Aversa

Rione Bagno, il Consiglio dice “no” all’aggregazione con Cesa

Domenico CiaramellaAVERSA. Il consiglio comunale di Aversa vota no all’aggregazione del Rione Bagno al Comune di Cesa. Il voto contrario al parere richiesto dalla normativa regionale a seguito di una proposta di legge del vicecapogruppo regionale del Partito Democratico Nicola Caputo, …

… che intenderebbe annettere il quartiere in questione a Cesa, è stato sostanzialmente espresso da tutti. Oltre alla maggioranza di centro destra, hanno, infatti, votato contro anche i consiglieri Giuseppe Stabile (indipendente) ed Imma Lama (Mpa), anche se con distinguo.

Si sono, invece, astenuti Mimmo Rosato (La Sinistra –Partito dei Comunisti Italiani e Rifondazione Comunista), Amedeo Cecere (Partito Socialista) e Francesco Gatto (Partito Democratico).

Una così omogenea identità di veduta non deve, però, ingannare. I lavori del consiglio comunale, convocato d’urgenza, allo scadere dei sessanta giorni per poter esprimere parere in merito, hanno, infatti, fatto segnare un dibattito che in alcuni momenti è stato anche aspro. In apertura, dopo un minuto di raccoglimento per le vittime del terremoto in Abruzzo, la relazione dell’assessore al patrimonio Aniello de Cristofaro che, riportando il parere della commissione consiliare affari generali, ha sottolineato come “i comuni di Aversa e Cesa condividono anche altre contiguità territoriali, per cui sarebbe opportuno, in un quadro generale di ridefinizione di tutti i confini, procedere ad una conferenza di servizio”. La stessa commissione ha evidenziato che il comune di Aversa ha sempre assicurato i servizi pubblici (illuminazione, igiene urbana, metanizzazione e così via) sostenendone i relativi costi.

Ad aprire le ostilità, poi, il consigliere socialista Cecere che ha accusato il sindaco Ciaramella di sottrarre autonomia al consiglio comunale ed ha effettuato la proposta alternativa di ascoltare prima il pur esiguo e poco rappresentativo comitato pro Cesa. Di strumentalizzazione politica del problema da parte del Pd hanno parlato senza mezzi termini i consiglieri di maggioranza Gianmario Mariniello ed Elia Barbato (Pdl) e Salvatore de Gaetano (Udc). Da parte sua, il primo cittadino normanno ha sottolineato come il comitato a favore della secessione conti solo poco meno di un centinaio di persone a fronte di circa milleottocento residenti nella zona interessata. In questo senso Barbato ha dichiarato di aver avuto contatti diretti nel quartiere con tantissimi cittadini che si sono detti perplessi sull’iniziativa.

Piuttosto critica la presa di posizione del consigliere Stabile che ha incolpato “la politica di non aver saputo tracciare un percorso di appartenenza. L’amministrazione comunale dovrebbe chiedersi il perché della decisione di una fetta, piccola o grande che sia, di staccarsi da Aversa. Siamo di fronte all’espressione di un malessere che è un atto di accusa contro mancanza di decisioni serie come la redazione del Puc (Piano Urbanistico Comunale)”.

Da tutti i presenti è emersa, comunque, la necessità di rivedere l’assetto territoriale di Aversa e dei comuni limitrofi con zone che si intersecano ormai senza soluzione di continuità. Nel caso specifico di Cesa, ad esempio, prospettato un ripensamento non solo per il Rione Bagno ma anche per la zona destra di via Nobel che presenta caratteristiche opposte, ossia gravita su Aversa.

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