Caserta

Congresso Pd, Stellato: “Si apra un dialogo con l’Udc”

Giuseppe StellatoCASERTA. Ottobre non è poi così lontano, quando si deciderà l’assise del partito, con il congresso dell’11 e le primarie del 25.

Il treno delle candidature e delle alleanze è ormai partito e nell’intero paese, ma per quel che più opportunamente ci riguarda, in provincia di Caserta, incontri e sinergie sono più che decisivi per delineare quello che sarà il futuro di questo partito per i prossimi non facili tempi. La pensa così il consigliere regionale Giuseppe Stellato, che ha già confermato e ribadito il proprio appoggio alla candidatura nazionale di Pierluigi Bersani e a quella regionale di Enzo Amendola, e che pone una soglia alta d’attenzione all’alleanza con l’Udc casertano.

“Considerato il quadro politico del momento e le condizioni socio-politiche del nostro territorio, riteniamo che, in vista del Congresso di ottobre, il tema fondamentale della discussione deve essere quello di un’individuazione concreta della politica delle alleanze, che possa portare il Pd ad essere protagonista in un’opera di rilancio in Terra di Lavoro. Risulta quindi fondamentale aprire un dialogo anche serrato con l’Udc che, oggi, in provincia di Caserta, rappresenta punto di riferimento dell’elettorato moderato unitamente al Partito Democratico. In sostanza, la parte moderata che si riconosce nei valori tradizionali del centro, si colloca ormai storicamente tra il Pd e l’Udc ed è quindi evoluzione naturale quella di cogliere in un momento di sintesi quelle che sono state esperienze diverse ma che presentano significativi aspetti comuni. Non va sottaciuto poi che gli interessi del meridione hanno visto anche nel voto politico dell’Udc una presa di distanza rispetto al governo di centro destra (vedi il voto contrario sul federalismo fiscale) per cui una vera battaglia di riequilibrio tra le diverse parti del paese non può che passare attraverso una ricostruzione di quella parte centrista che ha sempre guardato al sud come una risorsa e non come un problema. Non credo invero, che la costituzione di nuove agenzie possa costituire sicuro elemento di ripresa se alla base non vi è una seria consapevolezza del problema meridionale, che oggi rappresenta la vera questione paese. Il nostro territorio non è affatto lontano dalla questione meridionale, anzi ne costituisce una punta avanzata, ove si consideri il tasso di disoccupazione, i problemi infrastrutturali, il problema sicurezza. Sono questi aspetti decisivi, sui quali e per contrastare i quali, va costruita una chiara linea progettuale che non può che passare attraverso una modifica della classe dirigente e di assetti di gestione, che fino ad oggi non hanno certo contribuito allo sviluppo del territorio”.

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