Marcianise - Capodrise - Portico - Recale - Macerata Campania

“Noi voci di donne”, progetto contro il bullismo

Pina Farina MARCIANISE. Stop al bullismo. Questo il motto dell’associazione “Noi Voci di Donne” di Marcianise che ha sottoscritto e firmato il protocollo d’intesa, per la realizzazione del progetto “Gli altri siamo noi – Individuazione e prevenzione del disagio scolastico e socio ambientale e del bullismo”.

Il progetto, promosso e organizzato dall’Istituto Comprensivo del “Villaggio dei Ragazzi” di Maddaloni, guidato dal dirigente scolastico, professor Francesco Vuolo, ha coinvolto diversi rappresentati della scuola di ogni ordine e grado, istituzioni sindacali e politiche, operatori sociali, genitori, alunni e associazioni. Il bullismo, fenomeno in crescita all’interno della scuola, è il prodotto più immediato del processo sopra appena delineato. La relazione asimmetrica, che s’instaura tra vittima e bullo, sembra prefigurare il cliché relazionale che determinerà successivamente i rapporti sociali dell’individuo adulto fino a derive contigue alla criminalità organizzata.

Dare risposte adeguate a situazioni problematiche solo in apparenza individuali, rese ancora più complesse dai repentini mutamenti socioeconomici, a cui è sottoposto il contesto territoriale di riferimento, è compito non facile con gli strumenti oggi a disposizione degli enti locali e delle Istituzioni sia assistenziali che formative. Le agenzie territoriali sia pubbliche che del privato sociale sono chiamate, dall’emergere dei nuovi bisogni, a dotarsi di strumenti capaci di sostenere la propria missione con azioni efficaci oltre che efficienti.

Diversi gli obiettivi del progetto: la necessità di attivare uno sportello informativo (Osservatorio territoriale), che sia in grado di raccogliere le richieste di intervento sul disagio e al contempo di essere un punto di verifica e raccolta nonché diffusione delle buone pratiche realizzate in tema di superamento delle criticità sopra accennate; avviare un percorso condiviso di progettazione dando vita ad un convegno preparatorio per reclutare personale docente, figure professionale degli enti locali, volontari da formare per lo sportello informativo e per il monitoraggio del territorio; creare una rete interistituzionale e organizzazioni del volontariato per attivare percorsi formativi informativi che mettano le famiglie ed i giovani nelle condizioni ottimali di scelte consapevoli sia sul piano scolastico che su quello formativo/professionale; presentare progetti relativi agli argomenti suddetti con l’obiettivo di coinvolgere famiglie e studenti per orientarne scelte scolastiche e formative/lavorative; progettare e realizzare un primo percorso formativo/informativo che porti i membri delle comunità individuate (scuole, quartieri, centri sociali) a discutere partendo dalla visione del documentario: “Gli altri siamo noi. No al bullismo, no alla violenza” che riporta l’esperienza pluriennale di intervento su minori con forte disagio.

Coinvolta in prima linea nel progetto è la presidente dell’associazione ‘Noi voci di Donne’, Pina Farina (nella foto). “Il fenomeno del bullismo, sempre più diffuso nelle scuole di ogni ordine e grado – spiega Farina – riguarda maschi e femmine e si manifesta, soprattutto, in ambito scolastico, ma anche in strada, nei locali e nei luoghi di ritrovo. In Italia, un ragazzo su due subisce episodi di violenza verbale, psicologica e fisica. Il 33% è una vittima ricorrente. Bisogna evitare che il bullismo manifestato a scuola ( come in altri ambienti ) sia fonte di seri danni per altre persone, vittime innocenti di quello che è oramai una vera e propria calamità sociale. Troppe sono le vittime – rincara Farina – e troppo è il silenzio, scuole e violenza sono termini che non devono andare affiancati: inevitabile, per le vittime e non solo, sarebbe aggiungere a questo terribile binomio la parola paura. Derisioni, umiliazioni, lesioni, minacce, rabbia, notti insonni. E’ ora di dire stop al bullismo, – conclude il presidente di ‘Noi Voci di Donne’ – è ora di dire stop al mobbing tra i banchi di scuola, è ora di dire un forte si alla legalità e al rispetto”.

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