Italia

Rutelli fonda “Alleanza per l’Italia”

Rutelli e TabacciROMA.Francesco Rutelli e Bruno Tabacci lasciano rispettivamente il Pd e l’Udc per creare “Alleanza per l’Italia”, nuovo movimento che sarà presentato a Parma i prossimi 11 e 12 dicembre.

Il simbolo scelto dall’ex leader della Margherita per rappresentare il nuovo partito è una scritta “Alleanza X l’Italia”, con il simbolo della “x” per metà verde e per metà rosso al posto della parola “per”. Non si tratta di una scelta definitiva, spiega il presidente del neonato movimento: “Sarà lanciata una consultazione online per arrivare al simbolo che poi resterà”.

“Il Pd è andato a sinistra. Io lo rispetto, ma noi abbiamo creato un movimento in grado di unificare le forze democratiche, riformiste e liberali per migliorare questo nostro paese” ha sottolineato Rutelli in conferenza stampa. E alla domanda su quale sarà il rapporto con Pier Ferdinando Casini, l’ex esponente dei del Pd ha risposto: “Ci sarà una collaborazione molto presto”. Da parte sua il numero uno dei centristi scherza sulla nuova forza politica creata da Rutelli e dall’ex compagno di partito Tabacci. Casini, infatti, ha voluto fare una battuta sul nome del nuovo partito riconducendolo a un noto spot di una società petrolifera: “Con Api si vola”, ha detto Casini. “Non scherzo – ha afferma il leader dell’Udc-, è bellissimo: con Api si vola”.

Nel frattempo il neonato partito di Rutelli incassa il sostegno e l’adesione di diversi fuoriusciti dal Pd. Come nel caso di Linda Lanzillotta, ex ministro, che ha annunciato l’addio ai democratici. “È stata una scelta sofferta, maturata negli ultimi mesi” spiega Lanzillotta, mettendo in guardia i democratici: altri lasceranno. “Sento un disagio diffuso”, aggiunge l’ex ministro in un’intervista al Corriere della Sera. “È fallito un progetto al quale ho molto creduto, – prosegue – il rinnovamento della cultura politica, la modernizzazione del Paese. Il Pd non è riuscito a fondere le culture tradizionali con quelle innovative”. Le primarie, dice, sono state “un punto di svolta in cui si decideva se continuare con il progetto originario o riesumare le vecchie identità, più rassicuranti ma inadeguate. Si è scelta la seconda strada”. “Bersani è stato il punto d’approdo della crisi, che credo irreversibile”. Lanzillotta osserva che “il Pd ha già rimosso le componenti della cultura liberale e ambientalista. È approdato nel gruppo socialista in Europa e ha mantenuto un collateralismo con il sindacato. Se non vuole essere destinato alla marginalità ha bisogno che qualcuno rappresenti l’altro pezzo della cultura riformista. Noi restiamo nell’area di centrosinistra, ma miriamo ad assorbire parti dell’elettorato del centrodestra”. Assieme a Lanzillotta lasciano i democratici anche i senatori Franco Bruno e Carlo Gustavino e il deputato Massimo Calgaro. Resta, invece, la “teodem” Paola Binetti.

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