Italia

Pd, Franceschini conclude la “rivoluzione”. Ora verso le elezioni

Dario FranceschiniROMA. Il governo ombra è ormai un solo un ricordo. Il nuovo segretario del Pd, Dario Franceschini, ha azzerato i “ministri ombra” e nominato 12 responsabili di altrettante aree tematiche.

Si tratta di Bersani (Economia), Fassino (Esteri), Fioroni (Educazione), Lanzillotta (Pubblica Amministrazione), Letta (Welfare), Melandri (Cultura), Minniti (Sicurezza), Miotto (Politiche Regionali), Mongiello (Agricoltura); Pinotti (Difesa), Realacci (Ambiente) e Tenaglia (Giustizia).

Nei giorni scorsi Franceschini aveva nominato anche i componenti della nuova segreteria: Vasco Errani (presidente della Regione Emilia Romagna), Sergio Chiamparino (sindaco di Torino), Fabio Melilli (presidente della provincia di Rieti), Maurizio Martina (segretario regionale del Pd in Lombardia), Elisa Meloni (segretario provinciale del Pd di Siena), Federica Mogherini (parlamentare), GiuseppeLupo (consigliere regionale in Sicilia). Maurizio Migliavacca assumerà poi la funzione di dirigente dell’area organizzazione.

Terminata la “rivoluzione” interna al partito, si avvia il nuovo percorso. La prima tappa sono le elezioni europee ed amministrative del prossimo giugno.

“L’assemblea nazionale di sabato – ha spiegato Franceschini – mi ha dato un mandato preciso, e cioè quello di coinvolgere il territorio nella preparazione delle elezioni europee e poi del congresso. Noi lo possiamo fare perché siamo un partito radicato, e questa è una rarità. Gli altri partiti, non tutti ma tendenzialmente, sono caratterizzati sul leader e sul messaggio televisivo. Noi abbiamo una forza straordinaria che vogliamo coinvolgere. C’è molto lavoro ancora da fare ma partiamo da un patrimonio straordinario”.

“Nel momento di massima difficoltà – ha concluso il segretario – tutti, dai dirigenti ai militanti, fino agli elettori, hanno capito che serviva accantonare le tensioni e le divisioni. E’ normale per un partito avere un dibattito interno, ma questo non può trasformarsi in divisione. Ora lavoriamo uniti a testa bassa come una squadra in vista delle elezioni europee e di quelle amministrative”.

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