Aversa

La Chiesa dell’Annunziata lancia Sos al Comune

Chiesa dell’Annunziata AVERSA. Probabilmente lo svolazzare all’interno della chiesa di uno stormo di colombi durante le celebrazioni farebbe perdere la pazienza anche a un santo.

Di fatto c’è che a perdere la pazienza questa volta è don Franco Sparaco, Rettore della chiesa dell’Annunziata. Certo prima di perderla ha sopportato per oltre vent’anni ma alla fine non ce l’ha fatta più e oggi ha deciso di manifestare pubblicamente il suo disappunto nei confronti di un’amministrazione municipale “sorda” ed assente ai tanti problemi che presenta l’edificio.

Quello che personalmente consideriamo il più importante lo abbiamo segnalato più volte da queste colonne. Ci riferiamo all’acqua che inonda la chiesa ogni volta che piove. Gocce che cadono abbondanti dal lucernario che è stato inspiegabilmente lasciato fuori dal lavoro di ristrutturazione del tetto, malgrado le pressanti richieste – di includerlo – avanzate dal Rettore prima e durante l’espletamento dell’opera, partita 15 marzo 2004 e completata il 12 dicembre 2005, che è costata alla collettività oltre un miliardo di euro.

Da segnalare che dal terremoto avvenuto a novembre del 1980 e fino al 12 dicembre 2005 ufficialmente la chiesa era inagibile. Di conseguenza sarebbe dovuta restare chiusa, con ovvi danni conseguenti all’incuria e al naturale degrado che si ha nel tempo per ogni cosa che viene abbandonata a se stessa.

E ad Aversa gli esempi non mancano, come la chiesa del Carmine o Succurre Miseris che è stata addirittura sconsacrata. Probabilmente in venticinque anni di abbandono sarebbe accaduta la stessa cosa per la chiesa dell’Annunziata considerata “l’elemento architettonico più rilevante del complesso della Real Casa dell’Annunziata edificato tra il XIV e XV secolo, come si legge nel volume “La città che cambia” pubblicato nel 2007 a cura dell’amministrazione per pubblicizzare le opere portate a termine dalla giunta Ciaramella. Così se Aversa ha ancora la chiesa simbolo della città il merito è del coraggio di don Franco Sparaco che si è assunta personalmente tutta la responsabilità di tenere aperto un edificio dichiarato ufficialmente “inagibile”.

Un coraggio che gli ha permesso di superare tante difficoltà e che oggi gli impone di denunciare pubblicamente l’assenza dell’amministrazione municipale che tra l’altro è proprietaria dell’immobile. “Da tempo ho chiesto – esordisce Sparaco – che provvedessero a sostituire i vetri rotti delle finestre poste in alto al presbiterio, ma non mi hanno dato ascolto”. “Così – continua – ho provveduto io stesso a fare applicare delle grate che impedissero l’accesso ai colombi. Ma ho risolto il problema per poco tempo perché a colpi di becco i colombi hanno forato le grate riuscendo ad entrare”. “Di conseguenza – ricorda il sacerdote – sono tornato alla carica con i responsabili comunali chiedendo un loro intervento, essendo oggi per me impossibile accedere al tetto della chiesa dal momento che i lavori effettuati nell’Università ne hanno murato le porte d’accesso”.

Il risultato? “Tre appuntamenti fissati con i dirigenti comunali, saltati tutti e tre senza un minimo di preavviso. Quasi a voler dire – conclude Sparaco – non abbiamo alcun interesse per la chiesa dell’Annunziata e nessun rispetto per la figura del Rettore. Eppure dovrebbero averne. Non solo perché l’Annunziata è proprietà comunale ma soprattutto perché è il simbolo riconosciuto della nostra città. Un simbolo che trasuda arte da ogni muro”.

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