Sessa Aurunca - Cellole

Cerrito: “Farò volare aereo su Palazzo Chigi”

CerritoBAIA DOMIZIA. Cerrito non demorde, da sempre in prima linea con le sue tante battaglie, che hanno fatto “Storia” nel casertano e in Campania, ed ancorate al riscatto del Sud, vuole che Baia Domizia e la riviera casertana, un tempo territorio sinonimo di turismo e punto focale della cultura e dello spettacolo, vengano fuori dal lungo tunnel dell’emarginazione e del degrado.

Nei convegni del 7 gennaio 2008 e del 16 febbraio 2009, ai Parlamentari nazionali, ai Consiglieri regionali, al Presidente della Provincia presenti, abbiamo chiesto 20 milioni di euro per riprenderci immagine e lavoro tutto l’anno. In entrambe le occasioni abbiamo chiarito che i Sindaci del territorio da soli non possono farcela, fermo restando un loro più forte impegno per una Baia Domizia più accogliente, più appetibile e più fruibile a partire dal mare.
Confortati ancora una volta dalla sottoscrizione di un documento d’intesa da parte dei partecipanti ai due convegni, che prevede la riqualificazione ed il rilancio economico-sociale ed occupazionale dell’area, nonché da una lettera, a firma del Presidente Unione Industriali di Caserta, che si dichiara disponibile ed interessato al progetto.
Intanto ieri, dichiara Cerrito, abbiamo incontrato il Prefetto di Caserta Ezio Monaco al quale abbiamo chiesto di indire con urgenza un tavolo di incontro con il Sottosegretario dell’Economia Nicola Cosentino, l’Assessore Regionale alle Attività produttive Andrea Cozzolino, il Presidente della Provincia Sandro De Franciscis, il Presidente dell’Unione Industriali Antonio Della Gatta, i Sindaci di Sessa Aurunca e Cellole Luciano Di Meo e Antonio Lepore e una nostra delegazione dell’associazione Amici de “L’Altra Italia”, al fine di trovare la soluzione per una veloce cantierabilità del progetto stesso, anche quale ristoro per gli operatori colpiti indottamene dalle trasmigrazioni forzate del terremoto di Napoli del 1980, del bradisismo di Pozzuoli del 1983 e collegati alla Legge 730/86.
Il Prefetto dopo aver ascoltato Cerrito con disponibilità e pragmatismo si è impegnato a indire un tavolo d’incontro entro quindici giorni. Cerrito, la stessa lettera consegnata al Prefetto l’ha inviata anche al Presidente della Repubblica, al Presidente del Senato e al Presidente della Camera.
Riteniamo altresì doveroso essere vicini ai lavoratori della Fiat di Pomigliano, perché quella fabbrica sia un faro acceso per l’evoluzione tecnologica. La preparazione, la professionalità e l’impegno di quelle maestranze, rappresentano la Napoli del fare, la Napoli dell’intelligenza, della creatività, che merita rispetto ed un sollecito tavolo d’incontro nel segno della concretezza da parte del Governo con Fiat e Regione.
Intanto migliaia di volantini copriranno Palazzo Chigi, perché i problemi sopra citati vengano risolti, il Sud non ha più bisogno di pannicelli caldi o di effetti di facciata, ma di risposte immediate vere e significative.”

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