Esteri

Barack Obama parla al Medio Oriente

Barback ObamaIL CAIRO (Egitto). L’atteso discorso del presidente americano Barack Obama ha affrontato tutti i temi più importanti relativi al rapporto tra gli Stati Uniti e il Medio Oriente.

Questo il discorso che Obama ha tenuto presso l’Università de Il Cairo: “Sono qui per cercare un nuovo inizio. Dobbiamo fare uno sforzo per rispettarci a vicenda. Non siamo in contrapposizione, possiamo arricchirci a vicenda. Certi cambiamenti non avvengono in un giorno, ma dobbiamo provarci. Gli eventi in Iraq hanno ricordato all’America la necessità di usare la diplomazia e creare consenso internazionale per risolvere i nostri problemi ogni volta che è possibile. Perché siamo una società che nasce dalla ribellione ad un impero, una nazione in cui tutti hanno la possibilità di realizzare se stessi.

C’è un pezzo di mondo musulmano in America e noi abbiamo sempre fatto di tutto per difenderne le prerogative e i diritti. In ognuno dei nostri Stati, ad esempio, c’è una moschea. L’intervento militare in Afghanistan è stato inevitabile. Diversamente quello in Iraq, che è stata una scelta e che è stato contestato anche nel nostro Paese. E’ molto meglio oggi la vita senza Saddam Hussein, ma è necessario un Iraq libero che vada avanti con le proprie gambe e per questo gli Usa ritireranno tutte le truppe entro il 2012, senza lasciare nel Paese alcuna base militare. Ci sono già state troppe lacrime e per questo è importante che Gerusalemme interrompa la politica degli insediamenti. Pensiamo quanto è difficile la vita nei campi profughi e nelle zone occupate dall’esercito israeliano. Lanciare razzi che uccidono bambini che dormono o donne che salgono su un autobus non è segno di potere.

La soluzione che prevede due Stati per due popoli è l’unica soluzione. Tutti noi, dobbiamo lavorare per il giorno in cui Gerusalemme sará il luogo dove tutti i figli di Abramo potranno mescolarsi in pace. Nessuna nazione dovrebbe interferire sulle scelte energetiche degli altri. L’Iran dovrebbe avere accesso al nucleare pacifico, ma deve aderire al Trattato di non-proliferazione. Il confronto sul controverso programma nucleare iraniano è in ogni casouna svolta decisiva. Washington è pronta ad andar avanti senza condizioni preliminari. Un approccio che aiuterà a prevenire una corsa agli armamenti nucleari in Medio Oriente. Ma la Casa Bianca procederà al contempo con coraggio, rettitudine e risolutezza nei confronti della repubblica islamica.

Sappiamo che il ruolo degli Stati Uniti lo scorso secolo nella destituzione del governo iraniano democraticamente eletto e che sarà difficile superare decenni di sfiducia. Esiste la reale necessità di lavorare per una sempre maggiore estensione dei diritti civili e per la parità tra uomo e donna, per la libertà religiosa in ogni parte del mondo e per fare sì che lo sviluppo economico e la globalizzazione creino opportunità ovunque, e non siano al contrario causa di problemi. Il mio augurio è che tutti i popoli del mondo possono vivere in pace tra loro. E’ questo il disegno di Dio”.

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