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Corvese ricorda l’eccedio delle foibe

foibePIEDIMONTE MATESE. “Una tragedia di cui si conosce poco, vicina nel tempo, e che ci riguarda tutti”. Così l’assessore all’istruzione di Piedimonte Matese Prof. Costantino Leuci ha dato inizio all’incontro che si è svolto ieri mattina nel centro matesino in memoria di tutte le vittime di quel dramma rappresentato dalle Foibe.

Il convegno promosso dall’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Avv.Vincenzo Cappello è giunto a due giorni da quello ufficialmente dedicato al ricordo dei tr agici eventi verificatisi alla fine del secondo conflitto mondiale nel Venezia Giulia e in Dalmazia, e che hanno visto migliaia di italiani (il numero preciso è ancora incerto) sterminati per motivazioni etniche e geopolitiche, gettati, e poi ritrovati, in quegli inghiottitoi naturali chiamati “foibe”. Numerosi studenti, in rappresentanza delle scuole cittadine, hanno riempito la biblioteca comunale dove ha avuto luogo il convegno, ed hanno ascoltato l’intervento del prof. Felicio Corvese, dell’Istituto Campano per la Storia della Resistenza “Vera Lombardo”, dopo aver assistito alla proiezione di un documentario che in poco più di mezz’ora ha ricostruito il contesto storico nel quale si consumò la tragedia delle foibe. Il prof. Corvese ha pure illustrato le cause dell’esodo istriano, in cui gli italiani residenti in Dalmazia abbandonarono quei luoghi oramai sotto il controllo del governo jugoslavo, evento di cui poco si è parlato nel corso degli anni. C’è stato spazio anche p er riflettere sul valore della Storia, sull’importanza di preservare le verità che essa contiene; bisogna “diffidare dalle mistificazioni storiche, è importante verificare ciò di cui si viene a conoscenza per poterlo capire nel migliore dei modi” ha affermato “Una tragedia di cui si conosce poco, vicina nel tempo, e che ci riguarda tutti”. Così l’assessore all’istruzione di Piedimonte Matese Prof. Costantino Leuci ha dato inizio all’incontro che si è svolto ieri mattina nel centro matesino in memoria di tutte le vittime di quel dramma rappresentato dalle Foibe. Il convegno promosso dall’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Avv.Vincenzo Cappello è giunto a due giorni da quello ufficialmente dedicato al ricordo dei tr agici eventi verificatisi alla fine del secondo conflitto mondiale nel Venezia Giulia e in Dalmazia, e che hanno visto migliaia di italiani (il numero preciso è ancora incerto) sterminati per motivazioni etniche e geopolitiche, gettati, e poi ritrovati, in quegli inghiottitoi naturali chiamati “foibe”.
Numerosi studenti, in rappresentanza delle scuole cittadine, hanno riempito la biblioteca comunale dove ha avuto luogo il convegno, ed hanno ascoltato l’intervento del prof. Felicio Corvese, dell’Istituto Campano per la Storia della Resistenza “Vera Lombardo”, dopo aver assistito alla proiezione di un documentario che in poco più di mezz’ora ha ricostruito il contesto storico nel quale si consumò la tragedia delle foibe. Il prof. Corvese ha pure illustrato le cause dell’esodo istriano, in cui gli italiani residenti in Dalmazia abbandonarono quei luoghi oramai sotto il controllo del governo jugoslavo, evento di cui poco si è parlato nel corso degli anni. C’è stato spazio anche p er riflettere sul valore della Storia, sull’importanza di preservare le verità che essa contiene; bisogna “diffidare dalle mistificazioni storiche, è importante verificare ciò di cui si viene a conoscenza per poterlo capire nel migliore dei modi” ha affermato Corvese.
Dopo gli interventi del prof. Giovanni Guadagno e del consigliere comunale Giovanni Ferrante, l’assessore Leuci ha voluto concludere con un monito agli studenti: “avete la fortuna di vivere in un periodo abbastanza di pace, e correte così il rischio di assopirvi, di dimenticare gli eventi accaduti; incontri come questo sono l’occasione per ricordare ma anche per prendere coscienza della nostra persona, la nostra identità, che agli innocenti uccisi, non solo nelle foibe, è stata tolta in un attimo”..
Dopo gli interventi del prof. Giovanni Guadagno e del consigliere comunale Giovanni Ferrante, l’assessore Leuci ha voluto concludere con un monito agli studenti: “avete la fortuna di vivere in un periodo abbastanza di pace, e correte così il rischio di assopirvi, di dimenticare gli eventi accaduti; incontri come questo sono l’occasione per ricordare ma anche per prendere coscienza della nostra persona, la nostra identità, che agli innocenti uccisi, non solo nelle foibe, è stata tolta in un attimo”.

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