro idea di cambiamento politico erano stufi ormai di scoprire i soliti ‘scheletri negli armadi’ delle passate amministrazioni comunali. Tutto questo, e non sembra poco, il giorno 7 febbraio, domenica, era sparito per magia. Poi di altri accordi, se ce ne sono stati nella medesima sede, il sottoscritto non ne è a conoscenza, perché solo questo gli è stato riferito e null’altro, stante l’assenza”.

E qui Lettera prosegue con gli eventi del martedì: “Nel primo pomeriggio Spanò si recava presso lo studio di Vitale e dopo aver ricevuto, sempre per gli stessi motivi conosciuti benissimo dall’avvocato, il rifiuto alla candidatura si allontanava. Lo stesso Spanò si recava all’ennesimo incontro con i delegati di Orta di Atella, invece di palesare le perplessità circa la candidatura alle provinciali e relative problematiche, sottoscriveva il documento per la proposta della propria candidatura. Il sottoscritto veniva avvisato della scelta di Spanò solo telefonicamente verso le ore 14.30 circa e inutilmente cercavo di convincere lo stesso sulla inopportunità della candidatura e sui dubbi circa il passo indietro della delegazione di Orta di Atella, quasi per magia e non supportato da alcuna motivazione valida tanto da far pensare ad altri accordi sottobanco. L’inopportunità nella designazione del candidato nella persona dello Spanò era dovuta soprattutto a quanto emerso nelle riunioni del circolo, nelle quali si era da sempre sostenuto che i consiglieri comunali del Pdl non fossero i candidati giusti, dapprima per ricucire il partito, poi per dare, giustamente, l’opportunità agli altri iscritti di partecipare fattivamente alla vita politica, riconoscendo agli stessi un ruolo importante per la formazione del partito ed il sostegno da sempre dato ai consiglieri eletti. Quanto premesso, martedì, era stato dimenticato. Spanò, forse ha dimenticato, anche il ruolo che ricopre nella qualità di coordinatore cittadino del Pdl di Sant’Arpino, il quale impone l’obbligo, nelle circostanze connotate da una certa delicatezza, di riunire il direttivo per le opportune scelte. Stante l’assenza di tale organo, Spanò doveva riunire gli iscritti al partito per sottoporre il problema e discutere sulle possibili soluzioni in modo tale che il risultato fosse connotato dall’unicità di scelta del candidato, anche se tale scelta fosse ricaduta sullo stesso Spanò. Forse se una riunione, che il sottoscritto ribadisce assolutamente necessaria, ci fosse stata avrebbe rovinato un piano già organizzato? Forse, la candidatura ‘forzata’ di Spanò è dovuta al fatto che lo stesso non voleva fare brutta figura dato che più volte, dall’inizio di questa amara avventura, ha sempre confermato che quale risultato di accordi passati il candidato provinciale oggi toccasse a Sant’Arpino. Gli accordi su cui basava tale scelta Spanò, si riferivano alla designazione delle candidature nella passata tornata elettorale provinciale, in cui a Sant’Arpino toccò il candidato di Forza Italia ed ad Orta di Atella quello di Alleanza Nazionale, pertanto in ragione di ciò per le prossime elezioni il candidato di An sarebbe oggetto di scelta del partito santarpinese. Ma oggi An e Fi sono convogliati nel Pdl e quegli accordi non avevano più valore. Anche questo è stato dimenticato dallo Spanò?”.

Lettera poi dice di aver appreso che anche il senatore e vice coordinatore provinciale del Pdl Gennaro Coronella, tenuto un colloquio telefonico con il dottor Vitale, “non è contento della scelta operata dall’avvocato Spanò ribadendo che la migliore era quella di designare come candidato un altro”. “Allora quali appartenenti al direttivo regionale appoggiano la candidatura?”, si chiede Lettera, che aggiunge: “Il regista occulto, poi, certamente non esiste per i fatti accaduti a Sant’Arpino poiché se fosse necessario individuare un regista occulto quello certamente appartiene ad un’altra realtà dove si studia il modo di far ricadere la scelta su più candidati santarpinesi possibili per ottenere la frammentazione dei voti, spaccature interne ai partiti e non solo, con l’unico scopo di avere campo libero nella propria cittadina. Poi bisogna sottolineare che la candidatura alle provinciali di un santarpinese è qualcosa di veramente importante, non è un mettersi alla prova personalmente, ma è l’opportunità di dare voce alle esigenze del paese nell’organo immediatamente superiore al comune con il solo scopo di far crescere la comunità a cui noi apparteniamo”.

Lettera lancia infine un monito a Spanò: “Il coordinatore non fa il partito, ma è il partito che fa il coordinatore”.

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