Italia

Roma, libertà di stampa: “Siamo in 300mila”

Piazza del PopoloROMA. Migliaia di persone si sono radunate in piazza del Popolo, a Roma, per partecipare alla manifestazione per la libertà di stampa organizzata dalla Federazione nazionale della Stampa.

Almeno300milai partecipanti, secondo le stime della Fnsi.Al centro della piazza campeggia un grande palco tratteggiato di bianco, ai lati due maxi schermo. Tantissimi gli striscioni e le bandiere della Cgil e di partiti,come Pd, Idv e Rifondazione. Tanta la gente comune che si presenta con le magliette distribuite e le bandane dalla Federazione e dalla Cgil con slogan ‘No all’informazione bavaglio’.

La manifestazione ha reso omaggio alle vittime della sciagura di Messina con un minuto di silenzio.

Sul palco sono saliti Franco Siddi, segretario generale della Federazione, Valerio Onida, presidente emerito della Corte Costituzionale, e lo scrittoreRoberto Saviano. Tra i politici presenti il segretario del Pd Dario Franceschini, David Sassoli, Nicola Zingaretti, Fausto Bertinotti ed il segretario confederale della Cgil Guglielmo Epifani.

“Combattiamo per la serenità di lavorare senza doverci aspettare ritorsioni. Quello che sta accadendo in questi giorni dimostra che verità e potere non coincidono mai”, dice Roberto Saviano, autore di “Gomorra”. “Quello che è accaduto a Messina è il frutto non della natura, ma del cemento. Se chi permette a chi scrive di farlo secondo coscienza e senza pressioni, tragedie come questa potrebbero essere evitate. Onore è una parola che la mafia ci ha rubato. Questo termine oggi è stato recuperato. Ma non bisogna dimenticare che qui vicino, in una via molto famosa, sono stati sequestrati dei ristoranti di proprietà della n’drangheta. Oggi, però, abbiamo dimostrato che questo Paese vuole ritrovare il suo onore”.

Franco Siddi, segretario generale della Fnsi, invita il premier Berlusconi “a ritirare il ddl Alfano sulle intercettazioni” e “le cause intentate contro i giornalisti”. “Al premier, al Parlamento e al governo – afferma Siddi – chiediamo di cancellare le norme che vietano l’esercizio del diritto di cronaca, e di consentire che le indagini giudiziarie possano svolgersi secondo l’indipendenza della magistratura. Al presidente del Consiglio chiediamo anche di cessare la campagna di accuse contro i giornalisti, di smetterla di additarci come farabutti e di dire finalmente la verità. Chiediamo all’onorevole Berlusconi e a tutti i politici che hanno intentato azioni legali contro i giornalisti – ha insistito Siddi – di ritirare le cause”.

“Questa è una grande prova della società italiana, della società civile che ha ancora la capacità di indignarsi”, ha detto Franceschini.”Questa piazza è la miglior risposta a chi definisce una buffonata la necessità di manifestare per la libertà di stampa”, dice Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo 21. “Questa piazza – insiste Giulietti – saprà difendere anche la libertà delle donne e degli uomini di destra, dileggiati per aver espresso un punto di vista diverso rispetto a quello del presidente editore. Il miglior sponsor di questa manifestazione è stato Berlusconi, il quale ha sostenuto che in Italia c’è talmente libertà di stampa al punto che vanno in onda 4 o 5 trasmissioni che non gli piacciono. Parole di un sovrano sul viale del tramonto”.

A Piazza del Popolo confluirà anche il corteo dei lavoratori della scuola a cui hanno aderito Flc-Cgil e Gilda. Come spiega la Federazione Lavoratori della Conoscenza-Cgil, si tratta di “un’altra importante occasione, nel percorso di mobilitazione e di lotta contro la precarietà e contro la politica scolastica di questo governo, per sostenere la piattaforma rivendicativa presentata lo scorso 15 luglio”. Per le strade della Capitale, sfilerà anche un secondo corteo di precari della scuola, quello dei Cobas: partenza da Santa Maria Maggiore e arrivo al ministero dell’Istruzione a Trastevere. A termine del corteo, sulle scale del ministero, si svolgerà l’assemblea dei precari per fare un bilancio del movimento e proporre le future iniziative.

“È una mobilitazione, sviluppatasi in tutta Italia, contro la politica scolastica di Tremonti-Gelmini che, in spregio a qualsiasi progetto didattico e culturale, sta ingigantendo il distruttivo immiserimento della scuola pubblica praticato anche dai governi di centrosinistra, tagliando circa 60mila posti di lavoro, scuole, classi ed espellendo in massa i precari/e in base a sciagurate motivazioni finanziarie”, dice Piero Bernocchi, portavoce nazionale dei Cobas. “E’ grave – aggiunge Bernocchi – che, di fronte ad un appuntamento di lotta così importante per la scuola, la ‘cattiva politica’ dei partiti e sindacati di centrosinistra (che con i governi Prodi hanno sostenuto politiche analoghe a quelle berlusconiane), nell’intento di opporsi a Berlusconi come persona e non come politica, manifestino per la libertà di stampa (mai garantita quando erano al governo) nello stesso giorno, ora e città dei precari; ed ancor più grave che vogliano sottrarre – con il corteo della Cgil e dei partiti di centrosinistra – gruppi di precari dalla mobilitazione verso il Ministero per rimpinguare la loro manifestazione”.

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