Campania

“Strade Sicure”, intervista all’onorevole Paglia (Pdl)

Gianfranco PagliaCASERTA. Questa intervista all’onorevole Gianfranco Paglia, già ufficiale della Brigata Paracadutisti della “Folgore”, cade in un momento particolarmente delicato della vita del nostro Paese.

Avevamo programmato l’intervista prima del 17 settembre scorso, quando a Kabul, nello scoppio di un’autobomba, trovavano la morte sei paracadutisti della Folgore, “eroi” morti per proteggere la Pace nei tormentati scenari internazionali dove l’Onu, con apposite risoluzioni, ha dato mandato ad una forza multinazionale di intervenire. A distanza di tre settimane dall’attentato terroristico, passata l’ufficialità delle esequie di Stato, seppure con il cuore ancora gonfio di commozione, abbiamo parlato con il deputato del Pdl dell’operazione “Strade Sicure” nella provincia di Caserta.

Onorevole Paglia, secondo il suo punto di vista l’impiego dell’Esercito a fianco delle forze dell’ordine si è rivelato efficace? Non si corre il rischio di una “militarizzazione” del territorio?

Sono i fatti che parlano da soli. Vi è stato un sensibile calo della criminalità e non credo che alla gente perbene dia fastidio vedere uomini e donne che garantiscono maggiore sicurezza nellenostre città. In altre nazioni avviene la stessa cosa, da turisti non ci facciamo caso perché non conosciamo le differenti divise del luogo.

Iniziata il 4 agosto 2008, l’operazione “Strade Sicure” è stata prorogata per ulteriori due semestri a decorrere dal 4 agosto 2009. Le attività svolte in tale ambito fanno capo ai prefetti di province comprendenti aree metropolitane e/o aree densamente popolate, designati dal Ministero dell’Interno. Alla scadenza del prossimo mese di dicembre, Lei ritiene che la presenza delle donne e degli uomini dell’Esercito italiano debba essere prorogata?

Sinceramente non ci vedrei nulla di strano anche perché se ci sono dei buoni risultativorrà dire che la presenza dei nostri militari serve. Mi sembra che proprio nel casertano i risultati sianostati ottimi, come rimarcato nella recente visita del ministro Maroni.

Con l´operazione “Partenope”, promossa alla fine degli anni ‘90, era stato chiesto all´Esercito di dedicarsi prevalentemente alla sorveglianza di obiettivi “sensibili” come il carcere di Poggioreale ed il Palazzo di Giustizia. Stavolta il cuore del dispositivo è tra la gente, nei luoghi maggiormente affollati della città e lungo i percorsi preferiti dai visitatori. Ciò vuol dire che dagli anni ottanta ad oggi la criminalità in Campania è aumentata?

No, è migliorata la professionalità dei nostri militari visto che quando operano all’estero fanno esattamente la stessa cosa ma con rischi maggiori. Il nostro è un esercito di professionisti che in territorio straniero svolge compito di controllo senza bisogno di nessun supporto come invece richiesto quida noi.

Il numero dei militari di “Strade Sicure” è aumentato e sono anche impegnati in altre città italiane. L’Esercito Italiano non corre il rischio che l’addestramento dei suoi uomini scenda al di sotto della soglia minima per le operazioni di “peacekeeping” fuori area?

Assolutamente no in quanto la priorità resta e resterà sempre l’addestramento del nostro esercito e poi le garantisco che ai nostri militari piaceessere utili e servireil proprio Paese. Il duro addestramento al quale sono sottoposti deve sempre avere un fine, il potersi rendere utile è per loro gratificante.

Gli organici dei Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza, Corpo Forestale, sono molto carenti, il Governo potrebbe valutare la possibilità che quei militari che hanno prestato la loro opera in questi mesi possano transitare, a domanda, negli organici delle forze dell’ordine? In fondo hanno svolto una servizio sul terreno che molto spesso, specialmente in provincia di Caserta si è rivelato essenziale anche per la cattura di numerosi latitanti.

Le Forze dell’Ordine non possono essere un ripiego per nessuno e comunque già c’è la possibilità per chi lo desideri di transitare nelleforze dell’ordinee poi ripeto ciò che viene svolto nelle nostre città rispecchia in buona parte ciò che avviene in altri teatri operativi.

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