Caserta

Policlinico, prorogata cassa integrazione dopo intervento di Stellato

Giuseppe Stellato CASERTA. “Concessione trattamenti in deroga art.2 comma 36 L 203/08 D.I. n.46449 del 7/7/09, per gli accordi Istituzionali dell’11/3/09 e 21- 28/07/09 – Accordo Quadro del 27/4/09 – …

…e con Delibera Giunta Regionale n. 1209 del 7/7/09, Convenzione con Direzione Regionale Inps del 9/7/09 Concessione proroga Cigs in deroga al 31/12/2009….”.

Così cita il documento pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Campania. Non una soddisfazione definitiva ma quanto meno un palliativo che concederà del respiro ai 200 lavoratori utilizzati nel cantiere del Policlinico fermi da troppo tempo. Nell’ultima interrogazione a riguardo, il consigliere regionale del Pd Giuseppe Stellato aveva espressamente chiesto di sapere quali atti la Giunta Regionale intendesse intraprendere affinché fosse completato il processo di stabilizzazione di tutto il personale precario “stabilizzabile” ivi compreso quello non disciplinato dalle norme indicato in premessa e nelle more se si intendesse rinnovare i contratti atipici esistenti; inoltre se si intendesse definire un complessivo programma di assunzioni, contemperando le esigenze di qualità e continuità del servizio con i vincoli derivanti dal contenimento delle spesa pubblica. Il tutto rammentando che “Per rispondere ad esigenze temporanee ed eccezionali le amministrazioni pubbliche possono avvalersi delle forme contrattuali flessibili di assunzione e di impiego del personale previste dal codice civile e dalle leggi sui rapporti di lavoro subordinato nell’impresa, nel rispetto delle procedure di reclutamento vigenti”.

“La questione del Policlinico – commenta il consigliere – va risolta a 360 gradi, da qualunque angolazione la si guardi, considerando tutte le implicazioni di cui abbiamo più volte discusso, sociali, economiche, di sviluppo ecc. Il caso più urgente però, che merita decisamente una risposta necessaria ovviamente è quello relativo ai lavoratori, i quali hanno purtroppo un’urgenza che esula dalla tempistica tecnica. Due mesi di proroga non possono certo dirsi una soluzione definitiva, ma quanto meno danno un’ombra di respiro ad una situazione che per questi uomini e per le loro famiglie è divenuta decisamente insostenibile”.

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