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Rinviato processo Denise, la madre scrive a Napolitano

Piera MaggioMARSALA. Sembrava fosse arrivato il momento di far chiarezza e dare quelle risposte a Piera Maggio, la madre della piccola Denise Pipitone, scomparsa un pomeriggio di maggio del 2004. Ma dopo cinque anni dal tragico evento questo non è ancora possibile.

È stata rimandata, infatti, al 15 dicembre l’udienza preliminare, stabilita per il 24 novembre, che avrebbe potuto dare il volto al colpevole. A deciderlo è stato il Gup di Marsala, Luciana Fontana, che si è riservata di riflettere sull’istanza mossa dal legale dell’unica indagata, Jessica Pulizzi, sorellastra della scomparsa. L’avvocato Gioacchino Sbacchi ha chiesto che l’imputata sia giudicata dal Tribunale dei Minori, in quanto al momento del fatto era minorenne. Questo ha permesso di rimandare quell’udienza a cui la stessa Jessica non sarebbe stata presente, come ha dichiarato in una lettera fatta pervenire in tribunale. Con la missiva, l’indagata ha dichiarato ancora una volta la sua innocenza, motivando la sua assenza per non subire la pressione dei media. Il Gup, però, ha preferito non esprimersi sulla decisione del padre, Piero Pulizzi, di volersi costituire parte civile, non tanto per le accuse rivolte verso la figlia maggiore, quanto per sapere tutta la verità sulla scomparsa di Denise.

Ma tutto questo a Piera Maggio non serve. Non vuole più parole, ma solo giustizia per quella piccola creatura che crede ancora viva, che spera un giorno di poter riabbracciare. L’ultima volta che ha visto Denise è stato un pomeriggio caldo di maggio, mentre la bambina giocava in cortile con i suoi cuginetti. E da allora non ha tolto più quell’immagine dalla sua mente. Non ha smesso di cercare quella sua unica bambina. Piera, che molto spesso si è sentita sola, abbandonata nel suo dolore, ha sempre dovuto muoversi con le proprie forze, nonostante quelle piste mai veritiere che di tanto in tanto le arrivavano dagli inquirenti. Molte volte si è sentita vicina a lei, a quella figlia cheha creduto fortemente di poter ritrovare. Infatti, dopo alcuni mesi dalla sua scomparsa le fu consegnato un video in cui compariva una bambina, molto simile a sua figlia, che si trovava in strade milanesi, con una famiglia di zingari mentre chiedeva l’elemosina.

Tanta è stata anche l’attivazione dei mass media che hanno sempre dato spazio alla voce di quella madre disperata. E ora, dopo “l’ennesima beffa”, Piera Maggio dice, in una lettera rivolta al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che “non è possibile che a cinque anni dalla scomparsa sia stata fatta soltanto un’udienza preliminare. Non si conoscono, poi, i motivi di questo rinvio”.

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