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L’Aquila, Cdm: 8 miliardi di euro per ricostruzione. G8 in Abruzzo

Silvio Berlusconie  Giulio Tremonti al Cdm de L'Aquila L’AQUILA. Un consiglio dei Ministri particolare quello che si è tenuto questa mattina, poiché la location non era il palazzo Chigi ma il capoluogo abruzzese colpito dal sisma.

Due ore di consiglio durante le quali è stato varato il cosiddetto “decreto Abruzzo” che prevede lo stanziamento di fondi per la ricostruzione delle zone colpite dal terremoto per un totale di otto miliardi di euro, di cui 1,5 per fronteggiare l’emergenza e 6,5 miliardi per la ricostruzione.

Il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha spiegato come si procederà per i sovvenzionamenti economici ai privati per le ricostruzioni o il recupero delle abitazioni: “Prevediamo 500 milioni di euro e la domanda è per 700, per interventi per le abitazioni private. Ci sarà un conto corrente gratuito per 150mila euro disponibili per ciascuno per la ricostruzione della casa. La tua casa te la metti a posto tu, sei il direttore dei lavori, sei tu che sei padrone del tuo destino. Io non credo al fatto che siano tutti mafiosi fino a prova contraria. Non credo alle attività criminali di un piastrellista che sistema una unifamiliare in Abruzzo. Se la casa non è distrutta ma solo danneggiata il contributo sarà di 80mila euro. – ha aggiunto Tremonti – Quando ho fatto l’ipotesi del 5 per mille non era per togliere al volontariato ma per aggiungere qualcosa per l’Abruzzo. La scelta successiva è stata quella di rinunciare a questa misura perchè la vena polemica radicalizza tutto. Se alla fine ci potevano essere più soldi e ce ne saranno meno si ringrazino i polemici della politica. E’ stata avanzata a Bruxelles – ha concluso Tremonti – la richiesta di fare dell’area terremotata una zona franca urbana esente da tributi”.

Durante il consiglio dei Ministri il presidente Berlusconi ha anche annunciato che, con molta probabilità, il prossimo G8 si svolgerà proprio nel capoluogo abruzzese. Il premier ha infatti affermato che sarebbe un’occasione importantissima per porre al centro dell’attenzione mondiale il disastro avvenuto a L’Aquila. Inoltre si potrebbero risparmiare una quantità di denaro consistente da destinare per la ricostruzione della città poichè l’utilizzo del complesso monumentale della Maddalena, luogo dove doveva svolgersi inizialmente il G8, avrebbe comportato un costo di 220 milioni di euro. Berlusconi ha avanzato l’ipotesi di utilizzare la caserma della Guardia di Finanza di Coppito che ha le caratteristiche adatte ad ospitare il vertice internazionale. “Chiedo scusa al presidente della regione Sardegna, che non abbiamo avuto modo di avvisare, – ha detto Berlusconi – ma posso già dire che l’isola potrà ospitare in autunno un summit sull’ambiente per cui sto avendo contatti con il presidente americano Barack Obama. Del resto – ha poi aggiunto – la Maddalena e il contesto più lussuoso in cui la riunione si sarebbe svolta sarebbe stato meno consono con il periodo di crisi che l’economia mondiale sta vivendo”.

Molto diplomatica la risposta del neo presidente della Regione Sardegna Ugo Cappellacci che si è dichiarato ignaro della decisione del premier: “Siamo lieti e orgogliosi di dare il nostro contributo per alleviare il dramma che ha colpito l’Abruzzo ma io ritengo che ci possano essere problemi di carattere organizzativo che si proporranno all’agenda del governo. Ma se questa possibilità diventa operativa gli interventi fatti per la Sardegna dovranno essere completati. Il G8 era importante per la nostra Regione, per la realizzazione delle infrastrutture che sono state quasi tutte completate”.

Anche i partiti di opposizione si sono dichiarati favorevoli allo svolgimento del G8 a L’Aquila a patto che non si ostacoli la ricostruzione, come ha sottolineato il segretario del Pd Dario Franceschini: “Capisco che la scelta è molto simbolica, e capisco anche che contribuirebbe a tenere accesa l’attenzione sull’Abruzzo. Tuttavia, spero che il governo tenga conto che questa decisione non deve intralciare l’esigenza primaria della ricostruzione”.

D’accordo anche il leader dell’Idv Antonio Di Pietro: “Se i fondi messi a disposizione dal governo per la ricostruzione sono soldi veri e non carta elettorale, sono benvenuti. Noi dell’Italia dei Valori eserciteremo al meglio il nostro compito affinché siano spesi bene, senza sprechi, senza approfittamenti e senza nepotismi. Finora, ogni volta che il governo ha promesso lo stanziamento di fondi, ora per le infrastrutture, ora per gli ammortizzatori sociali, si trattato sempre di una mera partita di giro, di un gioco delle tre carte, di soldi presi da una parte e messi da un’altra”.

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