Caserta

195° Anniversario Arma Carabinieri, al colonnello Burgio medaglia al valore

Carmelo BurgioCASERTA. Vedere il Colonnello Carmelo Burgio, attuale comandante provinciale dei Carabinieri, avanzare con passo marziale da vero militare e con il lato sinistro della gloriosa divisa dell’Arma pieno di onorificenze, …

… allora ti rendi conto di avere davanti una persona fuori del comune, un coraggioso che anche venerdì pomeriggio, nel corso della sua allocuzione al 195° anniversario dell’Arma dei Carabinieri in Piazza Ruggiero a Caserta, ha espresso chiaramente il vero senso dell’essere Carabiniere: “Il Carabiniere – ha detto Burgio – opera in silenzio”.

Ecco, sta tutta qui la sua vita: lavorare in silenzio. Mai personaggio pubblico è stato così “sobrio” come il Colonnello Burgio eppure nel corso dei cinque anni trascorsi in provincia di Caserta di episodi in cui avrebbe potuto “parlare, parlare e parlare” ne ha avuto moltissime, ma, al di là delle interviste giornalistiche su questo o quell’arresto e delle “lezioni” di legalità alle quale è stato chiamato ad intervenire, il Colonnello Burgio non ha mai amato “la pubblicità”. Egli, come ha sempre sostenuto, è per “l’essere” e “non per apparire”. Un vero Carabiniere “uso obbedir tacendo e tacendo morir”, mai motto è stato così appropriato per il Colonnello Burgio. “Lo Stato – ha aggiunto nel suo discorso – sta negli ultimi anni dimostrando che a fare il camorrista si può finire ammazzato per mano di altri camorristi, si può finire in galera e con i beni accumulati confiscati. Lo Stato questo tipo di messaggio lo sta dando”.

E questo, ha spiegato, “é una cosa fondamentale perché nella società se si inculca il principio che facendo questa vita si fa questa fine, sicuramente si crea un grosso deterrente ad andare ad unirsi a questa gente, in un’attività efferata, fuori da ogni convivenza civile”. Prima della cerimonia di Caserta, il Colonnello Burgio ha partecipato al 195° anniversario della Festa dell’Arma dei Carabinieri che si è tenuta venerdì mattina a Napoli, presso la Caserma “Caretto”, dove il Generale di Corpo d’Armato, Giuseppe Barraco, comandante interregionale Carabinieri Ogaden, lo ha insignito della Medaglia di Bronzo al Valore dell’Arma dei Carabinieri, onorificenza che il Capo dello Stato gli ha attribuito in data 20 novembre 2008.

Ma questa volta non per atti d’eroismo legati alla criminalità camorristica casertana, ma per i fatti legati a Nassiriya nel 2004, quando in qualità di “Comandante del Reggimento Multinational Specialized Unit (Msu) in Iraq, nel corso dell’espletamento della missione, si portava nel centro abitato di An-Nasiriyah, ove era in atto un cruento conflitto a fuoco fra elementi di opposte organizzazioni locali della sicurezza, durante il quale rimanevano uccisi e feriti alcuni agenti della Local Police. Nella circostanza, evidenziando singolare perizia ed in un contesto ambientale caratterizzato da elevatissimo rischio, pianificava, dirigeva e partecipava ad una complessa azione condotta per ripristinare l’ordine e la sicurezza pubblica, che si concludeva con l’arresto di 9 persone e la liberazione di 2 cittadini iracheni illegalmente detenuti e sottoposti a torture. Chiaro esempio di elette virtù militari e consapevole sprezzo del pericolo, che hanno contribuito in maniera decisiva al perseguimento degli scopi della rischiosa missione, esaltando il prestigio dell’Italia e delle sue Forze armate. An-Nasiriyah (Iraq), 9 marzo 2004”.

Al Colonnello Burgio, anzi dovremo abituarci a chiamarlo Generale Burgio, vanno i più fervidi auguri per traguardi sempre maggiori: “Ad Maiora”.

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